direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Roma : al Maeci il VI Congresso della Fusie

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

 

Confermato presidente della Federazione Giangi Cretti. Eletto vice presidente Franco Dotolo. Nuovo mandato anche per il segretario generale Giuseppe della Noce

 

ROMA – Si è svolto a Roma , presso la Farnesina, il VI Congresso della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero. La Federazione  ha provveduto all’elezione dei nuovi organi statutari. Sono stati confermati nei loro incarichi il presidente Giangi Cretti e il segretario generale Giuseppe della Noce. Alla vice presidenza è stato eletto Franco Dotolo. Il nuovo Comitato di presidenza sarà composto da Ilaria Del Bianco , Vittorio Giordano , Pablo Mandarino , Salvatore Mancuso  e Silvia Finzi.

Il dibattito è stato introdotto dall’intervento del Presidente onorario della Fusie Mimmo De Sossi che ha in primo luogo ricordato i tanti giornalisti ed editori scomparsi che hanno fatto la storia dell’informazione italiana all’estero e hanno creduto nella Fusie:  come ad esempio Elia Finzi, Mimmo Azzia, Graziano Tassello, Zoratto e Bafile e lo stesso ministro Tremaglia. “Quello di oggi – ha affermato De Sossi.-  un  momento delicato in cui è in discussione il concetto stesso di informazione . C’è bisogno di uno sforzo unitario di proposta e bisogna soprattutto creare un clima che consenta il dialogo e il confronto con la rappresentanza politica su quello che è la stampa italiana all’estero e su quello che deve fare . In tutte le democrazie moderne  – ha proseguito De Sossi – l’intervento pubblico di assistenza ai settori meritevoli di attenzione come la stampa è riconosciuto , quindi oggi parlare di tagli all’informazione e alla stampa all’estero è antistorico. La stampa italiana all’estero – ha concluso De Sossi – è ancora essenziale, un veicolo imprescindibile di comunicazione fra l’Italia e gli italiani all’estero”.

Ha poi preso la parola il Presidente della Fusie Giangi Cretti che, dopo aver ricordato l’insostituibile ruolo svolto nel mondo dalla stampa italiana all’estero, ha rilevato come il mondo dell’informazione sia oggi davanti ad una rivoluzione tecnologia. Nuovi strumenti che vanno utilizzati  e che offrono grandi potenzialità. “C’è un’italianità in tutto il mondo – ha affermato Cretti – un’esperienza cosi ricca e diffusa che non può essere persa. E’ necessario un salto culturale per utilizzare strumenti diversi. Questa è una sfida. Oggi quando si parla di tagliare i contributi alla stampa bisogna capire chi si va a colpire, perché non si può dire che la stampa sia superata o che la stampa online esisterà a prescindere dal taglio dei contributi. Bisogna capire – ha aggiunto – cosa è l’informazione online . In questa riflessione noi come Fusie ci dobbiamo essere, è comunque fuori di dubbio che quando pensiamo ad un contributo di natura pubblica dobbiamo far si che queste risorse vadano a quelle iniziative che ne hanno bisogno, non basta la pubblicità”. Cretti ha poi sottolineato come la nostra stampa all’estero sia importante per la promozione e il mantenimento della lingua italiana  e per  l’internazionalizzazione del Sistema Paese. “Oggi la nuova legge per l’editoria azzera la nostra specificità – ha spiegato il Presidente della Fusie – perché fino al 2017 sapevamo di poter contare su un contributo di due milioni di euro che,  qualche volta, è stato integrato in aumento con emendamenti, avevamo però un quadro della forbice in cui potevamo calcolare il contributo per la stampa italiana all’estero. Oggi questo non avviene più, questa particolarità della nostra stampa non c’è  più. A partire dall’anno in corso la legge sull’editoria stabilisce che siamo finiti nel ‘calderone’ del Fondo generale per il pluralismo dell’informazione. Da questo fondo il ministero dello Sviluppo Economico toglie quello che gli compete per la gestione del servizio pubblico, ad esempio i contratti di servizio con la Rai , quello che resta finisce al Dipartimento per l’Editoria il quale definirà le destinazioni di uso di questi fondi. Allora quanto resta di risorse non lo sappiamo e non sappiamo i criteri di distribuzione dei fondi alle varie tipologie di stampa. Quello che ci attende ora è una sorpresa…Vi è anche il rischio – ha aggiunto – che il prossimo anno vi sia una nuova legge sull’editoria”.

A seguire è intervenuto Mimmo Porpiglia (Uruguay – Gente d’Italia) che ha auspicato un intervento del sottosegretario agli Esteri Merlo in favore della stampa italiana nel mondo e ha evidenziato come l’informazione su Internet non sia sicura. Ha poi  preso la parola Ricky Filosa, giornalista (Italiachiamaitalia) e portavoce del sottosegretario Merlo che ha assicurato l’interessamento dello stesso sottosegretario in favore della stampa italiana all’estero ed ha rilevato come Internet , se usato bene e con intelligenza, possa dare risultati positivi anche per i mezzi d’informazione che si occupano di italiani all’estero.

Dal canto suo Philip Baglini (Gran Bretagna – Radio “London One) ha posto in evidenza la necessità di usare eventuali contributi per la stampa online anche per la formazione dei giornalisti e di combattere in maniera unitarie le false notizie.

Valerio De Paolis (Svezia – Il Lavoratore) ha invece sottolineato l’esigenza di trovare nella linea editoriale di un giornale, al fine di non perdere lettori, un via equilibrata fra copie stampate, che continuano ad interessare gli utenti più anziani, e presenza della testata su Internet.   E’ poi intervenuto Frank Barbaro (Australia – Nuovo Paese) che ha rilevato come nonostante la grande connettività di Internet il mondo sia sempre più diviso.   Barbaro ha anche sostenuto l’importanza del formato cartaceo a cui sono affezionati molti lettori e che è sinonimo di serietà.

Dal canto suo Maurizio Tomasi (Italia – Trentini nel Mondo) ha sottolineato sia la mancanza di un perché al possibile azzeramento dei contributi per la stampa italiana all’estero, sia la necessità di lavorare per una informazione ampia, corretta e variegata per i connazionali nel mondo.

“La stampa italiana all’estero – ha affermato Ilaria Del Bianco (Italia – Lucchesi nel Mondo) – è importantissima per mantenere il legame con il territorio d’origine delle collettività nel mondo, è  importante per la promozione del Sistema Paese e ha spese ridotte rispetto al potenziale e l’effettiva resa nel mondo”. La Del Bianco, dopo aver evidenziato che  il taglio dei contributi  mette a rischio la stampa e le stesse associazioni che si promuovono attraverso il loro giornale, ha rilevato l’importanza della copie cartacee in questo settore.  “Questo tipo di giornali – ha spiegato – hanno un valore morale che non va dimenticato. I connazionali più anziani vogliono ricevere un cartaceo perché è un pezzo che parte dalla nostra terra e arriva a loro e finché ci sarà anche una di queste persone abbiamo il diritto di inviargli qualche cosa che gli ricordi il territorio di origine. Tutto questo il formato online non ce lo può dare”.  Basilio Giordano (Canada – Cittadino Canadese) ha ricordato come il lavoro della stampa italiana all’estero, che può fare passi avanti anche online, sia  in pratica una missione. Giordano ha auspicato uno sforzo unitario per superare questo difficile momento in cui si parla del taglio dei contributi.

Mauro Bafile (Venezuela – La Voce d’Italia) ha invece rilevato come non basti la libertà di stampa per ritenere un paese democratico, in quanto  i mass media vanno messi in condizione di non subire le pressioni economiche e politiche.

“Dal 2016 in Venezuela sono scomparsi 115 mass media , 65 radio, 9 canali di televisione e 41 giornali” ha proseguito Bafile sottolineando come il governo abbia il monopolio della carta e quindi non favorisca chi non fa da megafono al potere. “E’ il caso  – ha proseguito – del nostro giornale. Siamo stati costretti ad abbandonare l’edizione cartacea e ci siamo dedicati alla nostra pagina web….  Chi crede – ha concluso Bafile – che si possa fare a meno dei giornali italiani all’etero non conosce le nostre comunità nel mondo. Dopo l’intervento di Padre Sante Cervellini  (Argentina – Voce d’Italia – Buenos Aires) che ha posto in evidenza come la diffusione della lingua italiana e il Sistema Italia traggano vantaggio dal lavoro della stampa italiana all’estero che parla d’italianità al mondo, Luigi Papais (Italia – Friulani nel Mondo) si è soffermato sull’esigenza di mantenere il pluralismo dell’informazione che rappresenta una garanzia per la democrazia. Papais ha anche ricordato come le missioni cattoliche con i loro giornali mantengano viva una rete di italianità che altrimenti sparirebbe. Papais ha auspicato il mantenimento della Commissione per la stampa italiana all’estero presso la Presidenza del Consiglio; si è inoltre detto contrario all’abbandono della carta stampata, in quanto la maggior parte dei nostri migranti sono persone over 50 e non hanno dimestichezza con Internet.

“Siamo in presenza di una oggettiva crisi del nostro mondo – ha affermato Rodolfo Ricci (Italia – Emigrazione Notizie) – non soltanto per l’atteggiamento istituzionale di confermare disattenzione alle nostre vicende dell’informazione, ma anche per una disattenzione generale del paese verso le collettività italiane nel mondo , non è una novità. Dura da diverso tempo, da oltre un decennio,  anche se sono state fatte le conquiste del voto all’estero e delle elezioni dei parlamentari. Da una parte abbiamo quindi una scarsa considerazione di questo mondo da parte del Paese, delle istituzioni e della e politica , dall’altra abbiamo una difficoltà nostra di misurarci con l’evoluzione che va avanti nelle comunità.  Perché la questione della tecnologia, quindi del rapporto fra cartaceo e digitale, va di pari passo con i nuovi flussi migratori e il cambiamento generazionale che avviene nelle nostre collettività. .. Il problema – ha continuato Ricci – è quello di misuraci con una dimensione online che nei prossimi anni si accentuerà ulteriormente e su questo fronte andrebbe fatta una riflessione rispetto alla Fusie e alla sua compagine sociale, se in un contesto di questo tipo ha ancora un senso continuare a pensare il nostro ruolo in termini così parcellizzati come oggi è…. Forse – ha concluso – dovremmo pensare a rafforzare la funzione della Fusie per evitare che l’interlocuzione con le istituzione venga fatta in maniera sparpagliata… Un organismo che sia in grado di raccogliere e fare sintesi dai diversi paesi e dai diversi soggetti”.

Dopo l’intervento di  Stefano Materia  (Svizzera – L’Eco), che ha parlato della necessità di misurasi con rispetto verso le migrazioni degli anni passati e verso i lettori, Luciano Luciani (Italia Oltreoceano) ha auspicato la creazione di tavoli permanenti fra la Fusie,  Assocamerestero, Unioncamere e altre realtà produttive che siano interessate al pubblicizzare il prodotto italiano.  Luciani ha anche rilevato l’importanza della valorizzazione in questo settore dei giovani che hanno meno esperienza, ma possono contare su una spinta propulsiva per acquisire tecniche nuove.

Infine ha preso la parola Franco Dotolo (Migranti Press ) che ha ricordato come oggi sia in vigore per i contributi la legge n.198 e non sia ancora prevista alcuna cosa  per la stampa esclusivamente online. Dotolo, oltre a sostenere l’opportunità di difendere quanto fino ad oggi conquistato, ha anche parlato della necessità di una Fusie che abbia più possibilità di interloquire con il Sistema Paese e il Maeci. (G.M.-Inform)

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