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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Marco Grispigni, candidato al Senato di “Liberi e Uguali” nella ripartizione Europa

ELEZIONI POLITICHE 2018

Il messaggio ai connazionali in vista del 4 marzo

BRUXELLES – Si presenta in vista del voto del 4 marzo anche il candidato al Senato di “Liberi e Uguali” nella ripartizione Europa Marco Grispigni, nato a Roma 60 anni fa, residente a Bruxelles dove lavora alla Commissione Europea.

“In Belgio – scrive – ho fatto politica attiva in Sinistra ecologia e libertà (Sel) ma soprattutto nell’associazionismo. Faccio parte della Filef Nuova Emigrazione Belgio e, dal 2015, sono consigliere del Comites Bruxelles, Brabante e Fiandre, eletto con la lista Comites è Partecipazione”.

Grispingi precisa come la sua candidatura nella lista guidata da Pietro Grasso avvenga da indipendente e segnala la volontà di mettere al centro della campagna elettorale “l’accoglienza e la solidarietà, il diritto al lavoro e a una remunerazione equa, alla salute, all’ambiente, alla casa, alla cultura, all’istruzione”, “in una logica di reciprocità”.

“Noi candidati della lista Liberi e Uguali viviamo tutti, chi da molti e chi da pochi anni, in uno dei paesi europei che fanno parte della nostra circoscrizione elettorale. Tutti noi un giorno abbiamo deciso, o abbiamo dovuto, lasciare le nostre città, cambiare modo di vivere, amici, lingua, panorami. Siamo emigrati. Fortunatamente da più di 70 anni non per ragioni politiche, come richiedenti asilo. L’abbiamo fatto, nella maggior parte dei casi, per ragioni economiche, come molti di quei disperati che muoiono nell’enorme cimitero che è diventato il mar Mediterraneo, oppure si ritrovano rinchiusi nei lager libici. Da alcuni anni ormai – scrive Grispigni – vediamo arrivare sempre più connazionali, cacciati dai loro posti di lavoro, oppure stanchi di passare da un lavoretto precario a un altro senza nessuna speranza di stabilità e senza nessuna possibilità di avere un progetto di vita che vada al di là del mese successivo. Più di trecentomila persone lo scorso anno”.

“Ci rivolgiamo a queste persone, a chi ormai tanti anni fa oppure adesso, di nuovo come tanti anni fa, è stato costretto ad abbandonare il proprio paese per cercare un posto dove vivere una vita degna. Ci rivolgiamo – prosegue il candidato di Leu – ai molti e non ai pochi, che in questi anni di crisi hanno visto i loro diritti, i loro salari, le loro condizioni di vita peggiorare, mentre altri, in Italia e nel mondo, diventavano sempre più ricchi”.

Di seguito indica le priorità del proprio impegno politico: “il diritto alla mobilità, per i cittadini europei (in modo particolare per i nostri connazionali che vivono in Inghilterra, dopo la Brexit), come per tutti i migranti; il rifiuto delle pratiche di respingimento e delle espulsioni (fenomeno che tocca anche i cittadini europei), che riducono l’essere umano esclusivamente a parametro economico; la garanzia delle protezioni sociali, secondo un principio di reciprocità. Non possiamo difendere i nostri diritti all’estero, se il nostro paese rifiuta di rispettare quelli di chi arriva, vive, lavora, frequenta le scuole in Italia, come per la triste vicenda dello ius soli; il sostegno alle politiche d’integrazione, che non significa solo la battaglia in difesa dei servizi consolari o della lingua italiana, ma anche sostegno all’apprendimento della lingua del paese di accoglienza, informazioni e tutela del lavoro per i nuovi arrivati, integrazione e partecipazione alla vita politica, associativa, culturale, sociale e sindacale dei paesi di accoglienza; la revisione dell’intero sistema della rappresentanza degli italiani all’estero, dall’elezione dei parlamentari fino agli organismi come il Cgie o i Comites, per ridare energia e slancio a forme di partecipazione reale nei corpi intermedi”. (Inform)

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