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Si è conclusa a Roma la settima edizione del Festival internazionale del film cattolico Mirabile Dictu

CINEMA

L’iniziativa patrocinata dal Pontificio Consiglio per la Cultura. Premio per il miglior film a “Poveda” di Pablo Moreno (Spagna) e per la regia a “Lampedusa” di Peter Schreiner (Austria). Presentato il trailer di “Mothers” di Liana Marabini, in uscita nei prossimi mesi, sul fenomeno dei foreign fighters

 

ROMA – Si è conclusa a Roma la settima edizione del Festival internazionale del film cattolico Mirabile Dictu, evento cui è prevenuta quest’anno la richiesta di partecipazione da parte di oltre mille pellicole e la cui cerimonia di premiazione si è svolta al Palazzo della Cancelleria con la consegna del Pesce d’Argento, ispirato al primo simbolo cristiano.

Ad aprire la cerimonia il saluto del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio  Cultura che sin dall’inizio ha concesso il patrocinio all’iniziativa, il quale ha spiegato come tale sostegno risponda al “desiderio di unire fede e arte”. “Sia il cinema che la fotografia sono diventate espressione di arte e qualche volta di arte altissima – rileva Ravasi, indicando quale “sogno supremo di ogni arte quello di saper unire i grandi universali, il vero, il bello e il giusto, il buono”. Un sogno di matrice aristotelica e che si realizza – afferma il cardinale – unicamente nel divino.

Di contro spesso nel mondo attuale spesso si profila un nesso tra “bruttezza, che esprime una qualità estetica”, e “bruttura, qualità di tipo morale”. “Queste due realtà spessissimo si incrociano tra di loro, perché la bruttezza genera bruttura, pensiamo a certi quartieri degradati che diventano degradati anche moralmente – rileva Ravasi, rimarcando come l’impegno del Festival sia invece “tentare di unire il bello e il buono, arte e fede, spiritualità e dramma dell’esistenza umana”. “Io credo – aggiunge – che potremo sempre sperare che alcuni registi riescano a trovare quel bello che riesce ad esprimere anche il bene, perché il bello non vuol dire necessariamente una forma estetizzante, può essere anche scavare nell’oscurità, nelle viscere della società, nelle catacombe dell’anima”.

Miglior pellicola per la giuria – presieduta dall’attice Maria Pia Ruspoli e composta da monsignor Franco Perazzolo, del Pontificio Consiglio della Cultura, dal distributore e produttore austriaco Norbert Blecha, da Michèle Navadic, direttore programmazione RTBF (Belgio) e dalla produttrice Oriana Mariotti – “Poveda” di Pablo Moreno (Spagna), che ripercorre la vicenda di Padre Pedro Poveda (1874 – 1936), presbitero spagnolo, fondatore dell’Istituzione Teresiana, che ha lottato per i diritti delle donne e il miglioramento dell’educazione dei bambini. Fucilato dai repubblicani durante la guerra civile spagnola, padre Poveda è stato canonizzato come martire da Giovanni Paolo II nel 2003. Premio per la miglior regia a “Lampedusa” di Peter Schreiner (Austria) sulle vite di un ex profugo africano e di una donna fuggita per far fronte a una crisi personale si incrociano per caso sull’isola siciliana, proposto in bianco e nero.

Premio alla carriera al produttore televisivo italiano Bibi Ballandi, autore di molte trasmissioni televisive di successo degli anni Ottanta, Novanta e Duemila, gli ‘one-man show’ di Fiorello, Adriano Celentano, Gianni Morandi, Giorgio Panariello e Massimo Ranieri e i varietà del sabato sera Ballando con Le Stelle e Ti Lascio una Canzone.

In questa occasione la presidente del Festival, Liana Marabini ha anticipato il trailer del suo nuovo film, intitolato “Mothers”, che uscirà l’11 settembre negli Stati Uniti e ad ottobre in Italia. La pellicola, tra i cui attori figurano anche Remo Girone e Christopher Lambert, racconta da vicino il fenomeno dei foreign fighters e ha come obiettivo “la sensibilizzazione di genitori e scuole al riconoscimento dei segni della radicalizzazione”.

Premiato come miglior cortometraggio “The Confession” di Johnn La Raw (Corea del Sud); miglior documentario “A life is never wasted” di Krzysztof Tadej (Polonia); premio speciale della Capax Dei Foundation a “Kateri” di James Kelty (USA), film sulla figura di Kateri Takakwitha, la prima santa pellerossa d’America, vissuta tra il 1656 e il 1680, canonizzata da Benedetto XVI nel 2012. (Inform)

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