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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Oscar De Bona (Bellunesi nel Mondo): “Cittadinanza italiana, il diritto a richiederla per chi dimostra lo jus sanguinis”

ASSOCIAZIONI

BELUNO – “Dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento oltre 25 milioni di italiani sono emigrati in cerca di un futuro migliore, per se stessi e la propria famiglia, all’estero. Per molti di questi il biglietto era di sola andata, ma sebbene ci fosse questa amara certezza non si è affievolito in loro il senso di appartenenza a una terra comune: l’Italia, il Veneto, Belluno. Un sentimento che è molto forte in Sud Brasile dove vi è una numerosa presenza di oriundi italiani, tedeschi e polacchi. Questo è il motivo per cui il maggior numero di richieste di cittadinanza giunge da questo Paese del Sud America”. Così il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona ricordando che “sono richieste legittime perché seguite da una specifica legge che permette di richiedere il riconoscimento dello jius sanguinis, ovvero la dimostrazione di avere origini italiane”. La stessa Associazione Bellunesi nel Mondo, spiega De Bona  “riceve annualmente centinaia di richieste di aiuto per trovare i certificati di matrimonio e/o di battesimo, affinché tale riconoscimento possa essere autenticato”. “Questo supporto lo offriamo gratuitamente – sottolinea – grazie alla disponibilità dei nostri volontari, che si prestano a fare le ricerche negli Uffici anagrafe e nei registri parrocchiali. Un lavoro certosino e meticoloso, che richiede dispendio di tempo e di energie”. Per il presidente dell’Abm De Bona la richiesta della cittadinanza non è solo un riconoscimento, ma un diritto atteso da oltre un secolo di storia.

De Bona evidenzia inoltre come l’Abm sostenga le richieste che giungono dalle 20 Famiglie Bellunesi presenti in Brasile. “Nel Sud del Brasile – ricorda De Bona –  ci sono oriundi bellunesi, trentini, trevigiani, vicentini, friulani, bergamaschi. Persone – sottolinea –  che coprono ruoli importanti nell’imprenditoria, nella politica, nella ricerca, nell’università; persone con la voglia di riscattare il sacrificio fatto dai propri avi conseguendo quindi la doppia cittadinanza (Brasiliana e Italiana); persone che sono innamorate del Veneto e che investono in Veneto. Non mescoliamo quindi la parte buona, la più consistente, con quella cattiva”,  esorta De Bona .

“Certo, – conclude De Bona – questo aumento di cittadinanza porta anche delle problematiche, soprattutto in vista delle elezioni amministrative e politiche. Se nel primo caso si rischia il commissariamento del Comune quando a presentarsi è una sola lista; nel secondo caso bisogna garantire un sistema elettorale che tuteli la segretezza del voto”. (Inform)

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