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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Riunione del Comites di Tel Aviv

ITALIANI ALL’ESTERO

Tra i temi discussi la partecipazione e i risultati alle elezioni politiche italiane, il coordinamento con il Comites di Gerusalemme, questioni pensionistiche, iniziative e servizi consolari

 

TEL AVIV – Si è svolta a fine aprile la riunione del Comites di Tel Aviv; tra i temi discussi la partecipazione e i risultati alle elezioni politiche italiane del 4 marzo, il coordinamento con il Comites di Gerusalemme, questioni pensionistiche, iniziative e servizi consolari.

Per quanto riguarda le elezioni politiche, sono stati richiamati risultati e partecipazione, in particolare quella emersa nella circoscrizione di Tel Aviv del 13.8%, percentuale – si legge nel verbale diffuso a seguito della riunione del Comites – che si attesta a meno della metà rispetto a quella dei connazionali votanti residenti fuori dall’Italia, pari al 29.7%. La circoscrizione di Gerusalemme ha registrato invece il 24.6% di partecipazione. Si segnala dunque come si è molto lontani dal 72.9% di partecipazione registrata in Italia. Anche gli scrutini dimostrano una diversità di profilo tra gli elettori delle due città israeliane e rispetto al resto del mondo, come segue: Tel Aviv – 44.8% Lega-Forza Italia, 33.8% Pd, 4.4.% M5S; Gerusalemme – 23.6% Lega-Forza Italia, 40.6% Pd, 5.4% M5S; Totale Estero – Lega-Forza Italia 21.5%, Pd 26.4%, M5S 17.5%; Italia – Lega-Forza Italia 37%, Pd 22.9%, M5S 32.7%. La scarsa partecipazione a Tel Aviv – rileva il verbale – può essere imputabile a vari fattori: l’indirizzario non aggiornato (il 6.7% dei plichi è tornato al mittente); l’inefficienza del sistema postale israeliano (4.2% di schede elettorali annullate in quanto arrivate oltre la scadenza); lo scarso interesse dell’elettorato italiano. Su questo punto si sottolinea la necessità di una maggiore sensibilizzazione che deve partire anche dal Comites con più energiche campagne informative.

Nel corso della riunione è stata richiamata anche la pubblicazione “Vivere all’Italiana” curata dal Maeci e in cui si evince il vivace scambio di esperienze culturali organizzate nelle circoscrizioni di Tel Aviv e Gerusalemme. Il Comites di Tel Aviv si è poi associato ai rilievi critici già mossi dal Comites di Gerusalemme sull’indicazione territoriale attribuita alla città.

Riguardo alle certificazioni pensionistiche il Comites segnala il suo intervento in un caso di certificazione di esistenza in vita di una pensionata impossibilitata a presentarsi al Consolato e la negoziazione ancora in corso con gli enti competenti a Roma per il ripristino del patronato di assistenza fiscale e pensionistica che, fino a qualche mese fa, era presidiato in Israele da Lello dell’Ariccia. Poichè il servizio di assistenza viene fatto su base volontaria, anche se con la copertura dei sindacati competenti per l’iter burocratico, il Comites ritiene che questo progetto sia meritevole, insieme con altri progetti candidabili attualmente in valutazione, di una richiesta di contributo integrativo da parte del Maeci sul cap. 3103/2018.

Tra i progetti ritenuti candidabili alla richiesta di contributo integrativo anche lo spettacolo di Angelica Calò “Mamma, perché io non posso entrare?”, progetto teatrale sulle leggi razziali già messo in scena in Italia e la cui presentazione viene proposta in Israele allo Yad VaShem il 16 ottobre, in occasione del 75esimo anniversario della deportazione degli ebrei romani nel 1943.

Il Comites richiama inoltre la petizione diffusa dal Comites di Basilea in cui si muovono critiche nei confronti del sistema di prenotazione online dei servizi consolari adottato in molte circoscrizione consolari e attivo anche a Tel Aviv. Anche qui – rileva il Comites – si incontra qualche difficoltà a trovare spazio libero nell’agenda di sette settimane visibile nell’attuale configurazione; il momento più propizio per collegarsi al sistema è nel corso delle prime ore del mattino.

Tra le iniziative in programma, infine, viene segnala una nuova visita in Israele di farmacisti e forse anche medici italiani con tappe presso i principali istituti di ricerca (ad esempio il Weizman a Rechovot) e aziende israeliane del settore, in corso di organizzazione visto il successo della prima esperienza avvenuta nel 2017. (Inform)

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