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Presentazione del libro ‘Razza e ingiustizia’, Casellati: “Alieno da qualsivoglia dimensione retorica, è un obbligo morale fare i conti con la storia”

MEMORIA

 

ROMA – Il libro ‘Razza e ingiustizia’ è stato presentato presso la Sala Koch di Palazzo Madama. A dare il benvenuto è stato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati. “Il nostro ritrovarci qui va ben al di là della simbolica testimonianza di condanna di ogni forma di discriminazione, di violenza, e di razzismo. In questo, amaro, ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia ci ritroviamo infatti nel nome di una concreta e comune assunzione di responsabilità verso la conoscenza, la ricerca, la comprensione critica di quei terribili avvenimenti che hanno indelebilmente segnato la storia recente del nostro Paese. Il volume che presentiamo, ‘Razza e ingiustizia’, è alieno da qualsivoglia dimensione retorica. Le sue pagine approfondiscono con rigore il tema del rapporto tra gli uomini di legge di epoca fascista e la legislazione razziale, sottolineando, senza riluttanza, come si sia trattato di un rapporto complesso e controverso. Pur rievocando, doverosamente, le vessazioni che molti magistrati e avvocati subirono proprio in conseguenza delle leggi razziali, queste pagine sollevano con lucidità il velo dalle zone d’ombra, dai silenzi, dall’indifferenza, dalle adesioni opportunistiche e compromissorie di quel mondo alle posizioni razziali del regime”, ha commentato Casellati ringraziando il Consiglio superiore della magistratura, per aver voluto dare vita a questo comune progetto, e le istituzioni che vi hanno aderito.
“Personalmente, da giurista, non posso non sentire con particolare angoscia la discriminazione subita in quegli anni dai colleghi ebrei; ma ancor più intollerabile è riflettere sull’atteggiamento compromissorio con cui molti uomini di legge si posero di fronte alla legislazione razziale, sulle loro complicità intellettuali e materiali, sulle loro contraddizioni. Oggi, come Presidente del Senato, l’indignazione per le ingiustizie subite dai senatori ebrei, di cui il nostro archivio storico conserva traccia e testimonianza, è resa in me ancor più viva dalla lettura dei resoconti delle sedute di approvazione di quelle leggi. Nessuno, infatti, prese la parola. L’Assemblea approvò senza discussione alcuna. Fare i conti, seriamente, con la storia, è un obbligo morale. Lo è per ogni individuo, lo è, a maggior ragione, per i rappresentanti delle istituzioni di questo Paese. Abbiamo il compito di lavorare in costante collaborazione e confronto con il mondo della scuola, forse la più delicata e cruciale istituzione di ogni Paese. Proprio quella scuola che per prima si vide violata nella sua essenza profonda di strumento educativo, di crescita civile e culturale, con quel decreto del settembre 1938 che aprì la strada alla tragica sequenza di inaccettabili provvedimenti legislativi che chiamiamo leggi razziali. Il dialogo con i ragazzi, con gli studenti, con i cittadini più giovani è un obiettivo preminente del Senato della Repubblica”, ha evidenziato Casellati con un pensiero rivolto alla senatrice a vita Liliana Segre, per il suo contributo al volume e soprattutto perché da alcuni anni ha scelto di condividere con gli studenti la sua dolorosa e tragica vicenda personale. (Inform)

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