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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento della Presidente del Senato Elisabetta Casellati

CNEL

Sessantesimo anniversario del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

Il CNEL non è soltanto una sede istituzionalizzata per favorire il confronto tra le parti sociali e i rappresentanti delle categorie produttive, ma è un patrimonio di conoscenze e di competenze

ROMA – In occasione della seduta solenne dell’Assemblea del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, nel sessantesimo anniversario dalla sua istituzione, la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati è intervenuta ricordando le vicende che hanno accompagnato la vita dell’Ente, istituito con legge del 1957 in attuazione dell’articolo 99 della Costituzione, mai però messo in grado, pur dopo la legge di riforma del 1986,  nella condizione giuridica di svolgere pienamente il proprio ruolo istituzionale. Questo ha portato nella scorsa legislatura a prevedere la sua soppressione, prospettata nel disegno di legge costituzionale approvato dalle Camere e bloccato dagli esiti della consultazione referendaria del 4 dicembre 2016.

“Ritengo quindi doveroso – ha proseguito la Presidente del Senato – riconoscere al Presidente Treu e a tutti i componenti dell’attuale Consiliatura il merito di essersi fatti promotori di un significativo processo di autoriforma, teso a creare i presupposti perché il CNEL possa trovare una nuova collocazione all’interno dell’ordinamento. Un processo che ha come punti qualificanti, alcune significative proposte: sull’analisi e sul riordino della contrattazione collettiva; sulla certificazione della rappresentatività sindacale e delle associazioni datoriali; sulla predisposizione di strumenti digitali per raccogliere i dati relativi ai percorsi educativi e professionali di ogni singolo lavoratore, al fine di offrire un quadro aggregato di informazioni su cui elaborare efficaci piani di sviluppo economico; in materia di competitività e di crescita sostenibile anche nell’ambito degli obiettivi di politica economica e sociale fissati dall’Agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite”.

“Idee che sono destinate a dare nuova linfa al dibattito sul futuro dell’Ente  – ha affermato la Presidente Casellati avviandosi alla conclusione – che, mi auguro, possa essere affrontato in un’ottica propositiva e costruttiva. Perché il CNEL non è soltanto una sede istituzionalizzata per favorire il confronto tra le parti sociali e i rappresentanti delle categorie produttive: è un patrimonio di conoscenze e di competenze, come ci testimoniano i tanti documenti predisposti nel corso della sua attività, tra pareri, osservazioni, proposte, rapporti, relazioni, studi, ricerche e disegni di legge. E come tutti i patrimoni richiede di essere amministrato con oculatezza, valutando con prudenza e attenzione come gestirne al meglio le potenzialità. Un compito – da affrontare con grande senso di responsabilità istituzionale – che richiama tutte le forze politiche alla necessità di un dialogo libero da preclusioni o preconcetti e aperto all’ascolto delle parti sociali e di tutti i soggetti coinvolti”. (Inform)

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