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Parere favorevole della Commissione Affari Esteri al provvedimento su reddito di cittadinanza e pensioni

CAMERA DEI DEPUTATI

Il parere favorevole approvato dopo l’illustrazione da parte del relatore Paolo Formentini delle novità introdotte al Senato

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha esaminato e approvato un parere favorevole al provvedimento che reca disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni, già approvato dal Senato.

Ad illustrare il testo il relatore Paolo Formentini che ha ricordato come esso sia adottato in attuazione della legge di bilancio 2019 e in parallelo all’istituzione nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Fondo da ripartire per l’introduzione del reddito di cittadinanza e del Fondo per la revisione del sistema pensionistico.

Formentini ha illustrato in particolare le norme di competenza della Commissione introdotte nel corso dell’esame al Senato e che riguardano i requisiti per i nuclei familiari interessati ad accedere a reddito e pensione di cittadinanza.  Per l’accesso al beneficio concorrono cumulativamente diversi requisiti, con riferimento al criterio della residenza e del soggiorno, del reddito e del patrimonio e del godimento di beni durevoli – ha ricordato il relatore. Tra essi, “la residenza in Italia per almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo”.

Nel testo del parere favorevole, approvato dalla Commissione, si segnala in premessa la disposizione introdotta nel corso dell’esame al Senato per cui i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea debbano produrre, ai fini del conseguimento del reddito di cittadinanza, una certificazione, rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, sui requisiti di reddito e patrimoniali e sulla composizione del nucleo familiare. Il parere richiama poi i casi di esclusione da tale obbligo e che riguardano “i soggetti aventi lo status di rifugiato politico; i casi in cui le convenzioni internazionali dispongano diversamente; i soggetti nei cui Paesi di appartenenza sia impossibile acquisire le certificazioni e che tal fine, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, è definito l’elenco dei Paesi nei quali non è possibile acquisire la documentazione necessaria per la compilazione della dichiarazione sostituiva unica ai fini Isee, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n.159 del 2013”. 

Si evidenzia inoltre la disposizione introdotta dal Senato e che “interviene sulla disciplina in materia di istituti di patronato, modificando taluni limiti da cui dipende la costituzione o lo scioglimento degli istituti medesimi” e quella che “sancisce la sospensione dell’erogazione dei trattamenti previdenziali di vecchiaia e anticipati erogati dagli enti di previdenza obbligatoria ai soggetti, anche evasi o latitanti, condannati a pena detentiva con sentenza passata in giudicato per reati di terrorismo anche internazionale, per reati eversivi dell’ordine democratico nonché per associazioni di tipo mafioso anche straniere”. (Inform)

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