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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Si parla della rappresentanza degli italiani all’estero nel dibattito in Aula sulla riforma costituzionale volta a ridurre il numero dei senatori e dei deputati

SENATO DELLA REPUBBLICA

Le considerazioni del relatore Calderoli e le repliche dei senatori Parrini (Pd), Fantetti (Fi), Garavini (Pd) e Fazzolari (FdI)

 

ROMA – Con l’intervento del relatore Roberto Calderoli è subito entrato nel vivo il dibattito nell’Aula del Senato sulla riforma costituzionale che prevede la riduzione dei deputati e dei senatori compresi quelli della circoscrizione Estero.

Calderoli, dopo aver precisato che con questa riforma il numero di deputati passa da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200, ha spiegato come sia stata attuata sulla platea dei parlamentari eletti in Italia e all’estero una riduzione del 36,5 per cento. “Se esiste un problema, – ha affermato il relatore – non può essere riferito agli eletti all’estero, perché da dodici passano a otto alla Camera e al Senato da sei a quattro. Se tutti, a livello nazionale, si riducono del 36,5 per cento, per me la stessa riduzione deve essere applicata anche agli eletti all’estero”. Rispondendo a sollecitazioni giunte dall’Aula Calderoli ha poi rilevato  “sono uno dei pochi che votarono contro la legge Tremaglia e, se fosse dipeso dalla mia volontà, gli eletti all’estero li avrei aboliti del tutto”. “A proposito degli italiani all’estero, – ha poi aggiunto il relatore -. mi ricordo che si diceva “no taxation without representation”, per me è: “no taxation, no representation”.

Durante il dibattito le considerazioni del relatore sugli eletti all’estero sono state criticate  da Dario Parrini (Pd) che ha ricordato come Partito Democratico abbia presentato un emendamento all’articolo 1 della riforma contro la riduzione degli eletti all’estero. “Abbiamo spiegato ieri, – ha ricordato Parrini – sulla base di una petizione di migliaia di nostri concittadini che risiedono all’estero, le ragioni per cui, a fronte di un aumento degli iscritti all’AIRE che è stato negli anni molto forte, da 2.700.000 nel 2006 a quasi 4 milioni e mezzo oggi, perché riteniamo assurdo che si intervenga con un provvedimento come questo”.

Critico anche l’intervento del senatore Raffaele Fantetti (Fi), eletto nella ripartizione Europa, che nell’illustrare l’emendamento 1.2, di cui è cofirmatario, ha rilevato come  il volume delle rimesse degli italiani all’estero sia stato nella storia e continui a essere  molto rilevante ai fini del fisco italiano. “Così come faccio notare – ha proseguito Fantetti – che gli italiani all’estero sono gli unici che pagano l’IMU sulla prima casa: una discriminazione che esiste solo per noi. Quindi, se vogliamo parlare di entrate facciamolo. Se vogliamo parlare di cittadinanza possiamo farlo: ne abbiamo proposto la modifica dei criteri varie volte, ma non è questa la sede. Invece faccio notare al relatore un altro punto più politico: lo scorso marzo 2018 la forza politica che lei rappresenta si è presentata con noi di Forza Italia all’estero chiedendo la fiducia di centinaia di migliaia, milioni di italiani all’estero, ricevendola sulla base di un programma condiviso che credeva negli italiani all’estero. Quegli italiani ci hanno dato fiducia non per essere discriminati, annullati ed esautorati alla prima occasione che si presenta, come in questo caso”.

“ Lei fa riferimento al fatto- ha affermato la senatrice del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa,  rivolgendosi al relatore- che la proporzione tra eletti in Italia ed eletti all’estero dovrebbe essere la stessa, ma il combinato disposto di due elementi –  il fatto che già oggi ci sia una forte sproporzione tra l’elettorato che esprime un eletto in Italia e l’elettorato che esprime un eletto all’estero – fa sì che in realtà non ci sia affatto quella proporzione a cui lei fa riferimento”.

“Le cito di nuovo i dati. – ha continuato Laura Garavini  – Noi avremo – se questa riforma andrà in porto – il fatto che, da un elettore ogni 150.000 alla Camera, si passerà a uno ogni 700.000. Quindi c’è una sproporzione radicale. Al Senato, se per un parlamentare eletto in Italia serviranno 300.000 elettori, all’estero ne serviranno 1.400.000. Mi dice dov’è la proporzionalità?” Per quanto poi riguarda le considerazioni del relatore su “No taxation, no representation”, la Garavini ha aggiunto “Lei ha presente quanti nostri connazionali pagano le tasse, perché hanno anche un piccolo reddito in Italia, ad esempio nella misura in cui sono proprietari di un immobile in Italia? Quindi, senatore, questa è veramente un’ingiustizia enorme e mi auguro che questa maggioranza si renda conto di che cosa sta facendo”.

Da segnalare infine fra gli altri interventi anche quello di Giovanbattista Fazzolari  (FdI) che per quanto riguarda la legge Tremaglia sul voto all’estero ha affermato “Noi di Fratelli d’Italia rivendichiamo quell’eredità, rivendichiamo quella legge e siamo fieri che oggi, al Senato e alla Camera, ci siano dei rappresentanti dei nostri connazionali all’estero grazie a una battaglia di Tremaglia, che rivendichiamo e della quale andiamo orgogliosi”. Per quanto poi concerne la valutazione che non vi possa essere alcuna rappresentanza senza il pagamento delle tasse, Fazzolari ha sottolineato : “consideriamo nostri connazionali chi ha origini italiane, chi è di nazionalità italiana, a prescindere financo dalla cittadinanza che ha. Per noi il concetto di Nazione va oltre il concetto di confini nazionali”. (Inform)

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