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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ministro degli Esteri Di Maio: Difenderemo con tutte le nostre forze le imprese italiane

FARNESINA

“Siamo già al lavoro per una soluzione che difenda il Made in Italy da dazi”

ROMA – “Quello dei dazi è un tema molto delicato che come Ministero degli Esteri seguiremo con la massima attenzione. Comprendo bene le preoccupazioni di tutto il settore e l’impatto che queste misure potrebbero avere sul nostro Paese e sulle nostre imprese. Come ho avuto modo di ribadire incontrando il segretario di Stato Michael Pompeo, difenderemo con tutte le nostre forze le imprese italiane. Questo sarà possibile anche grazie a un percorso di dialogo che abbiamo già intrapreso con gli USA”. Così il ministro Luigi Di Maio in una lettera alle aziende italiane.

“Gli incontri bilaterali a Roma sono stati molto importanti – sottolinea Di Maio – e nelle prossime settimane avrò altri incontri e appuntamenti internazionali in tal senso. Il mio obiettivo –  spiega-  è di indicare con certezza la strada da seguire. Porteremo avanti il percorso con la massima trasparenza, in modo che le imprese italiane siano aggiornate su tutti i progressi. Il Ministero degli Esteri, sia a Roma che nelle nostre Ambasciate, è al servizio delle nostre imprese che creano valore in Italia esportando in tutto il mondo le eccellenze del Made in Italy”.

Di Maio prosegue: “Poco dopo essere diventato Ministro degli esteri, ho voluto, come uno dei primi atti, portare la funzione relativa al commercio estero alla Farnesina, in modo da creare una sinergia ancora più efficace tra Ambasciate, Consolati e Istituti di commercio estero. E tra i miei compiti c’è anche quello di tutelare il Paese e il Made in Italy. Su questo mi spenderò con tutte le mie energie, anche perché credo fermamente che la politica estera italiana la facciano, oltre al Ministero che guido, i nostri imprenditori che esportano eccellenze richieste in tutto il mondo.

Su questo tema faccio un appello: lavoriamo insieme. Non abbiamo ragione di pensare che gli Stati Uniti vogliano colpire il Made in Italy. Abbiamo eccellenze in ogni settore, dall’agroalimentare, all’abbigliamento, alla meccanica ed innovazione tecnologica e sarebbe controproducente anche per gli USA colpire l’Italia, anche perché l’import dei prodotti italiani alimenta anche una parte significativa della loro economia.

Abbiamo il meglio di ogni prodotto e vogliamo continuare ad esportarlo in tutto il mondo, perché sappiamo quanto vale e, soprattutto, perché tutto il mondo ce lo chiede.

Anche per questo la nostra attività diplomatica per rafforzare il dialogo con gli USA diventerà ancora più intensa. E sono certo che ogni singolo diplomatico di ogni grado saprà fare il meglio per dare il meglio al Paese, come ha sempre fatto. Da ministro, e rappresentante del governo, conto molto sul nostro corpo diplomatico.

La pubblicazione ieri della lista di dazi da parte americana a seguito della sentenza del WTO ci colpisce, certo, ma – sembrerebbe – meno di altri Paesi, e crediamo che sia stato recepito il nostro messaggio che l’Italia non potesse essere danneggiata in maniera sproporzionata. Vari settori delle nostre esportazioni sono stati risparmiati o colpiti in maniera inferiore rispetto ad altri partner europei. Ma la nostra attenzione resta alta.

È possibile che la decisione americana possa causare misure europee analoghe verso gli Stati Uniti, ma noi riteniamo che né l’UE né gli Stati Uniti debbano portare avanti una guerra di dazi che indebolirebbe entrambi. Siamo convinti che la migliore soluzione sia sempre il dialogo. Come Paese esportatore daremo il nostro contributo per favorirlo e per evitare restrizioni al commercio internazionale che colpirebbero le nostre imprese.

Ecco perché siamo già al lavoro per una soluzione che difenda il Made in Italy da dazi. Ne va – conclude il ministro – del successo delle nostre aziende, della convenienza per tutti i Paesi del mondo che si vogliono rifornire da loro e dell’economia del nostro Paese” (Inform)

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