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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Parere favorevole della Commissione Esteri sulla conversione in legge del decreto con misure urgenti in vista della Brexit

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Illustrato dalla relatrice Marinella Pacifico, il provvedimento contiene misure per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito anche in seguito alla Brexit

 

ROMA – La Commissione Esteri del Senato ha approvato un parere favorevole sulla conversione in legge del decreto legge che reca misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest’ultimo dall’Unione europea.

Ad illustrare il provvedimento è stata la relatrice Marinella Pacifico che ha spiegato come esso sia finalizzato prioritariamente ad introdurre misure volte a garantire la stabilità finanziaria dei mercati in un contesto internazionale in rapida evoluzione con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei depositanti, degli investitori e degli assicurati, nonché ad assicurare il rispetto della salute e della libertà di soggiorno per i cittadini italiani e quelli britannici presenti nei rispettivi territori anche a seguito della Brexit.

Ha poi richiamato di seguito gli aspetti di interesse per la Commissione e legati principalmente alle misure per fronteggiare l’ipotesi che il recesso del Regno Unito dall’Unione europea avvenga senza accordo, e – prioritariamente – le disposizioni per la tutela dei cittadini italiani residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici presenti sul nostro territorio alla data del recesso, oltre che alla partecipazione italiana a istituzioni finanziarie e gruppi intergovernativi internazionali.

Sono dunque disciplinati gli effetti del recesso del Regno Unito dall’Unione europea in mancanza di un accordo – ossia nell’ipotesi che il Regno Unito diventi a tutti gli effetti uno Stato terzo – sulle attività svolte nel territorio italiano dagli intermediari del Regno Unito operanti nel settore assicurativo, bancario e finanziario, nonché sulle attività poste in essere dagli intermediari italiani nel Regno Unito, oltre a dettare specifiche disposizioni per l’operatività dei gestori delle sedi di negoziazione italiane e britanniche – misure essenzialmente di carattere economico-finanziario, che esulano, in senso stretto – rileva Pacifico, – dalle competenze della Commissione.

 

In merito invece alla tutela dei cittadini italiani residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici presenti sul nostro territorio alla data del recesso si introduce nella legislazione nazionale una specifica norma transitoria, in caso di “no deal”, volta a regolamentare le modalità di permanenza, sul territorio nazionale, dei cittadini del Regno Unito e dei loro familiari anche stranieri, preservando i diritti acquisiti nel corso della loro pregressa e continuativa residenza in Italia da almeno un quinquennio, alla data del recesso del loro Paese dall’Unione europea. Diversamente, per coloro che siano regolarmente iscritti in anagrafe o soggiornanti in Italia alla data del recesso del Regno Unito dall’Ue da più di tre mesi ma da meno di cinque anni, si prevede un « regime transitorio di favore », con la possibilità – prevista dalle norme europee – che gli Stati di membri, nel rispetto delle esigenze di sicurezza, possano rilasciare permessi di soggiorno permanenti o di validità limitata a condizioni più favorevoli, fermo restando che tali permessi non conferiscono il diritto di stabilirsi in altri Stati membri. Per superare le criticità in cui potrebbero incorrere i cittadini del Regno Unito che abbiano maturato i requisiti e una legittima aspettativa all’acquisto della cittadinanza italiana sulla base della normativa applicabile ai cittadini dell’Unione europea, si prevede la possibilità di richiedere la cittadinanza sulla base della maturazione del requisito temporale del compimento del periodo di residenza quadriennale alla data del recesso, con una facoltà da esercitarsi entro la fine del 2020. Le norme – sottolinea la relatrice – acquistano un rilievo particolare anche per i cittadini italiani presenti nel Regno Unito, tenuto conto che la disciplina potrebbe trovare una simmetrica applicazione anche da parte delle autorità britanniche.

 

Tra le misure urgenti a tutela dei cittadini italiani, si prevede il potenziamento dei servizi consolari presenti nel Regno Unito, a beneficio di cittadini – ufficialmente oltre 330.000 – e imprese ivi presenti. Vengono autorizzati una serie di interventi finalizzati ad acquistare e ristrutturare gli immobili già adibiti o da adibire a sedi di uffici consolari ad Edimburgo, Londra e Manchester, ad incrementare – la relazione tecnica parla di 13 unità – il numero dei dipendenti di ruolo dell’amministrazione degli Affari esteri destinati alle rappresentanze consolari maggiormente interessate, ad incrementare la tempestività e l’efficacia dei vari servizi erogati ai cittadini, nonché a potenziare le risorse per il funzionamento delle sedi coinvolte. Viene poi incrementato di cinquanta unità il contingente del personale a contratto assunto in loco dalle varie sedi consolari.

Gli oneri economici sono quantificati in 5,87 milioni di euro per l’anno 2019, in 6,29 milioni di euro per l’anno 2020, in 5,34 milioni di euro per l’anno 2021 ed in cifre mediamente superiori ai 5 milioni di euro per gli anni successivi.

Si introduce poi una modifica alla legge che disciplina l’”Anagrafe e censimento degli italiani all’estero” e il relativo regolamento di esecuzione, in relazione alla decorrenza dei termini di iscrizione del cittadino all’Aire al fine di rendere più rapidi ed incisivi i servizi ai cittadini all’estero, prevedendo in particolare che gli effetti della dichiarazione resa all’ufficio consolare competente abbiano decorrenza dalla data della presentazione della stessa da parte del cittadino e non già, come avviene attualmente, dal momento della ricezione da parte dell’ufficiale di anagrafe.

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di prestazioni sanitarie erogate nell’ambito dei sistemi di sicurezza sociale, si prevede che le norme dei relativi regolamenti europei di sicurezza sociale possano continuare ad applicarsi dalla data di recesso e fino al 31 dicembre 2020 ai cittadini britannici, agli apolidi e ai rifugiati soggetti alla legislazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, a condizione di reciprocità coi cittadini italiani, con riguardo a tutte le fattispecie disciplinate dai suddetti regolamenti e in particolare a prestazioni medicalmente necessarie, copertura da tutti i rischi malattia, cure programmate, e i relativi rimborsi.

 

Si richiamano infine gli interventi volti a consolidare la partecipazione italiana in istituzioni finanziarie internazionali e a rafforzare la partecipazione italiana del Ministero dell’Economia e delle Finanze ai negoziati condotti in ambito europeo e internazionale, compresa l’assunzione di personale, anche per fare fronte agli impegni per il nostro Paese derivanti dall’assunzione della presidenza del G20 a partire dal 1° dicembre 2020 e fino al 30 novembre 2021.

Nel corso della discussione generale sono intervenuti Adolfo Urso (FdI) che ha evidenziato l’importanza del provvedimento in particolare per le norme relative alle reti di telecomunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G; Massimo Candura (Lega) che condivide l’affermazione di Urso e ribadisce l’esigenza prioritaria di tutelare l’interesse nazionale in tale campo; Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) che apprezza in particolare la modifica della legge sull’Aire; il presidente Vito Petrocelli, che segnala l’opportunità di approfondire quest’ultimo tema anche in sede di indagine conoscitiva sulle comunità degli italiani nel mondo, che la Commissione si accinge ad avviare a breve, mentre il sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi fa presente che la disciplina evocata è funzionalmente finalizzata alla questione urgente ed imminente della Brexit.

 

Di seguito il testo del parere approvato dalla Commissione:

 

La Commissione Affari esteri, emigrazione,

esaminato il disegno di legge in titolo per gli aspetti di propria competenza;

esaminate le misure volte a mitigare gli effetti conseguenti al recesso del Regno Unito dall’Unione europea in mancanza di un accordo sulle attività svolte nel territorio italiano dagli intermediari del Regno Unito operanti nel settore assicurativo, bancario e finanziario, nonché sulle attività poste in essere dagli intermediari italiani nel Regno Unito, e le disposizioni per l’operatività dei gestori delle sedi di negoziazione italiane e britanniche;

valutate le norme poste a tutela dei cittadini italiani residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici presenti sul nostro territorio alla data del recesso;

espresso particolare apprezzamento per le previsioni finalizzate al potenziamento dei servizi consolari presenti nel Regno Unito, ed in particolare in relazione agli interventi finalizzati ad acquistare e ristrutturare gli immobili adibiti a sedi di uffici consolari, ad incrementare il numero dei dipendenti di ruolo dell’Amministrazione degli affari esteri destinati alle rappresentanze consolari maggiormente interessate, ad incrementare la tempestività e l’efficacia dei vari servizi erogati ai cittadini, nonché a potenziare le risorse per il funzionamento delle sedi coinvolte;

valutata altresì con favore la norma che consente di incrementare di cinquanta unità il contingente del personale assunto a contratto nelle varie sedi consolari;

preso atto della modifica introdotta alla disciplina dell’«Anagrafe e censimento degli italiani all’estero» in relazione alla decorrenza dei termini di iscrizione del cittadino;

valutati gli interventi volti ad autorizzare la partecipazione italiana all’aumento di capitale necessario per la sostituzione della quota del Regno Unito nella Banca europea per gli investimenti, nonché a rafforzare il presidio del Ministero dell’economia e delle finanze in ambito internazionale, anche in vista della Presidenza italiana del G20;

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.

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