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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ricordati a Trieste e a Mostar gli inviati della Rai Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo

MEMORIA

Furono uccisi da una granata il 28 gennaio 1994, mentre stavano realizzando un reportage per il Tg1 sui bambini vittime del conflitto nella ex Jugoslavia

 

TRIESTE/SARAJEVO  – “Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo sono tre uomini della Rai, uso il presente perché il loro ricordo è, e deve rimanere, sempre vivo dentro di noi”. Lo ha detto l’amministratore delegato Fabrizio Salini, oggi a Trieste per l’annuale cerimonia di commemorazione dei tre inviati della Rai uccisi a Mostar da una granata il 28 gennaio 1994, mentre stavano realizzando un reportage per il Tg1 sui bambini vittime del conflitto nella ex Jugoslavia. I tre reporter facendo scudo con i propri corpi alle schegge della granata salvarono la vita a un bambino che stavano intervistando.  Alla cerimonia –  curata dalla Fondazione Luchetta-Ota-D’Angelo-Hrovatin (nata per assicurare cure necessarie ai bambini feriti in guerra o colpiti da malattie non curabili nei loro Paesi di origine), in collaborazione con il Comune di Trieste e che si è tenuta nella Sala del Consiglio Comunale –  hanno preso parte autorità locali, familiari, amici e colleghi delle vittime.

“Come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, di cui tra poco ricorrerà il venticinquesimo anniversario della scomparsa, ci hanno lasciato un bene che dobbiamo custodire gelosamente: la missione della Rai come servizio pubblico – ha detto Salini –  La loro scelta di girare un servizio sui bambini orfani, vittime indifese della guerra civile balcanica, mettendo a rischio la propria vita, è simbolica per noi che lavoriamo in un’azienda alla quale dobbiamo rispetto e della quale dobbiamo andare orgogliosi”.

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha annunciato che il Comune dedicherà uno slargo alla memoria di Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo. Dipiazza nel suo intervento ha brevemente ricordato i grandi drammi causati della guerra in Bosnia, il sacrificio dei  tre giovani concittadini, sottolineando in particolare il grande merito della Fondazione a loro dedicata, che in questi anni ha salvato e aiutato centinaia e centinaia di bambini, vittime delle guerre e della violenza.

Oggi anche a Mostar si è tenuta l’annuale commemorazione di Dario D’Angelo, Marco Luchetta ed Alessandro Ota. Per commemorare il sacrificio dei tre reporter, deposta dall’ambasciatore d’Italia in Bosnia Erzegovina Nicola Minasi una corona di fiori davanti alla targa posta in loro ricordo nel luogo dell’uccisione, in Brace Fejica 82a. A fianco della corona , una rosa bianca dei bambini dell’orfanotrofio “Dječiji dom Mostar”. Una cerimonia per “riflettere sull’importanza della libertà di informazione, e sui pericoli che i giornalisti devono affrontare nello svolgimento del loro lavoro anche in tempi non di guerra” , si sottolinea dall’Ambasciata a Sarajevo . (Inform)

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