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“Mai più schiave”, il tema della Giornata celebrata al Quirinale

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

8 marzo. Mattarella: La condizione femminile è uno di quegli elementi che attestano il grado di civiltà raggiunto da un Paese

ROMA – “Fare gli auguri alle donne, in realtà, vuol dire rivolgerli all’intera comunità nazionale. Perché la componente femminile è parte, oltre che essenziale, decisiva della nostra società. Per questo, l’8 marzo si celebrano valori di fondo della nostra vita in comune. Valori che recano il segno delle conquiste realizzate, spesso con fatica e tra molte difficoltà, dalle donne. La condizione femminile è uno di quegli elementi che attestano il grado di civiltà raggiunto da un Paese”.

Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione al Palazzo del Quirinale della Giornata Internazionale della Donna, dedicata quest’anno al tema “Mai più schiave”. Erano presenti alla cerimonia il Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, rappresentanti del governo, delle istituzioni, della politica, della cultura e della società civile.

“Quest’anno abbiamo scelto come tema dell’8 marzo quello delle donne rese schiave e costrette a prostituirsi – ha ricordato Mattarella -. Si tratta di uno sfruttamento ignobile a danno di donne, spesso minorenni, provenienti dalla povertà più estrema, da contesti di guerra, da terre aride, che finiscono nelle reti di crudeli trafficanti di persone. Si tratta, in gran parte, di organizzazioni criminali senza scrupoli, di mafie trasnazionali che lucrano sul corpo e sull’animo delle donne; e che non esitano a ricorrere alle minacce, alla violenza e alla coercizione più brutale”.

L’apporto delle donne alla crescita civile, culturale, sociale, economica del nostro Paese è stato immenso – ha proseguito il capo dello Stato -. Ma ancora oggi paghiamo storture e disparità che, penalizzando le donne, ci penalizzano come società. È nostro compito costante rimuovere gli ostacoli che – come ci ricorda la Costituzione -, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza, impediscono il pieno sviluppo di ogni persona umana. Sul mercato del lavoro le condizioni delle donne italiane sono ancora critiche e il tasso di occupazione femminile è insoddisfacente, soprattutto se paragonato agli altri Paesi europei.

“La violenza contro le donne è, secondo l’Onu, una delle più grandi e diffuse violazioni dei diritti umani. Non possiamo continuare ad assistere alla violenza nelle case e nelle strade. È necessario educare, prevenire, organizzarsi, offrire aiuto, mettere in campo reti e strumenti di contrasto che consentano alle donne, soprattutto alle più vulnerabili, di non sentirsi più sole davanti alle minacce. Nel nostro Paese ci sono risorse civili e morali in grado di continuare il percorso della libertà, della parità, della differenza che arricchisce la nostra comunità. L’8 marzo – ha concluso Mattarella – ci ricorda che le donne sono protagoniste preziose e imprescindibili per progettare i tempi nuovi che ci attendono. (Inform)

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