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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento di Raffaele Fantetti (FI, ripartizione Europa) contrario alla riduzione dei rappresentanti eletti all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

La discussione in Aula sulla modifica costituzionale che riduce il numero dei parlamentari

I cittadini italiani che vanno fuori dall’Italia sono stati tanti nella storia e sono tantissimi nel presente

 

ROMA – Nel corso della discussione in Aula relativa alla modifica costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, compresi quelli eletti nella circoscrizione Estero, è intervenuto anche Raffaele Fantetti, senatore eletto per Forza Italia nella ripartizione Europa, che ha espresso la sua contrarietà all’inclusione della circoscrizione estero nella riduzione proposta.

Fantetti ha ricordato infatti come l’attuale rappresentanza – composta da 12 deputati e 6 senatori, che la modifica costituzionale vorrebbe ridurre rispettivamente a 8 e 4 – sia già “un numero estremamente ridotto rispetto al totale degli italiani residenti all’estero”: “a fronte di 60 milioni di abitanti italiani, abbiamo attualmente 945 parlamentari, di cui solo 18 della circoscrizione estero; con l’effetto di questa nuova riforma, avremmo 600 parlamentari, ma solo 12 parlamentari rappresentanti degli italiani all’estero, mentre con un rapporto normale di conversione, tali parlamentari sarebbero invece 52, di cui 35 alla Camera dei deputati e 17 al Senato – afferma Fantetti. Per il senatore azzurro, inoltre, occorre rilevare come la sproporzionalità di 4 senatori in rappresentanza di 5,5 milioni di italiani iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) sia “ulteriormente esasperata dal fatto che la circoscrizione estero si divide in 4 ripartizioni; per la ripartizione Europa, in cui sono iscritti all’Aire 3,3 milioni di italiani, ci sarebbe un solo rappresentante in Senato”.

La riduzione proposta comporterebbe complessivamente la rappresentanza di “un senatore ogni 1,4 milioni di cittadini, considerando il totale dei quattro senatori che andrebbero a rappresentare i 5,5 milioni di italiani iscritti all’Aire”, una proporzione che secondo Fantetti andrebbe a ledere i principi di uguaglianza e democrazia su cui si basa la Costituzione: “vi segnalo che la Costituzione italiana – afferma in proposito il senatore – non discrimina i cittadini a seconda di dove sono residenti: i cittadini italiani all’estero sono cittadini italiani al 100%”. “L’Italia – aggiunge – non è fatta di 60 milioni di persone, è fatta di 60 milioni di persone che abitano in Italia e di 5,5 milioni di persone, ufficialmente registrate, che abitano all’estero e sono anch’essi cittadini”.

Viene poi richiamata la ripresa dei flussi migratori dei connazionali – gli iscritti all’Aire sono passati dai 3 milioni circa del 2006 ai 5,5 milioni attuali; nel 2017, secondo i dati dell’Aire, risultano emigrati 250 mila italiani – e anche il fatto che “ i cittadini italiani che vanno fuori dall’Italia sono molti di più, sono stati tanti nella storia e sono tantissimi nel presente”; “non c’è un territorio italiano in cui questa fuga non sia presente – aggiunge Fantetti, che teme che la riduzione degli eletti all’estero possa mettere a repentaglio la rappresentanza di questi connazionali. “Ripeto che 3.300.000 italiani residenti in Europa e 5.500.000 italiani residenti all’estero sono un dato estremamente sottostimato; parliamo – afferma l’esponente azzurro – sicuramente di più del 10 % della popolazione italiana. Si tratta di cittadini italiani che non possono essere discriminati ulteriormente con questa riforma, rispetto a quello che è già in essere”.

Fantetti lamenta inoltre la “mancata ricostituzione del Comitato per le questioni degli italiani all’estero” al Senato, organismo che – rileva – “da cinque legislature consecutive ha la priorità di studio, di analisi e di proposta delle questioni degli italiani all’estero e che questa maggioranza politica, in questa legislatura, ha la responsabilità di non aver ancora ricostituito”. (Inform)

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