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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ministeriale Difesa approva la creazione di due nuovi Comandi

NATO

Ultima tappa in vista del NATO Summit del 2018, si è svolta a Bruxelles la riunione dei Ministri della Difesa cui ha preso parte Roberta Pinotti

BRUXELLES “Abbiamo concluso i lavori della ministeriale con importanti avanzamenti nella cooperazione NATO-UE in materia di mobilità militare, difesa cibernetica e contrasto alla minaccia terroristica. Abbiamo anche discusso delle modalità operative per approfondire la dimensione meridionale della NATO, concordando di rafforzare le capacità dell’Alleanza di far fronte alle sfide provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente, sia in termini di pianificazione, sia di capacity building dei Partner del Sud dell’Alleanza”.

Così il ministro Roberta Pinotti al termine della Ministeriale NATO che si è conclusa ieri a Bruxelles.  “L’Italia – ha aggiunto – è impegnata affinché la NATO guardi al Sud non solo come a una nuova sfida, ma anche come a una opportunità per gestire e prevenire i rischi da cui deriva il senso di insicurezza di molte nostre società”.

A Bruxelles i ministri della Difesa dei ventinove paesi membri dell’Alleanza Atlantica, hanno anche dato il via libera alla creazione di due nuovi comandi Nato e pianificazione per una missione di addestramento in Iraq, finalizzata alla lotta al terrorismo.

Il nuovo comando congiunto per l’Atlantico (Joint Force Command for the Atlantic) si concentrerà sulla protezione delle linee di comunicazione marittima tra il Nord America e l’Europa, oltre che sulla protezione delle infrastrutture critiche. Il secondo comando avrà invece un compito di sostegno per migliorare il movimento rapido delle truppe e dell’equipaggiamento in Europa. Dai Ministri è arrivato inoltre il via libera a un nuovo centro per le operazioni cyber.

Ancora da decidere quali paesi ospiteranno i nuovi comandi, decisione che verrà presa in occasione della ministeriale di giugno.

Altro tema al centro della due giorni di Bruxelles, le spese per la difesa degli alleati, nell’ottica di muoversi verso l’obiettivo del 2 per cento del Prodotto interno lordo (Pil) per le spese militari.

A tal proposito il Ministro Roberta Pinotti, ha confermato che l’Italia tende a rispettare la richiesta Usa di destinare il 2 per cento del Pil per le spese della difesa entro il 2024, tenuto conto delle esigenze del Paese e delle sue condizioni di crescita: “Abbiamo sottoscritto un documento che diceva che dobbiamo tendere al 2% nel 2024 in relazione anche alle condizioni di crescita del Paese. In questi anni abbiamo stabilizzato la spesa per la difesa e cominciato a aumentarla”.

“Continueremo su questa strada che è una strada di responsabilità” – ha aggiunto, evidenziando come l’efficienza e la capacità delle Forze armate italiane è dimostrata sul campo e riconosciuta da tutti “il che vuol dire che anche se non siamo ancora al 2 per cento i soldi li stiamo spendendo e li stiamo spendendo bene”.

“La presenza nelle missioni deve essere considerato, insieme agli altri, un dato fondamentale, perché rappresenta la disponibilità a lavorare sulla sicurezza comune. Quindi ci auguriamo che sia trovato presto un sistema per calcolare queste cose” ha concluso il Ministro ricordando inoltre che l’Italia è uno dei principali paesi contributori della Nato, oltre a essere il principale contributore nelle missioni dell’Ue e, fra i paesi europei, nelle missioni Onu.

Il Ministro, a margine della ministeriale, ha firmato con i colleghi di Francia, Germania, Grecia, Spagna, Turchia, Polonia e Canada, l’Addendum alla Letter of Intent “M3A” – Maritime Multi-mission Aircraft -finalizzata a formalizzare l’ingresso di Polonia e Canada tra i partecipanti al programma.

A Bruxelles il ministro Pinotti ha anche preso parte al meeting con i colleghi di Canada, Lettonia, Albania, Polonia e Slovenia – che, nell’ambito dell’iniziativa “Enhanced Forward Presence” contribuiscono a fornire gli assetti del Battlegroup impiegato in Lettonia.

Due giorni di incontri per la titolare della Difesa che ha avuto dei colloqui bilaterali con i colleghi del Regno Unito, Gavin Williamson, della Francia, Florence Parly, e della Turchia, Nurettín Caníklí. (m.r.e.f. – Inform)

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