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Marco Fedi (Pd): “Le detrazioni fiscali per carichi di famiglia devono essere estese a tutti. E’ una questione di equità. è un dovere morale e politico”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – La Camera dei Deputati è riuscita a ristabilire questo fondamentale principio di equità con il passaggio in Commissione Bilancio della legge di stabilità. Per il triennio 2016-2018 anche i lavoratori in ambito extra-europeo potranno avvalersi delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.

E’ quanto si legge in una nota di Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione dell’Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Le detrazioni fiscali per carichi di famiglia e le agevolazioni fiscali – prosegue Fedi – devono essere estese a tutti. È una questione di equità. È un dovere morale e politico. Questa posizione è stata espressa ripetutamente in questi anni dopo che le detrazioni fiscali per carichi di famiglia furono estese anche ai residenti all’estero dalla prima Finanziaria del Governo Prodi, in cui i deputati e senatori eletti all’estero s’impegnarono per raggiungere quell’importante risultato di equità e parità di trattamento. Da finanziaria a finanziaria, da legge di stabilità a legge di stabilità, il tema delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia, oggi ampliato al tema più generale delle agevolazioni fiscali, è arrivato fino ai nostri giorni.

La parità di trattamento, prorogata fino al 2014, grazie al nostro lavoro, era stata assicurata. Poi era stata sospesa per i residenti all’estero, per entrare definitivamente nella legge europea bis 2013 che, accogliendo direttive comunitarie, le estendeva solo in ambito europeo. In buona sostanza l’Europa diceva all’Italia che l’impegno sulla parità di trattamento riguardava anche le agevolazioni fiscali per i lavoratori nei Paesi della UE e dello spazio economico europeo.

Di cosa si tratta. L’art. 7 della legge n. 161/2014 (Legge Europea bis 2013) ha introdotto il nuovo comma 3/bis all’art. 24 del D.P.R. 917/1986 estendendo le medesime detrazioni e deduzioni previste per i soggetti residenti nel territorio dello Stato italiano ai contribuenti che, pur residenti fiscalmente in un altro Stato membro o in un Paese dello Spazio economico europeo, producono almeno il 75% del proprio reddito complessivo in Italia. Si tratta quindi di lavoratori che producono un reddito soggetto a IRPEF per il 75% e che non hanno analoghe agevolazioni nel paese in cui lavorano.

Si tratta di un notevole passo avanti nell’affermazione del principio guida della parità di trattamento. Dobbiamo ora lavorare – conclude Fedi – per rendere questo passaggio definitivo e permanente in vista di una più ampia riforma e semplificazione del regime fiscale che deve tener conto dei lavoratori italiani all’estero. (Inform)

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