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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’informativa del Ministro dell’Interno Salvini sulla nave Aquarius

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha riferito ieri in Senato sulla vicenda della nave  Aquarius.

“Non accetto che qualcuno dica che chi è al Governo accetti che i bambini muoiano in mare. Io per primo sono stufo che i bambini muoiano, sono stufo di questi morti di Stato – afferma Salvini, segnalando come la nave, in zona di ricerca e soccorso in mare maltese, avesse manifestato alcuni problemi alle autorità di Malta, non ottenendo però risposte al riguardo. La nave è stata, quindi, costantemente affiancata per assistenza sanitaria e per rifornimenti alimentari da navi italiane – ha chiarito il Ministro – e, su indicazione dello stesso responsabile del Viminale, è stata offerta la disponibilità a far sbarcare donne e bambini, possibilità negata dal comandante dell’Aquarius.

Nella serata dell’11 giugno scorso, ha riferito il ministro dell’Interno, si è svolta una riunione sulla vicenda alla Presidenza del Consiglio in cui è stato deciso di portare a bordo di navi italiane una cospicua parte delle 629 persone imbarcate sulla Aquarius per permettere di continuare in sicurezza la navigazione verso il porto di Valencia, dopo la disponibilità dichiarata dal governo spagnolo ad accogliere la nave.

Salvini ha evidenziato che “l’Italia è il secondo Paese per accoglienza in tutta Europa e che non ha niente da imparare in termini di solidarietà, accoglienza e generosità da nessuno”. “Tuttavia, sulla questione accoglienza, stiamo verificando – ha detto – tempi e costi, che risultano attualmente più alti rispetto ad altri paesi europei come Francia e Germania”.

Inoltre, i dati mostrano che su 42mila domande di richiesta di asilo, ne viene accolto solo il 7% e anche sommando un ulteriore 4% di protezione sussidiaria si arriva ad un 11% totale. La stragrande maggioranza – rileva il Ministro – viene dunque respinta.

Annunciata quindi un’iniziativa italiana per il superamento del regolamento di Dublino, in occasione della nuova presidenza Ue che sarà affidata all’Austria. (Inform)

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