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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Pietro Cappelli (Maie/Comites San Gallo): Ci battiamo per un No convinto e chiediamo agli italiani di fare lo stesso

SVIZZERA

La prossima domenica cittadini alle urne per il referendum che propone l’espulsione degli stranieri che commettono reati

 

 

SAN GALLO  – La prossima domenica in Svizzera si voterà per il referendum che propone l’espulsione degli stranieri che commettono reati. Pietro Cappelli, esponente del Maie e consigliere del Comites di San Gallo, in una nota avverte i connazionali residenti in terra elvetica: “Se il referendum dovesse passare, tutti noi rischieremmo di essere meno liberi. I nostri giovani, ma non solo loro, potrebbero essere le prime vittime. Potrebbe toccare perfino ad anziani e pensionati”. Per Cappelli appare dunque necessario un ” No convinto a questo referendum”. 

Cappelli ricorda che “il quesito referendario in questione chiede di attuare in modo rigoroso quanto previsto da un referendum del 2010 (espulsione degli stranieri che commettono reati) che doveva essere confermato con una legge entro cinque anni. Le leggi sono state approvate ma i promotori del primo referendum (associazioni e parlamentari di destra) ne hanno proposto un secondo in cui chiedono un ulteriore inasprimento: gli stranieri devono essere espulsi indipendentemente dalla gravità del reato che commettono e al giudice non deve essere lasciato alcun margine per decidere. Dinanzi a questa recrudescenza di comportamenti populistici portati avanti da alcuni movimenti retrivi, il  Governo e il Parlamento – evidenzia Cappelli – si sono espressi per il ‘no’ alla proposta ritenuta troppo severa”.

“Continueremo fino all’ultimo – sottolinea – a batterci per il No al referendum e chiediamo agli italiani che ci seguono di fare lo stesso. Siamo tutti  sorpresi e scandalizzati che dinanzi all’avanzare di un mondo sempre più globale la Svizzera si mostri chiusa in se stessa e ostile a chi con il suo lavoro contribuisce alla ricchezza del Paese. Segnali di imbarbarimento preoccupanti che vanno rimossi per tempo senza se e senza ma. Fermo restando il principio di legalità che è implicito in ogni contesto sociale, sia ricco o povero. Se questo referendum – conclude Cappelli – nasconde l’intento di chiudere le porte e colpire indiscriminatamente i lavoratori stranieri, italiani compresi, in nome di una presunta superiorità degli autoctoni, è un referendum razzista, e non deve passare”.(Inform)

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