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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Michele Schiavone: Ricordare Mattmark e le tante tragedie in cui sono stati coinvolti nostri connazionali

CONSIGLIO GENERALE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

 

TÄGERWILEN  – Tra pochi giorni ricorrono i cinquant’anni della tragedia di Mattmark, in Svizzera.

Il 30 agosto 1965 durante i lavori per la costruzione di una diga crollò una parte del ghiacciaio Allalin situato nel vallese svizzero, che fa parte della catena montuosa delle Alpi.

Da sempre le Alpi rappresentano nell’immaginario collettivo l’imponente e invalicabile frontiera naturale, che gli uomini con forza, energia e intelligenza hanno cercato di superare e usare per agevolare il progresso e costruire il futuro.  Il secolo scorso erano considerate ancora un baluardo insormontabile .

Nella tragedia di Mattmark, che ci accingiamo a commemorare, sotto la valanga di ghiaccio che si staccò dal ghiacciaio rimasero vittime 88 operai, di cui 56 cittadini italiani. Quell’evento è ancora presente nei ricordi e nelle riflessioni quotidiane del nostro paese di residenza, perché pur negli aspetti più tristi rappresenta l’alba dell’avanzamento dei diritti del lavoro e della protezione sul posto di lavoro.

Alle vittime, alle famiglie e ai superstiti di quella tetra pagina oscura è rivolto il pensiero, la vicinanza umana ed i sentimenti di gratitudine del Consiglio generale degli italiani all’estero.

In Svizzera ricordiamo particolarmente quell’evento assieme con Ilario Bagnariol, friuliano di Fiume Veneto, superstite della sciagura, diventato testimonianza viva e impegnato ancora in un’opera di informazione preventiva nei corsi di lingua e cultura italiana e in numerose assemblee pubbliche organizzate a Berna e nel cantone.

I sinistri eventi dell’era industriale, che hanno caratterizzato l’epopea della sfida umana per l’approvvigionamento di materie prime e per la facilitazione della mobilità terrestre delle persone, costituiscono l’alto sacrificio di uomini e donne alla modernità.

Encomiabile è l’impegno profuso negli anni successivi in Svizzera dalle istituzioni, dalle rappresentanze sindacali, dal mondo associativo anche italiano e dai singoli lavoratori per far avanzare la sicurezza sul posto di lavoro e renderlo più umano.

Ricordando Mattmark il mondo dell’emigrazione italiana riapre una narrazione sulle tante tragedie in cui sono state vittime nostri connazionali, affinché attraverso la conoscenza e il sapere si possano finalmente prevenire la casualità e gli incidenti sul lavoro.(Michele Schiavone*/Inform)

*Segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero

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