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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Marcinelle, Schirò (PD): “Una tragedia simbolo della storia del lavoro italiano nel mondo”

MEMORIA

 

ROMA – Nella tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956 morirono 262 lavoratori, 136 dei quali erano italiani. A ricordare le vittime di quel disastro è Angela Schirò, deputata del Partito Democratico eletta nella ripartizione Europa. “Marcinelle è per tutti noi, anche se di generazioni lontane da quelle vicende, un richiamo forte del senso di liberazione che l’emigrazione ha avuto per milioni di persone, dello sfruttamento e dell’insicurezza a cui tanti sono stati sottoposti, della svolta in termini di sicurezza sociale che anche quelle tragedie hanno concorso a far maturare. Chi veniva in miniera dalle campagne del Sud non aveva mai conosciuto questo tipo di lavoro; allo stesso tempo, spesso, non aveva conosciuto nemmeno una retribuzione salariale regolare, le protezioni assicurative, le ferie pagate: insomma le prerogative essenziali di un vero e dignitoso contratto di lavoro”, ha spiegato Schirò.

“La tragedia del Bois du Cazier, la più grande di una serie purtroppo lunga di eventi che comportarono atroci perdite di vite umane, ha contribuito tuttavia ad una svolta nelle politiche di sicurezza sui luoghi di lavoro – ha aggiunto la deputata – e nella costruzione di un welfare di modello europeo, che è stato storicamente uno dei più avanzati del mondo: un esempio che i lavoratori, i sindacati ed alcuni Stati hanno cercato di seguire per dare un segno profondo di giustizia a società in complessa evoluzione. In senso più lato, con verosimiglianza storica, essa è stato il punto di partenza di un processo di dialogo e di responsabilizzazione degli Stati a livello europeo che ha portato, sia pure nel corso di un articolato processo, agli accordi e all’unità che hanno presidiato la pace del vecchio continente e consentito la mobilità entro i suoi confini”, ha commentato Schirò.

“Marcinelle è stata dunque in qualche modo riscattata dal dolore inconsolabile dei familiari e dei compagni di lavoro nelle miniere, ma anche dal fatto che essa è diventata un fermento morale e un impulso di lotta per i lavoratori italiani e non solo. Non retoricamente  essa è quindi vissuta nelle coscienze e vive nella volontà di tutti coloro che anelano a rendere più giuste le società nelle quali vivono. Questo universale senso di solidarietà sembra oggi dissolversi di fronte alle chiusure nazionalistiche, alla fatica di vedere riconosciuti e protetti i diritti umani: in sostanza di fronte alla disgregazione dei vincoli tra gli esseri umani e tra i lavoratori. Dello spirito di Marcinelle, dunque, abbiamo ancora bisogno, oggi più che mai, per ricostruire il nostro profilo di civiltà umana e del lavoro e per ridare all’Europa quella funzione propulsiva nel mondo, che è una garanzia per il nostro futuro e per lo stesso equilibrio mondiale”, ha concluso Schirò ricordando il recente incontro del gruppo interparlamentare Italia-Benelux con gli ambasciatori dei tre Paesi europei a Roma. (Inform)

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