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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Si è svolto dal 29 al 31 marzo a Zurigo l’evento “Migranti ieri e oggi”

INCONTRI

L’iniziativa organizzata dalla Federazione delle Colonie Libere Italiane e dalla Chiesa Valdese di Zurigo

 

ZURIGO – Si è svolto dal 29 al 31 marzo a Zurigo l’evento “Migranti ieri e oggi” organizzato dalla Federazione delle Colonie Libere Italiane e dalla Chiesa Valdese di Zurigo che ne riportano lo svolgimento in un comunicato congiunto.

Tra gli appuntamenti in programma una tavola rotonda sul fenomeno migratorio, che ha messo in luce la difficoltà di affrontare la questione in modo pragmatico, senza farsi condizionare dal consenso immediato così come da atteggiamenti moralistici. Eppure, “la paura si può combattere solo con politiche d’integrazione efficaci”, ha affermato Rosanna Raths-Cappai, responsabile di progetto del Servizio per l’integrazione della città di Zurigo, una città europea con una quota di stranieri pari a oltre il 30% rispetto alla popolazione residente.

Ad aprire l’evento di venerdì sera è stato Claudio Colotti con la presentazione del suo progetto fotografico Micropolis – La città di provincia al tempo del Melting Pot. “In questo lavoro ho cercato di restituire alla città il suo volto cosmopolita, con tutte le sfumature dell’umanità che la abita: dai ragazzi della generazione Z agli anziani passando per i migranti e i borderline – ha affermato l’autore della mostra descrivendo il suo approccio al progetto. Le fotografie sono state scattate a Civitanova, una città divenuta la più popolosa della Provincia di Macerata e dal respiro quasi metropolitano. Per Claudio Colotti Civitanova è stata il pretesto per affrontare temi di stringente attualità: “il mutamento delle città italiane nel tempo delle migrazioni, lo sforzo dei più giovani di crearsi punti di fuga laddove le prospettive ristagnano, la capacità degli anziani di resistere e di adattarsi a una società che ha polverizzato la loro struttura di riferimento: la famiglia”.

La mostra storica di Sandro Bellisario “Italiani a Oerlikon, dal 1946 al 2000” ha invece messo in evidenza la vita degli italiani emigrati nel quartiere industriale zurighese di Oerlikon, il loro modo di adattarsi alle abitudini elvetiche e alla vita quotidiana. La mostra, cofinanziata dal comune di Zurigo, illustra – si legge nel comunicato congiunto – il significativo contributo dato dagli operai italiani al progresso economico della Svizzera, i forti flussi migratori degli anni Cinquanta e Sessanta, le baracche in cui gli italiani erano spesso costretti a vivere e che scomparvero solo negli anni Settanta, i bambini cosiddetti nascosti, ai quali veniva negato il diritto di stare con i propri genitori, costretti a vivere rinchiusi in casa con effetti spesso traumatici, le organizzazioni costituite dagli italiani per sostenerli nell’integrazione, quando quest’ultima non era ancora istituzionalizzata, i corsi professionali e quelli per apprendere la lingua del posto tenuti da enti nati per le esigenze degli italiani di allora.

La terza mostra dedicata alla storia delle Colonie Libere Italiane è stata presentata da Mauro Bistolfi e Claudio Micheloni. Realizzata dal prof. Sandro Cattacin e altri nel 2003 in occasione del 60° anniversario di fondazione della FCLIS, comprende otto pannelli che descrivono i momenti più significativi del percorso storico di questo movimento politico fondato da antifascisti fuorusciti negli anni Venti del secolo scorso: le lotte per il ricongiungimento familiare, per il diritto di voto, per l’abolizione dello statuto dello stagionale e tanti altri.

Nella giornata di sabato – prosegue il comunicato, – si è tenuto un convegno incentrato sui temi corridoi umanitari, migranti ieri e oggi e politiche d’integrazione. La presidente della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS) e presidente del concistoro della Chiesa valdese di Zurigo, Anna-Maria Cimini, ha aperto i lavori esponendo i motivi che hanno ispirato l’evento: “oggi vogliamo avvicinare il Mediterraneo alla Svizzera per informare e sensibilizzare la popolazione su quanto sta accadendo lì e renderla consapevole che si tratta di un problema di dimensione continentale”. E ancora: “a differenza dei movimenti migratori del secolo scorso, oggi assistiamo a un cosiddetto flusso migratorio misto, un complesso movimento che include rifugiati, richiedenti asilo, migranti economici, persone altamente qualificate nonché migranti forzati, cioè che fuggono da calamità naturali o ambientali e da carestie”. Cimini ha rimarcato il fatto che gli organizzatori sono essi stessi migranti e figli di migranti che hanno vissuto in prima persona gli effetti sia negativi che positivi dell’esperienza migratoria e che sulla base di ciò intendono contribuire con umiltà al dibattito migratorio in atto oggi in Europa.

Si sono poi succeduti interventi che presentavano esempi di attività umanitarie rivolte ai migranti. Marta Bernardini, operatrice del programma Mediterranean Hope, ha illustrato il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e della Comunità di S. Egidio che, sulla base di un protocollo di intesa con il Ministero degli Affari Esteri e dell’Interno, organizza dei cosiddetti corridoi umanitari, per consentire ai profughi l’arrivo in sicurezza in Italia, rilasciando loro un visto umanitario. Asmae Dachan, giornalista e scrittrice italo-siriana ed esperta di Siria e Medio Oriente, ha proseguito documentando la drammatica situazione in Siria, soffermandosi in particolare sui bambini e sulle conseguenze del conflitto per questi ultimi. Aniceto Edjang Mba Abeng, operatore della diaconia valdese nel torinese ha posto l’accento sui progetti di accoglienza e supporto ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati che prevedono l’inserimento in abitazioni in cui è possibile gestire autonomamente la vita quotidiana, l’aiuto in termini di insegnamento della lingua, di orientamento professionale, di sostegno materiale e legale. La rappresentante della città di Zurigo, Rosanna Raths-Cappai ha sottolineato l’importanza delle politiche d’integrazione intese come rafforzamento della coesione sociale, incoraggiamento al rispetto e alla tolleranza reciproci e come partecipazione alla vita economica, culturale e sociale su un piano di pari opportunità. Ha anche illustrato le numerose offerte e i progetti connessi al processo d’integrazione come ad esempio i corsi di nuoto per le donne musulmane, la prevenzione contro la violenza per i giovani del Kosovo o la messa a disposizione di fondi alle associazioni per la realizzazione di progetti volti all’integrazione.
Diritti e migrazione sono stati i temi affrontati anche nella tavola rotonda conclusiva, cui hanno partecipato Vincenzo Amendola, sottosegretario di Stato agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale del Governo Gentiloni, Claudio Micheloni, senatore della Repubblica Italiana fino al 2018 ed ex presidente della FCLIS, e Mons. Antonio Spadacini, ex delegato nazionale della Conferenza episcopale svizzera e italiana. (Inform)

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