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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Lo sguardo di Pasolini attraverso gli occhi di Notarangelo”

MOSTRE

A Zurigo, aperta fino al 10 dicembre, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berna e del CGIE

A Basilea la mostra fotografica sarà esposta dal 16 novembre al 1 dicembre

ZURIGO – La mostra fotografica “Lo sguardo di Pasolini attraverso gli occhi di Notarangelo” è approdata in Svizzera. La prima città che ha esibito la mostra è Zurigo, città famosissima in Europa per le varie proposte culturali che offre ai cittadini e ai visitatori che ogni anno si recano in questo centro multiculturale.

L’esposizione, partita da Zurigo il 31 ottobre al Photobastei, chiuderà i battenti il 10 novembre per proseguire poi a Basilea dove verrà esposta dal 16 novembre al 1 dicembre.

Un grande lavoro fatto dai Com.It.Es. (Comitati degli Italiani all’Estero) di Zurigo e di Basilea, che hanno organizzato questa mostra Cross-Mediale di fotografia in collaborazione con l’Associazione Pasolini Matera, quindi con i figli di Domenico Notarangelo, Mario e Peppe, e con Stefania De Toma che è stata anche la relatrice e la guida della mostra. L’iniziativa si è svolta con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berna e del C.G.I.E. (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero).

Molti sono stati gli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto, l’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo, il Forum per l’italiano in Svizzera, la Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera, l’Università Telematica Pegaso e il Comitato Cittadino italiano di Winterthur.

A Zurigo moltissimi sono stati i visitatori che sono venuti ad omaggiare la mostra e tantissimi si susseguiranno fino al 10.

Non è un caso che Zurigo abbia scelto per l’inaugurazione la data del 2 novembre, in questo giorno ricorre l’anniversario della morte di Pasolini, avvenuta nel 1975, uno degli intellettuali più amati e discussi del ‘900. I Comitati hanno voluto inoltre celebrare la città di Matera quale Capitale Europea della Cultura per il 2019, vista in questi scatti in un momento storico fondamentale, era il 1964.

La relatrice, Stefania De Toma, ha presentato la mostra coinvolgendo il pubblico con un impatto emozionale molto profondo raccontando i giorni di Pasolini a Matera immedesimandosi in Mimì Notarangelo con un approccio quasi teatrale, e Peppe Notarangelo, collegatosi telefonicamente da Matera per salutare e presentare il documentario “Ladro di Anime “ di David Grieco, dedicato a suo padre.

La mostra propone il carteggio originale e ripercorre i momenti salienti della lavorazione del film “Il Vangelo secondo Matteo”. Sono esposte le immagini e le testimonianze dell’incredibile rapporto tra Pasolini e Domenico Notarangelo, originario di Sammichele in provincia di Bari, convinto dal regista ad essere una comparsa parlante nel film.

Questa esposizione prima di approdare a Zurigo e poi a Basilea, è stata ospitata, oltre che in tantissime città italiane, anche in tantissime città straniere come San Pietroburgo, Parigi, Berlino, Bruxelles, per citarne solo alcune.

La mostra consente uno sguardo che raccoglie in sé non solo l’autenticità della visione di una Matera che all’epoca conservava i segni visibili di un’umanità oggi modificata, ma anche un documentario delle riprese del film “Il Vangelo secondo Matteo” considerato dalla chiesa come quello più vicino alla realtà.

Il racconto fotografico di Domenico Notarangelo conserva l’impronta di un vero reportage giornalistico, compiuto con l’immediatezza e l’incisività proprie di un osservatore sempre presente, dotato di profondità analitica e attento ai più disparati accadimenti di vita, ai costumi e ai comportamenti.

Matera deve moltissimo a Pasolini e a Notarangelo che l’ha fermata nel tempo attraverso i suoi scatti. Questa mostra vuol essere la testimonianza di quel momento storico e artistico fondamentale per tutto quel che Matera sarebbe diventata.

La concomitanza con l’anniversario dell’omicidio di Pasolini rende l’apertura di questa mostra a Zurigo un evento di caratura ancora più importante perché può essere presentato come momento celebrativo in modo diffuso per un intellettuale tradotto, visto, studiato e stimato in tutto il mondo, come le precedenti esposizioni internazionali hanno ampiamente dimostrato. (Rosanna Chrichella, Comites di Zurigo /Inform)

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