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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Quelle bandiere al vento!

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” del 24.2.2016 l’editoriale del direttore Marco Basti

 

BUENOS AIRES – Alla vigilia dei suoi primi due anni di governo, Matteo Renzi si è presentato agli argentini e alla nostra comunità, conquistando praticamente tutti.

Regalando dosi generose di “italsimpatia” (termine che prendiamo in prestito dal presidente della Dante di Roma, Andrea Riccardi), con la sua personalità travolgente, il Presidente del Consiglio è riuscito nell’intento di aprire un nuovo tempo nei rapporti tra l’Italia e l’Argentina, 18 anni dopo l’ultima visita a Buenos Aires di un suo predecessore. L’ultima visita ufficiale nel Paese, infatti, era stata fatta nel ’98 da Romano Prodi.

“Scusate per il ritardo di 18 anni, insieme faremo grandi cose”, è stato il leit motiv del viaggio del capo del governo italiano, che ha ripetuto anche: “Siamo nazioni sorelle. Qui mi sento come a casa”. Non proprio un un eccesso di originalità, ma quelle parole vanno prese come la riconferma di un sentimento che, pur se noto a tutti, a volte dev’essere esplicitato.

La ripresa delle opere del treno Sarmiento (lavori per tre miliardi di dollari), l’annuncio della visita del ministro dei Beni Culturali e il Turismo Dario Franceschini (che arriverà mercoledì 2 marzo), una missione di trecento imprenditori di piccole e medie imprese italiane che dovrebbe arrivare nel mese di giugno e primi incontri a livelloministeriale per stabilire l’agendadalla quale ripartirà il dialogo inprofondità e concretezza, sono i risultatitangibili e visibili del viaggio. E inoltre durante la visita alla sede dell’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires, l’annuncio dell’intenzione di aumentare i fondi per la diffusione della lingua e della cultura italiane.

Pochi annunci, si dirà. Pochi risultati concreti, aggiungerà qualcuno. Ma la Francia arriverà con investimenti e trenta grandi imprenditori, dirà provocatoriamente un terzo.

I confronti ci sembrano inutili. Perché Matteo Renzi aveva due obiettivi molto concreti. Rialacciare i rapporti con l’Argentina, paese del tutto speciale per l’Italia, per la miriade di ragioni che sono note a tutti quanti conoscono minimente i due paesi. E inoltre dare un segnale forte, battendo gli altri paesi europei, a cominciare proprio dalla Francia, sulla volontà europea di collaborare col nuovo governo argentino visto, come ha detto lo stesso Renzi, che c’è una grande attesa e speranza nei riguardi dell’amministrazione di Mauricio Macri. Ed evidentemente il presidente del governo italiano ha ottenuto i due risultati.

Per quanto riguarda la nostra comunità, evidentemente ci sarebbe molto da scrivere, ma è chiaro che la presenza di Renzi ha reso definitiva l’impostazione che Roma ha deciso nei rapporti con la nostra comunità e cioè, tutte gli elogi che si voglia al passato, ma si guarda al futuro e se si costruirà un nuovo rapporto, sarà con le nuove generazioni. Neanche una parola è stata spesa per parlare dei problemi che sono ben noti, che sono stati elencati (alcuni) nel documento letto alla Colombo dagli esponenti del Cgie e dei Comites. Ma finché ognuno dei nostri rappresentanti crederà di essere l’unico a poter rappresentare la comunità italiana più numerosa all’estero, continueranno a non dedicarci neanche la minima considerazione.

Ad ogni modo, sarà retorica o sentimentalismo, il nuovo corso dei rapporti tra l’Argentina e l’Italia l’abbiamo visto plasmato visivamente guardando le bandiere argentine e italiane sventolare insieme, ornando le colonne della Casa Rosada. Quanto tempo, quanta distanza sono stati colmati con quell’immagine!

Per il resto, gli annunci, le promesse, le dichiarazioni, si vedrà. Se sono rose… fioriranno! (Marco Basti – Tribuna Italiana del 24 febbraio 2016 /Inform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar

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