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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento della Presidente del Senato alla seduta plenaria del Consiglio della Federazione Russa

VISITE ISTITUZIONALI

Elisabetta Casellati ha sottolineato come la Russia sia “parte integrante dell’identità europea” e rivesta un ruolo decisivo nel contrasto ai grandi pericoli per la pace mondiale

 

ROMA – La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, è intervenuta ieri nella seduta plenaria del Consiglio della Federazione Russa, la Camera alta del sistema parlamentare russo formata da rappresentanti delle entità territoriali che compongono la Federazione. È la prima volta che a un Presidente del Senato della Repubblica italiana è stata riservata la possibilità di prendere la parola nell’aula del Consiglio.

“La mia presenza qui oggi si inserisce nel quadro degli eccellenti rapporti che legano il vostro paese al mio: politici economici, culturali ai quali ritengo che la diplomazia parlamentare possa dare un utile contributo – ha affermato Casellati, richiamando come tali rapporti affondino le radici nella storia, “non solo nei frequentissimi scambi fra letterati, pensatori, artisti dei due paesi, ma anche sul piano dei rapporti strettamente politici”.

La presidente ha poi sottolineato come tale consuetudine di relazioni, “precedente addirittura all’Unità nazionale italiana”, debba “le sue origini alla comune appartenenza a una cultura, una civiltà, un sistema di valori che vorrei definire semplicemente europeo”. “Mi permetto di dirlo – ha aggiunto – proprio da rappresentante istituzionale di uno Stato membro dell’Unione Europea, un paese nel quale, voglio sottolinearlo con soddisfazione, è praticamente unanime fra le forze politiche la convinzione della necessità di un rapporto più costruttivo fra l’Ue e l’Alleanza Atlantica da un lato e la Federazione Russa dall’altro, del ripristino delle condizioni che consentano il superamento di un sistema sanzionatorio dannoso per entrambe le parti, in nome di un dialogo basato sul tanto che ci unisce e non su ciò che ci divide”.

Casellati ha quindi ricordato come la Russia sia “parte integrante dell’identità europea” e come non si possa “davvero parlare di civiltà europea, di cultura europea, senza la Russia”, soffermandosi sui legami culturali, ma anche sulla storia politica che ha coinvolto la Russia quale attore a tutti gli effetti dell’Europa, in particolare quella del Novecento e sul contributo decisivo della Russia alla sconfitta del totalitarismo nazista.

“Mai più conflitti fra popoli che possono essere fratelli, che in larga parte sono uniti dalle comuni radici cristiane, che nel rispetto delle diversità delle proprie variegate componenti sono chiamati dalla storia a un destino di amicizia e non di conflitti – ha sottolineato la presidente del Senato, ricordando i drammi della seconda guerra mondiale.

Ribadito poi il fondamentale ruolo della Russia “nei delicati equilibri mondiali” e “di fronte ai grandi pericoli per la pace mondiale”, per “la stabilizzazione delle varie aree di conflitto così come nella lotta al terrorismo in tutte le sue molteplici manifestazioni”.

“Ritengo fondamentale che grandi potenze mondiali come la Russia e gli Stati Uniti – insieme con altri grandi soggetti politici mondiali come l’Unione Europea – sappiano collaborare in modo costruttivo e cordiale per la stabilità e la sicurezza planetaria e per contrastare i pericoli vecchi e nuovi che possono insidiare la pace e la libertà dei popoli, per garantire lo sviluppo delle aree più deboli del pianeta, disinnescando problemi drammatici e complessi come quelli legati ai flussi migratori in fuga dall’Africa e dal Vicino Oriente – ha detto Casellati, richiamando anche il ruolo svolto dall’Italia in tale contesto, testimoniato per esempio dall’accordo sottoscritto a Pratica di Mare nel 2002 per la creazione del Consiglio Nato-Russia. “Lo spirito di Pratica di Mare sfortunatamente negli anni successivi è in buona parte venuto meno, io però ritengo – afferma ancora Casellati – che a quello spirito si debba tornare nell’interesse dei nostri popoli e del mondo intero”.

“Il dialogo fra le nostre assemblee non è solo una utile occasione di conoscenza reciproca, è uno strumento efficace per compiere progressi sulla strada di un rapporto sempre più stretto e sempre più cordiale fra le nostre nazioni e i nostri popoli. Ogni passo in questa direzione – ha concluso la presidente del Senato – è un passo verso la pace, verso la sicurezza e la prosperità in Europa e nel mondo”. (Inform)

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