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Serracchiani: Nazario Sauro è figura attuale

GRANDE GUERRA

Cerimonia a Trieste in memoria dell’irridentista istriano

 

TRIESTE – “È importante celebrare la figura di Nazario Sauro, sia come uomo, per il coraggio con il quale ha sempre difeso gli ideali nei quali credeva indossando la divisa della Regia Marina del Regno d’Italia, sia come eroe del mare e figlio dell’Istria. Quella di Nazario Sauro è una figura attuale perché ci ricorda quanto costò Trieste italiana e quanto è importante oggi la tutela dei valori europei di pace e convivenza: l’eroe di Capodistria ha perso la vita per l’ideale della Patria, oggi l’estremizzazione dei nazionalismi mette a rischio un’area di pace e libertà come l’Europa”.

Lo ha dichiarato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, a margine della cerimonia di alzabandiera solenne per il centunesimo anniversario della morte di Nazario Sauro, patriota e irredentista italiano nato a Capodistria, all’epoca territorio dell’Impero Austro-Ungarico.

La presidente ha evidenziato che “la Grande Guerra e l’orrore che essa portò sono ormai lontani, come le passioni e le ideologie che animarono tanti giovani, i quali durante il conflitto si trovarono a combattere su fronti opposti. Nonostante questo, credo che oggi il nostro Paese abbia ancora bisogno di figure dalla moralità inflessibile come quella di Sauro, capaci d’ispirare e guidare gli altri con capacità e coerenza perché mosse da ideali solidi e profondamente radicati nell’anima”.

“Convinzioni per le quali con coraggio l’eroe capodistriano affrontò la morte e in omaggio alle quali – ha sottolineato Serracchiani – lo scorso anno abbiamo dedicato una mostra, realizzata in collaborazione con il Consiglio regionale e l’Unione degli Istriani”.

La presidente della Regione ha inoltre rimarcato che “allo stesso modo in cui onoriamo Nazario Sauro vogliamo però ricordare anche gli altri caduti della Grande Guerra: gli irredenti giuliani che partirono volontari, e tutti i triestini, friulani, istriani e sloveni che vestirono lealmente la divisa austriaca, o magari quella serba. Persone coraggiose che noi possiamo onorare nel modo migliore difendendo, con la stessa passione che arse in loro un secolo or sono, i valori fondanti dell’Europa unita e della democrazia”.

Oltre a Renzo Codarin, presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, sodalizio promotore delle commemorazioni, alla cerimonia erano presenti il questore di Trieste, Leonardo La Vigna, e gli assessori del Comune di Trieste, Angela Brandi e Michele Lo Bianco, un picchetto di Marinai in armi, rappresentanti dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia con il labaro, schierato accanto a quello della Fameia Capodistriana. (ppd/Inform)

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