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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Premio Internazionale “Bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero”

ITALIANI ALL’ESTERO

Il messaggio dei premiati ai giovani: “siate determinati, andate all’estero e non abbattetevi”

 

BELLUNO – «Siate determinati, andate all’estero e non abbattetevi» è il messaggio che i premiati alla XVI edizione del “Premio Internazionale bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero” hanno voluto dare ai giovani presenti. Sabato 12 dicembre presso il cinema Kursaal di Auronzo di Cadore oltre duecento persone hanno voluto partecipare a questo importante evento che la Provincia di Belluno ha organizzato in collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel Mondo e il Rotary. «Questa iniziativa serve per mantenere vivo il legame con i nostri emigranti. Nel mondo – ha sottolineato Daniela Larese Filon, presidente della Provincia di Belluno – ci sono circa quattrocentomila bellunesi, il doppio di quelli residenti nel nostro territorio dolomitico. E’ un dovere ricordarli e soprattutto essere orgogliosi di quanto fanno anche per la nostra provincia». Non sono mancati i saluti di Oscar De Bona, presidente ABM e di Francesco Ferraù, presidente del Rotary Club Cadore – Cortina d’Ampezzo.

Lo stesso De Bona – nel ringraziare i premiati, le Famiglie ABM e le autorità presenti – ha evidenziato quanto la provincia di Belluno deve essere grata per la comunità dei bellunesi presenti all’estero: «Il nostro benessere lo dobbiamo in parte alle rimesse dei nostri emigranti e, nello stato attuale, dobbiamo creare un legame con le nuove generazioni di bellunesi che hanno rifatto la valigia per emigrare all’estero».

La premiazione, presentata da Tiziana Munerin, ha avuto inizio con Natale Trevissoi che con tenacia e lungimiranza portò a Belluno la Holzer, azienda tedesca leader nella produzione di componenti per elettrodomestici. Oltre mille persone poterono trovare lavoro nel bellunese e altre ebbero la possibilità di rientrare mettendo la “valigia di cartone” in soffitta. Nel suo intervento Trevissoi ha puntato sui giovani: «Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con i giovani perché sono il nostro futuro. Per questo motivo li invito a scoprire il mondo, a credere nei propri progetti e nelle proprie capacità adattandosi agli usi e costumi dei Paesi dove andranno. Certo ci vuole anche fortuna, ma a volte bisogna anche cercarla. I risultati arriveranno».

Parole di incoraggiamento sono giunte anche dal secondo premiato, Carlo Brentel. Una vita fatta di grandi sacrifici che lo hanno visto prigioniero in un campo di concentramento, poi emigrante in Svizzera e infine in Canada dove ha costruito e gestito un’azienda di presse idrauliche. «Il Canada è un paese straordinario in cui chi ha voglia di fare può fare e dove convivono culture e religioni diverse nel segno del rispetto reciproco. Infine – ha concluso Brentel – voglio lanciare a gran voce un appello ai nostri politici bellunesi: non sentitevi inferiori a nessuno e battagliate affinché Belluno possa diventare autonoma. Solo così potremo dare futuro e speranza ai nostri giovani».

Attraverso un video messaggio vi è stato il saluto della premiata Zelma Mariot Hilbert residente a Urussanga (Brasile) e impossibilitata a presenziare il ritiro del premio: «Aspetto con gioia l’arrivo del presidente De Bona a maggio per la consegna del premio e ringrazio di cuore chi ha deciso di premiarmi. Sento forte l’appartenenza al bellunese e di certo non dimenticherò mai le mie radici con l’amata Italia».

Sandro Macchietto, originario di Auronzo di Cadore, docente universitario con alle spalle numerosi premi a valenza internazionale si è sentito onorato di ricevere nel proprio paese natale questo importante riconoscimento e nel suo intervento ha lanciato una proposta interessante e di grande respiro: «Non dimentichiamo che l’Italia da terra di emigranti è diventata terra di immigrati. Perché non inserire nella prossima edizione un premio anche a un immigrato che in provincia di Belluno ha portato crescita e sviluppo per il nostro territorio?».

Momento toccante della mattinata il “Riconoscimento alla memoria” che ha visto ricordare le figure di Bortolo De Luca, Franco Fiabane e Luigi Mezzavilla. Persone mancate nel 2015 che hanno dato tanto per Belluno: De Luca e Mezzavilla rispettivamente da Lisbona (Portogallo) e Mar del Plata (Argentina); Fiabane da Belluno.

In questa edizione del premio vi è stata inoltre la partecipazione del Liceo Linguistico di Auronzo di Cadore e delle Scuole Medie locali. La classe V del Liceo è intervenuta portando alcune riflessioni su una recente visita fatta a Ilopolis (Brasile). «E’ stato un viaggio straordinario che ci ha cambiati facendoci scoprire un’altra Italia presente a 15.000 chilometri di distanza da noi – il commento di Marta, una delle studentesse, che ha continuato evidenziando come – in Brasile si sentono più italiani di noi. Purtroppo noi italiani e bellunesi siamo abituati a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Invece, con un po’ di sano ottimismo, potremmo fare molto di più».

L’evento, intervallato dai canti del Coro Cadore, si è concluso con un arrivederci all’edizione 2016 certi che incontri di questo calibro portano la giusta carica per intraprendere nuove progettualità per il bene di Belluno sapendo che nel mondo ci sono quattrocento mila bellunesi che credono e amano questo meraviglioso territorio.  (Inform)

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