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Si conclude l’esercitazione Nato Trident Juncture 2018

DIFESA

Anche le Forze armate italiane hanno preso parte all’esercitazione multinazionale per la risposta immediata alle minacce, che ha preso il via in Norvegia il 25 ottobre

 

OSLO – Si è conclusa l’esercitazione Nato Trident Juncture 2018, che ha preso il via in Norvegia il 25 ottobre ed alla quale hanno preso parte anche le Forze Armate italiane.

La Trident Juncture 2018 è un’esercitazione multinazionale della Nato che ha l’obiettivo di affinare la capacità di operare congiuntamente dei 29 Paesi dell’Alleanza e dei Paesi partner, quindi di verificare e addestrare la Nato Response Force, la Forza multinazionale di risposta immediata alle minacce.

All’attività ha preso parte anche l’Italia con un’aliquota di militari italiani, in servizio presso StrikforNato (Lisbona – Portogallo).

Un piccolo contingente composto da personale di tutte le Forze Armate è stato impiegato in ruoli direttivi nell’ambito dello staff del CTF 1106 ed è stato imbarcato sulla USS Mount Whitney il 12 ottobre a Lisbona.

Nella fase iniziale dell’esercitazione, in cui i vari assetti partecipanti hanno raggiunto l’area di operazione, lo staff ha diretto attività operative a difficoltà crescente per amalgamare le forze assegnate e renderle pronte alla fase finale dell’esercitazione, ovvero la Livex, una vera e propria simulazione di un conflitto su terra, mare e aria.

La Trident Juncture 2018 ha rappresentato un importante banco di prova per lo strumento militare dell’Alleanza Atlantica – si legge nella nota diffusa dal Ministero della Difesa in proposito – che, dopo un quarto di secolo, è tornata ad addestrare le proprie forze in scenari non permissivi e multi-minaccia caratterizzati altresì da condizioni meteo-climatiche particolarmente impegnative.

L’esercitazione ha coinvolto 31 paesi (29 Nato + Svezia e Finlandia); 52000 uomini; 65 Unità navali; 250 aeromobili; oltre 10000 veicoli terrestri.

Le peculiarità della Livex Trident Juncture 2018 non sono da ricercare solo nei numeri, ma anche nella possibilità di testare tutte le Forze in scenari caratterizzati da forme di guerra ibrida e dalla costante minaccia cibernetica.

Inoltre, il Carrier Strike Group 8 della Marina degli Stati Uniti (incentrato sul Gruppo da Battaglia della USS H.S. Truman) ed i Marines del Marine Expeditionary Force II sono stati posti sotto il controllo operativo di un Comando Nato.

StrickforNato, quindi, con una forza totale di oltre 17000 militari e 20 navi ha effettuato uno sbarco anfibio sulle coste norvegesi dando il via ad un evento tattico reso noto dai media come “la battaglia di Oppdal”. In tale contesto, lo stesso Strike Group ha operato all’interno del Circolo Polare Artico, tornando a condurre operazioni di volo in condizioni climaticamente estreme, per la prima volta dopo 28 anni. (Inform)

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