direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato in Consiglio regionale dell’Abruzzo il volume di Mila Mihajlovic che rievoca il salvataggio ad opera della Marina militare italiana

CENTENARIO GRANDE GUERRA

 

“Per l’Esercito serbo.Una  storia dimenticata”

Di Pangrazio: “I militari italiani salvarono 300 mila soldati e profughi serbi”

 

L’AQUILA – “E’ stata la prima missione umanitaria della storia, portata avanti dalla nostra Marina militare, dove i militari italiani salvarono oltre 300 mila soldati e profughi serbi. Un avvenimento che ha segnato anche la storia europea”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale abruzzese  , Giuseppe Di Pangrazio, intervenendo alla presentazione del volume “Per l’Esercito serbo. Una storia dimenticata”, curato dalla scrittrice Mila Mihajlovic. Il libro, presentato nella sede del  Consiglio regionale , racconta una delle pagine storiche di umana solidarietà rimaste finora nascoste negli archivi: alla fine del 1915, l’Esercito serbo, stretto dalle armate degli imperi Centrali, dovette ritirarsi nel pieno dell’inverno, attraverso i monti albanesi. Giunse sulle coste dell’Adriatico e il salvataggio di un intero esercito fu quasi esclusivo compito d’Italia. “Si tratta di una missione umanitaria ante litteram che la professoressa Mila Mihajlovic ha opportunamente scelto di riportare all’attenzione di noi tutti, ma sopratutto delle giovani generazioni, perché – afferma Di Pangrazio – le radici della nostra identità europea vanno condivise e consegnate a coloro i quali ne rappresentano il futuro. Le cifre dei soldati serbi, della popolazione, dei prigionieri, dei cavalli, dei viveri, delle armi trasportati da una riva all’altra, raccontano molto di questa missione che ha visto l’impegno principale della Marina italiana – ma anche di quella francese e inglese – in un lasso temporale relativamente breve (dicembre 1915 – febbraio 1916) e in condizioni atmosferiche proibitive e in uno scenario di guerra pericoloso. Una guerra – osserva il presidente del Consiglio regionale – che fu il risultato di una fatale catena di micro-decisioni strategiche, che portarono ad un conflitto che nessuno voleva, almeno nei modi in cui poi realmente si svolse, ma che tutti erano pronti a rischiare nella convinzione di poterlo vincere. La prima guerra mondiale fu un evento ancor più traumatico della seconda, perché determinò il crollo di convinzioni, speranze e illusioni che fino ad allora avevano animato il mondo”.(gil.pet./Inform)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes