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“Migrante per sempre”

ITALIANI ALL’ESTERO

Romanzo di Chiara Ingrao

 

 

ROMA – “Migrante per sempre”  è l’ultimo romanzo di Chiara Ingrao (edito da Baldini+Castoldi, 2019). Dall’Italia degli emigranti a quella degli immigrati, cinquant’anni nella vita di Lina, ispirata a una storia vera: bambina in Sicilia, ragazza in Germania, donna a Roma. Un paese di padri lontani e di preti padroni, di pistacchi e di mandorle; un papà che varca i confini da clandestino, una madre assente e inafferrabile che condiziona ogni scelta. La nonna bracciante è mamma e maestra, ma non è lei che può decidere chi parte e chi resta. Partire è inverno tedesco, è la fabbrica: è suoni incomprensibili sputati in faccia, sorelle perdute e amicizie turche, compaesani soffocanti. Manca l’aria, i sogni s’infrangono e le parole vecchie non bastano più. Per Lina si apre una stagione di nuove esperienze, e la sfida di un amore forse impossibile. Riesce a tornare, finalmente: ma dove? Affetti e fatiche, solitudini e alleanze impreviste, in un mondo profondamente cambiato ma con la stessa ostinata voglia di trovare la propria strada, fra radici strappate e sprazzi di futuro.

Con queste parole Luciana Castellina ha proposto il romanzo di Chiara Ingrao al Premio Strega 2019:” Negli ultimi tempi, nei più importanti festival cinematografici, si moltiplicano i film che i francesi definiscono Cinéma du réel. Altrettanto sta accadendo anche in letteratura, dove si diffonde un genere nuovo di narrativa, che non è puramente finzione, ma neppure semplice cronaca. Se il libro è bello, al piacere dell’intreccio romanzesco si aggiunge il gusto di scoprire che è una storia vera. Nei premi letterari degli ultimi anni, è proprio questa la novità. Questa premessa per spiegare che cos’è Migrante per sempre di Chiara Ingrao, che si apre con i passi nella notte di un clandestino mentre varca la frontiera di Ventimiglia: è il padre della protagonista, Lina, di cui l’autrice ha raccolto la storia. Lina è una bambina che nasce nella Sicilia contadina dei poverissimi anni ’50, il tempo dell’emigrazione massiccia verso l’Europa del Nord, dove anche lei sarà obbligata ad approdare ancora adolescente, strappata al suo paese, alla nonna, alla scuola e a un possibile, più felice avvenire. Nella Germania gelida e ostile si riacutizza il conflitto con una madre amata e odiata, che prima l’ha abbandonata per emigrare e ora le impone la durezza del lavoro in fabbrica, che spezza i sogni e rende difficile ridare senso e speranza alla propria esistenza. Ostinata e ribelle, Lina conquista poco per volta, attraverso incontri umani diversi e un’esperienza associativa, una nuova sicurezza, anche nel rapporto con gli uomini, che le fa vivere una stravagante ma durevole storia d’amore. È già madre e moglie quando torna in Italia. Ma proprio a questo punto scopre che ci si può sentire stranieri anche nel proprio paese, e che la determinazione a trovare la propria strada è un percorso lungo e impervio, nel lavoro, nella famiglia e nel rapporto con se stessa. Chiara Ingrao ci racconta la Sicilia, la Germania e Roma, mescolando i linguaggi e i tempi della vita, che ritrova una compiutezza nella sua linea spezzata: perché Lina resta siciliana, ma continua a portare dentro di sé l’eco di altre voci e altri mondi. Come le dice l’amica peruviana Rosario: “Non sono gli altri a trattarmi da straniera: sono io che ho attraversato troppi luoghi e troppe tribù, per poter scegliere di appartenere a una sola”. (Inform)

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