direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Papa Francesco: ripensare le legislazioni sulle migrazioni affinché siano animate dalla volontà di accoglienza

VATICANO

Nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace

 

CITTÀ DEL VATICANO – La pace è il frutto di una cultura di solidarietà, misericordia e di compassione. E’ quanto scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace che si celebrerà il prossimo 1 gennaio. Il messaggio, diffuso questa mattina, ha come tema “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”.

Nel testo di otto pagine il pontefice dopo aver evidenziato che “Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona!” e sottolineato le diverse forme di indifferenza  che minacciano la pace ha invitato a “promuovere una cultura di solidarietà e misericordia”  per vincere l’indifferenza indicando la solidarietà come “virtù morale e atteggiamento sociale, frutto della conversione personale” che esige “un impegno da parte di una molteplicità di soggetti, che hanno responsabilità di carattere educativo e formativo”.

“Consapevoli della minaccia di una globalizzazione dell’indifferenza – scrive il pontefice –  non possiamo non riconoscere” le numerose iniziative ed azioni positive che “testimoniano la compassione, la misericordia e la solidarietà di cui l’uomo è capace”. Il pontefice ricorda quindi alcuni esempi di impegno “lodevole, che dimostrano come ciascuno possa vincere l’indifferenza quando sceglie di non distogliere lo sguardo dal suo prossimo, e che costituiscono buone pratiche nel cammino verso una società più umana”. Tra queste le tante organizzazioni non governative e gruppi caritativi, all’interno della Chiesa e fuori di essa, i cui membri, in “occasione di epidemie, calamità o conflitti armati, affrontano fatiche e pericoli per curare i feriti e gli ammalati e per seppellire i defunti”.

Accanto a questo Papa Francesco cita  le persone e le associazioni che “portano soccorso ai migranti che attraversano deserti e solcano mari alla ricerca di migliori condizioni di vita. Queste azioni –scrive –  sono opere di misericordia corporale e spirituale, sulle quali saremo giudicati al termine della nostra vita”. Il pontefice ricorda poi i giornalisti e fotografi che informano l’opinione pubblica sulle “situazioni difficili che interpellano le coscienze, e a coloro che si impegnano per la difesa dei diritti umani, in particolare quelli delle minoranze etniche e religiose, dei popoli indigeni, delle donne e dei  bambini, e di tutti coloro che vivono in condizioni di maggiore vulnerabilità”. Tra loro – ricorda – ci sono anche tanti sacerdoti e missionari che, come “buoni pastori, restano accanto ai loro fedeli e li sostengono nonostante i pericoli e i disagi, in particolare durante i conflitti armati”. E poi le famiglie che “ aprono i loro cuori e le loro case a chi è nel bisogno, come ai rifugiati e ai migranti! Voglio ringraziare in modo particolare tutte le persone, le famiglie, le parrocchie, le comunità religiose, i monasteri e i santuari – scrive il papa nel Messaggio –  che hanno risposto prontamente al mio appello ad accogliere una famiglia di rifugiati” rivolto lo scorso 6 settembre.

Il Papa infine rivolge un invito, per quanto riguarda i migranti, a “ripensare le legislazioni sulle migrazioni, affinché siano animate dalla volontà di accoglienza, nel rispetto dei reciproci doveri e responsabilità, e possano facilitare l’integrazione dei migranti. In questa prospettiva, “un’attenzione speciale” dovrebbe essere “prestata alle condizioni di soggiorno dei migranti, ricordando che la clandestinità rischia di trascinarli verso la criminalità”. (Raffaele Iaria- Migrantes online /Inform)

 

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes