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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Sì dell’Aula alle misure urgenti in vista della Brexit

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Tra le dichiarazioni di voto favorevoli al provvedimento, già approvato dal Senato, quelle dei deputati eletti nella ripartizione Europa Alessandro Fusacchia (Più Europa), Massimo Ungaro (Pd) ed Elisa Siragusa (M5S)

 

ROMA – Approvato dalla Camera dei Deputati il provvedimento che contiene misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest’ultimo dall’Unione europea.

Tra le dichiarazioni di voto finali e favorevoli alla norma, già approvata del Senato, anche quelle dei deputati eletti nella ripartizione Europa Alessandro Fusacchia (Più Europa) e Massimo Ungaro (Pd), che ne hanno rilevato al contempo le criticità, e di Elisa Siragusa (M5S).

In particolare Fusacchia ha rilevato “il permanere di uno stato di incertezza generale rispetto all’esito finale” della trattativa con l’Unione sulla Brexit, situazione cui quindi l’Aula “dovrà continuare a prestare particolare attenzione”. Tra i temi al centro della materia vi è – sottolinea Fusacchia – la questione della cittadinanza europea, cui si deve guardare “anche nell’ottica del futuro”, perché essa “dovrebbe dare sempre più forza e più sostanza in termini di diritti e di doveri ai nostri connazionali che si spostano in Europa”. Tra i diritti Fusacchia cita in particolare quello di voto, e segnala come la questione della partecipazione al rinnovo del Parlamento europeo dei connazionali residenti in Uk – più volte sottoposta all’attenzione del Governo in questi mesi – sia stata al momento risolta solo grazie al rinvio del termine ultimo per la Brexit, – rinvio che ha sancito la partecipazione al voto europeo da parte dei cittadini inglese e l’allestimento dei seggi presso la sedi consolari per i connazionali, così come avviene negli altri Stati membri dell’Unione.

 

Massimo Ungaro, pur ritenendo il provvedimento necessario per “contenere l’impatto negativo dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea senza un accordo che avrà un enorme impatto negativo sui nostri 700 mila concittadini italiani nel Regno Unito e sulla nostra economia”, sottolinea come le misure in esso previste siano state “adottate in ritardo rispetto agli altri Paesi europei” e “tralascino alcuni temi importanti”. In particolare egli sottolinea come si proteggono “i diritti e i doveri degli studenti e ricercatori britannici in Italia, ma non vengono aumentate le risorse per le unità del Miur dedite al riconoscimento dei titoli di studio, una misura che sarebbe stata utile alle decine di migliaia di studenti italiani che conseguono gli studi universitari in quel Paese”. Ungaro esprime perplessità anche sul fronte della materia previdenziale: “avete introdotto un regime transitorio per permettere ai fondi pensioni dei due Paesi di operare almeno per diciotto mesi a partire dalla data di recesso, ma sarebbe stato utile introdurre delle iniziative per assicurare il riscatto integrale dei contributi versati dai lavoratori italiani ai fondi pensioni del Regno Unito una volta rientrati in Italia – sostiene Ungaro, che aggiunge tra i temi non risolti quello della cittadinanza italiana e in particolare il requisito della conoscenza della lingua italiana per l’acquisizione a seguito di matrimonio; di una più precisa informazione dell’utilizzo delle risorse destinate alla rete consolare in Regno Unito; del mancato inserimento di  meccanismi di chiamata diretta di personale di area medica dall’estero in Italia, vista la carenza che si prospetta per i prossimi anni e la presenza in Uk invece di molti medici ed infermieri italiani. Ungaro si sofferma anche sulla tempistica dei nuovi incentivi per l’attrazione di capitale umano e il cosiddetto rientro dei cervelli, previsti nel decreto crescita e che saranno accessibili solo dal gennaio 2020,  nonché sulla tutela dei diritti acquisiti dai cittadini italiani nel Regno Unito, “perché siamo la seconda comunità europea in quel Paese, con oltre 700 mila italiani”. “Londra oggi è la quinta città d’Italia – rileva Ungaro, che ribadisce la necessità che il Governo “si applichi nel mettere in sicurezza la seconda parte dell’accordo di recesso, quella, appunto, sulla salvaguardia dei diritti dei cittadini”, un impegno contenuto in un ordine del giorno presentato per iniziativa dello stesso Ungaro e respinto della maggioranza. L’esponente democratico conclude poi ricordando come l’esito del referendum sulla Brexit sia stato condizionato dalle crescenti difficoltà economiche e dal disagio sociale che caratterizza una crescente parte della Gran Bretagna e dell’Europa e a cui, a suo avviso, occorre rispondere “con più Europa” e con “un’Europa sociale”.

 

Elisa Siragusa ribadisce come il provvedimento serva “ad evitare le ricadute della Brexit senza accordo” e “per ricreare in via unilaterale lo scenario dell’uscita morbida del Regno Unito dall’Unione europea” e come in esso sia previsto “un periodo transitorio di diciotto mesi che partono dalla data di recesso del Regno Unito dall’Unione europea in assenza di accordo”. Richiama le “misure importanti per la tutela dei diritti dei cittadini britannici in Italia e dei cittadini italiani nel Regno Unito” e “interventi forse necessari già prima di Brexit e indipendentemente dall’esito di Brexit, ma ancora di più in questa fase di incertezza”: “ci vogliono più risorse, più personale, spazi più adeguati nei nostri consolati del Regno Unito e questi sono alcuni obiettivi che si pone il decreto-legge con l’autorizzazione di oltre 5,5 milioni già a partire dal 2019 – rileva l’esponente pentastellata, sottolineando come tali risorse serviranno per “l’acquisto, la ristrutturazione e il restauro di immobili adibiti o da adibire a uffici consolari”. Siragusa segnala inoltre come nella relazione tecnica allegata al provvedimento “si parla dell’apertura di un ufficio consolare di Manchester” e come sia altresì previsto “l’incremento di personale di ruolo del Maeci da inviare nelle sedi all’estero così come anche l’incremento di 50 unità del contingente massimo del personale a contratto che le nostre sedi all’estero potranno assumere e, inoltre, stanziamenti per migliorare la tempestività e l’efficacia dei servizi consolari”.

“Con il Governo vogliamo costruire i presupposti per far sì che l’Italia possa essere un Paese in cui tornare e non da cui scappare – ribadisce la deputata, che ritiene il provvedimento sia un importante “segnale di vicinanza” “per i nostri connazionali in UK che stanno vivendo anche un periodo di profonda incertezza a causa della Brexit”, perché “aiuta a semplificare i rapporti tra amministrazione e cittadini residenti nel Regno Unito e stanzia maggiori risorse finanziarie per garantire i servizi utili a chi si è trasferito”. “Siamo intervenuti con tempismo per evitare qualsiasi sorpresa – ribadisce. “Ora, anche nel caso estremo di un mancato accordo tra il Regno Unito e l’Unione europea, i nostri connazionali emigrati sanno che l’Italia si sta occupando della loro vita – conclude Siragusa, sottolineando gli obiettivi che hanno guidato la stesura del provvedimento:  “rispettare il voto popolare che ha sancito la Brexit e, allo stesso tempo, far sì che questa scelta, forte, del Regno Unito non abbia ricadute negative sui nostri connazionali”. (Inform)

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