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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Riunione della presidenza Acli della Svizzera

ASSOCIAZIONI
Riunione della presidenza Acli della Svizzera
Al governo italiano si chiede un “rilancio delle politiche verso le comunità italiane residenti all’estero”
ZURIGO – Le Acli della Svizzera chiedono al governo italiano un “rilancio delle politiche verso le comunità italiane residenti all’estero”, “una svolta” rispetto all’azione intrapresa dall’esecutivo negli ultimi anni e orientata al ridimensionamento giustificato dai sempre più stringenti vincoli di bilancio.
Per le Acli – si legge in una nota diffusa in seguito alla riunione della presidenza nazionale svizzera riunitasi il 31 agosto scorso – non si tratta però solo di una “questione di finanziamenti, poiché le comunità emigrate ancora oggi veicolano enormi risorse economiche”, ma piuttosto dell’assenza di “una visione di sistema” sulla materia, assenza che è divenuta “un aspetto oramai endemico dell’azione dei governi italiani degli ultimi anni”.
Nel corso della riunione organizzata anche per analizzare e discutere, tra l’altro, le imminenti scadenze politiche ed elettive federali – in primis gli oggetti in votazione il 22 settembre prossimo – è stata ribadita “la discriminazione subita dagli italiani residenti all’estero con la legge che ha introdotto l’Imu”, questione a cui non è ancora stato posto rimedio. “I Comuni, anziché penalizzarli,
dovrebbero adoperarsi per rivalutare ovunque il patrimonio edilizio posseduto dagli italiani emigrati – si legge nella nota delle Acli Svizzera, – con un programma di ristrutturazione che rimetta i loro immobili in condizione di essere utilizzati, attivando con ciò un flusso economico e investimenti preziosi. Invece si spingono i nostri emigrati a disfarsi delle loro case e a tagliare i ponti con la madre patria. È amaro constatare che l’associazionismo è una cattedra inascoltata, altrimenti ministri e alti dirigenti dell’amministrazione non lascerebbero cadere nel vuoto gli appelli e le prese di posizione lanciati ripetutamente”.
La presidenza delle Acli Svizzera esprime un giudizio critico anche sulle ulteriori chiusure degli uffici consolari – tre delle quali nella Confederazione – annunciate nelle ultime settimane: “si eliminano gli uffici come se le precedenti chiusure non avessero dimostrato la bassa incidenza, in termini di risparmio, di tali operazioni – rileva la nota, che sottolinea inoltre come le percezioni consolari costituiscano “una notevole fonte di entrata” che potrebbe anche “aumentare sensibilmente se migliorasse il servizio fornito all’utenza”. L’intervento – si sottolinea – dovrebbe avvenire su altri fronti e non chiudendo “gli uffici più produttivi, le agenzie, e più efficaci nel rapporto costo-benefici-qualità dei servizi”.
“In emigrazione sanno tutti cosa ha prodotto l’invarianza dei servizi – sostengono le Acli della Svizzera che concludono ribadendo la “totale comprensione per i sacrifici che sta affrontando il popolo italiano” e sottolineando che “le comunità all’estero rappresentano una voce enormemente attiva del bilancio dello Stato italiano”. “I nostri governanti dovrebbero riflettere sul rischio di distruggere un capitale di storia dell’emigrazione italiana nel mondo – sottolineano, – proprio nel momento in cui è ripresa con forza l’emigrazione dal nostro Paese”. (Inform)
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