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Ottavo Rapporto annuale 2018 “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”

IMMIGRAZIONE E LAVORO

I dati sono stati discussi nell’ambito della manifestazione “Luci sul lavoro 2018”, a Montepulciano. Al primo gennaio 2018, gli occupati stranieri in Italia sono 2.422.864, il 10,5% sul totale degli occupati

 

MONTEPULCIANO – È stato presentato nell’ambito della manifestazione “Luci sul lavoro”, a Montepulciano, l’ottavo Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”, curato dalla Direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Anpal Servizi Spa.

Le analisi contenute nel Rapporto sono incentrate su un’ampia base di informazioni, che include i dati Istat, i dati del Sistema informativo statistico delle comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (Direzione generale dei Sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione), e i dati di fonte Inps, Inail e Unioncamere.

Il Rapporto ricostruisce e discute le caratteristiche demografiche e le condizioni occupazionali dei cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia.

Al primo gennaio 2018, gli occupati stranieri sono 2.422.864. Nel 2017, l’occupazione straniera è cresciuta di 0,1 punti nel caso dei cittadini Ue (+1.088 unità) e di 1,3 punti nel caso dei cittadini extra Ue (+20.859 unità), mentre l’occupazione dei cittadini italiani ha registrato un incremento pari a 1,2 punti (+243.000 unità).

L’incidenza percentuale dei lavoratori stranieri sul totale degli occupati è pari al 10,5%, e differenze significative emergono sul piano dei comparti produttivi. Nel caso degli “Altri servizi collettivi e personali”, infatti, tale incidenza è pari al 37,3%; in “Alberghi e ristoranti” al 18,5%; in “Agricoltura” al 16,9%; nelle “Costruzioni” al 16,6%.

Più del 70% dei cittadini stranieri – si legge nella nota diffusa dal Ministero del Lavoro in proposito – è impiegato con una posizione di operaio. Dal punto di vista dell’istruzione, dal Rapporto emerge come il 47,5% dei cittadini non Ue laureati in una disciplina Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics) sia impiegato con una qualifica low skill, a fronte dell’1,8% degli italiani e del 21,9% dei comunitari.

Tra gli aspetti dell’occupazione straniera affrontati vi sono i servizi e le politiche attive del lavoro (il 51,5% dell’utenza straniera in cerca di occupazione si è rivolta a un centro pubblico per l’impiego, per verificare l’esistenza di opportunità lavorative), le politiche passive, il ruolo delle imprese, la situazione delle famiglie (i nuclei composti di soli cittadini stranieri che non includono alcun percettore di reddito rappresentano il 13,5% delle famiglie di comunitari e il 13,4% delle famiglie di non comunitari, incidenza pari al 7,6% nel caso delle famiglie di cittadini italiani).

Tra le novità di quest’ottava edizione si segnalano le analisi del mercato del lavoro condotte, oltre che a livello regionale, provinciale e in termini di comunità migranti, a livello comunale e sub-comunale (con uno studio di caso su Roma).

“Un mercato del lavoro sempre più eterogeneo e plurale – ha commentato Laura Zanfrini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, responsabile del settore economia e lavoro della Fondazione Ismu – in cui dobbiamo affrontare i limiti dell’assioma della complementarietà, che è strutturalmente discriminatorio. Dobbiamo mettere a frutto un potenziale inespresso; costruire percorsi per le persone a rischio di esclusione; scommettere sui centri per l’impiego e le competenze trasversali; rimettere al centro il concetto di lavoro dignitoso per tutti”.

Hanno discusso i dati del Rapporto: Laura Corrado e Loris Di Pietrantonio (Commissione Europea), Gianni Rosas (Ilo), Giuseppe Iuliano (Comitato economico e sociale europeo), Alessandro Salvi (Regione Toscana), Camilla Orlandi (Anci), Sara Palazzoli (Flai Cgil), Liliana Ocmin (Cisl), Federico Borgoni (Coldiretti) e Stefania Rossi (Confindustria). (Inform)

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