direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento del presidente dell’INPS Tito Boeri

CGIE

Le considerazioni di Gianluca Lodetti della Commissione Sicurezza, Tutela sociale e sanitaria

 

ROMA – L’INPS è un organismo con cui gran parte degli italiani all’estero hanno a che fare: soprattutto dopo l’accorpamento è l’unico vero interlocutore per le comunità all’estero. Lo  ha detto Gianluca Lodetti intervenendo all’Assemblea Plenaria del CGIE a nome della Commissione Sicurezza, Tutela sociale e sanitaria. La Commissione ha avuto assicurazioni che dopo la riorganizzazione interna dell’Inps il tema delle prestazioni che vengono erogate agli italiani nel mondo sia un tema di grande rilievo, ma preoccupazioni sono emerse per esternazioni dell’Istituto su alcune tendenze a rivedere le prestazioni o le scelte di welfare per i pensionati residenti all’estero.

Una problematica all’ordine del giorno – ha proseguito Lodetti – è stata l’applicazione dello SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) riguardo la comunicazione elettronica tra cittadino e intermediari con l’Amministrazione che dovrà seguire determinate modalità. Sull’applicazione dello SPID sono nati problemi sia a livello di patronati sia per i singoli cittadini.  L’Istituto ha cercato di superare questi problemi che potevano essere però valutati per tempo in precedenza.

Riguardo la certificazione di esistenza in vita il CGIE è conscio che i cittadini devono sottostare ad alcune campagne, il sistema va ancora migliorato e vi sono problemi con la banca che certifica l’esistenza in vita e che spesso non è all’atezza. La soluzione appare difficile: si potrebbe allargare il campo dei certificatori o l’INPS stessa potrebbe avocare la facoltà di certificazione.

Per il problema Venezuela è stato fatto molto ma si è arrivati a un risultato che stenta a essere messo in pratica con l’attribuzione delle prestazioni. E’ necessario valutare insieme quello che può accadere per i soggetti che hanno lavorato nel pubblico impiego, posto che questo ambito rientri nelle applicazioni delle convenzioni di sicurezza sociale extraeuropee . In Europa già i lavoratori dell’impiego pubblico e privato possono totalizzare i periodi contributivi.

Concludendo Lodetti ha espresso apprezzamento per il lavoro fatto dal punto di vista degli utenti. All’estero diventa sempre più importante l’attività dei mediatori, perché mentre per l’Italia l’INPS ha puntato anche ad un ritorno di un rapporto diretto con l’utenza, all’estero questo non è oggettivamente possibile.

Nel prendere la parola il presidente dell’INPS Tito Boeri ha ricordato che oggi l’Inps eroga circa 800.000 pensioni in regime internazionale e di queste la metà circa è erogata all’estero. Si tratta di poco più del 2% delle pensioni erogate dall’Inps che per noi – ha aggiunto Boeri – rivestono un carattere strategico , anche perché è un fenomeno tutt’altro che in via di diminuzione. E’ vero che soprattutto in alcune realtà grografiche è in diminuzione il numero degli italiani che ricevono le pensioni, che sono legate ai fenomeni storici dell’emigrazione nei singoli paesi, ma il fenomeno delle pensioni erogate all’estero dall’INPS è in aumento nell’Est dell’Europa e in Asia. Ciò è legato ad un cambiamento della natura di queste persone che non sono necessariamente italiani all’estero ma ex migranti che hanno lavorato in Italia e sono tornati all’estero. Poi abbiamo anche una realtà, piccola ma in via di incremento, dei pensionati italiani che decidono di emigrare durante il periodo di pecezioni delle pensioni. Tutto questo fa capire che noi riteniamo di voler investire risorse e energie nel trattamento e nell’assicurare servizi elevati alle persone che fruiscono delle nostre prestazioni vivendo all’estero.

L’INPS è internazionale, quindi la riorganizzazione che abbiamo fatto dell’Istituto – ha affermato Boeri – non ha voluto nella maniera più assoluta ridurre il nostro impegno nei confronti dei percettori di nostre prestazioni all’estero. Siamo passati da 48 direzioni a 36 direzioni per snellire le procedure. Le persone che ricevono le nostre pensioni all’estero sono clienti strategici per il nostro Istituto. Noi siamo consapevoli del fatto che le dichiarazioni per la verifica dell’esistenza in vita sono qualcosa di oneroso per le persone, quindi stamo cercando di accelerare il processo che ci permeterà di avere queste informazioni per via telematica con un accordo con le Amministrazioni dei diversi paesi, in particolare Brasile e Argentina. Cercherempo amnche di semplificare la certificazione con la campagna Red Est. Su questo abbiamo formulato proposte e se verranno accolte andremo a ridurre del numero delle certificazioni.

Il presidente dell’INPS si è poi soffermato sui cosidetti trattamenti non contributivi. Questa è una questione di principio che abbiamo affrontato a diversi livelli – ha detto -. Noi abbiamo ritenuto che fosse parte del ruolo dell’Istituto sottolineare che ci sono alcune prestazioni che si sono accumulate nel corso degli anni. Effettivamente noi oggi eroghiamo al di fuori dall’Europa dei trattamenti che non sono basati su contributi e vengono erogati a persone che non pagano le tasse in Italia e questo ci sembrava in qualche modo anomalo. Ci rendiamo conto che ci sono delle eredità storiche, però noi non possiamo non sottolineare questo problema che è particolarmente gravoso e significativo in qui paesi dove esistono dei trattamenti di base in cui lo Stato viene a integrare i redditi delle persone. Il fatto che l’INPS eroghi questi trattamenti di natura assistenziale viene a ridurre gli oneri degli altri paesi che hanno livelli di reddito e finanze pubbliche migliori del nostro.  La questione SPID è un problema serio per i nostri connazionali: Boeri ha tenuto a sottolineare che la scelta è fatta dal Governo italiano e va nella direzione di dare la possibilità di dialogare  con l’insieme dell’Amministrazione pubblica. Lo SPID garantisce standard di sicurezza più elevati, il processo di attivazione è a rilento ma siamo pronti ad estendere la scadenza nel tempo. Abbiamo affrontato e risolto il problema dei tassi di cambio in Venezuela, problema non ancora risolto per chi vive nel nostro paese. Per il pubblico impiego è chiaro che l’integrazione dell’INPDAP e dell’INPS nel nuovo super INPS non può estendersi automaticamente alle convenzioni internazionali: aiutateci a rinnovarle. Ci stiamo muovendo nella direzione di istituire un unico codice identificativo contributivo europeo. E’ una cosa molto importante – ha spiegato Boeri ., per coloro che hanno carriere mobili che si spostano da un paese all’altro nell’ambito dell’Ue ed è il modo migliore per assicurare la libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione. Infine, abbiamo fatto un grande investimento nel nuovo sito, on line dal 3 aprile: sarà più semplice e facile accedere alle prestazioni mettendo al centro le esigenze dell’utente. (G. M.- Inform)

 

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