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“L’esperienza italiana del restauro in Israele, passato e futuro”, conferenza a Haifa del prof. Roberto Nardi

ARCHEOLOGIA

Il 10 dicembre all’Istituto Italiano di Cultura

HAIFA – All’Istituto Italiano di Cultura di Haifa (Rehov Meir Rutberg 12) il prossimo 10 dicembre, ore  19.00, il prof. Roberto Nardi (Centro di Conservazione Archeologica di Roma) terrà una conferenza in lingua inglese  dal titolo “

“The italian experience in restoration in Israel, past e future” |. L’evento (che è a ingresso libero) è organizzato in collaborazione con l’Israel Antiquities Authority ed  è segnalato dai Comites Israele.

Il patrimonio storico e archeologico di una regione costituisce l‘identità culturale nella quale uno o più popoli si riconoscono. Allo stesso tempo rappresenta uno degli elementi caratteristici che distinguono un luogo da un altro, e che lo rendono attrattivo e interessante a chi viene da fuori, origine del cosiddetto turismo culturale, oggi praticato in modo massivo.

Ma il patrimonio culturale è fragile, unico e insostituibile: per questo conservarlo non è un’opzione, è un obbligo e una priorità. Se da una parte la salvaguardia di siti, parchi, monumenti e città storiche rappresenta un onere per la società moderna, dall’altra, quando il patrimonio è gestito in modo oculato e dinamico, diventa una opportunità formidabile di sostegno sociale e di sviluppo economico: pulito, rinnovabile e sostenibile. Prerogativa essenziale di questo processo culturale sono l’insegnamento della professione e l’apertura dei progetti al pubblico con fini educativi.

Il Centro di Conservazione Archeologica di Roma (CCA) opera secondo questi principi dal 1982 in Italia e nei paesi del Medio Oriente, rispecchiando una tradizione tutta italiana che trae le proprie origini nell’Istituto Centrale del Restauro di Roma. Dal 1990 al 1998 il CCA è stato presente in Israele con una serie di progetti di restauro di alcuni monumenti iconici del paese, quali l’acquedotto di Cesarea, i mosaici di Zippori, la chiesa bizantina di Mamshit, le grandi terme del palazzo nord di Masada e, per concludere gli affreschi del Liscat Hamefatek, sempre a Masada.

Contemporaneamente all’esecuzione dei restauri il CCA è stato incaricato della formazione di una nuova generazione di conservatori che è diventata di fatto la spina dorsale dell’allora appena costituito dipartimento di conservazione dell’Autorità per le Antichità (Rashut Atiqot). La formazione è stata realizzata secondo i principi del rispetto dell’originale, nell’estetica, nelle tecniche esecutive e nei materiali impiegati, ossia la calce: da questo ha preso origine quella che a posteriori è stata definita dai nostri stessi amici e colleghi Israeliani, la “rivoluzione della calce”, fenomeno del quale ancora oggi i conservatori del paese possono vantarsi.

Dopo venti anni, il CCA è stato richiamato in Israele per lanciare una nuova sfida: “Open for Conservation”, un progetto disegnato per creare in 4 anni una generazione di professionisti capaci di aprire la conservazione al pubblico e generare uno strumento di sviluppo economico e di promozione sociale e culturale.

Roberto Nardi si è laureato in archeologia presso l’Università di Roma “La Sapienza” e in cOnservazione dei materiali archeologici presso l’Istituto Centrale Restauro di Roma (oggi IsCR), dove si è anche specializzato in monumenti lapidei. Nel 1982 ha fondato il Centro di Conservazione Archeologica (CCA), una società privata che opera su commissione pubblica nel campo della conservazione dei monumenti antichi e siti archeologici. Il CCA è situato in un convento a nord di Roma, dove organizza corsi internazionali di formazione in conservazione in archeologia. Roberto Nardi ha diretto più di 50 progetti in 14 paesi, tra cui l’Arco di Settimio Severo nel Foro Romano, l’Atrio del Museo Capitolino e la Crypta Balbi a Roma, il palazzo di Erode a Masada in Israele, i mosaici di Zeugma in Turchia, il mosaico della Trasfigurazione nel Monastero di Santa Caterina nel Sinai e le pitture murali alla Madrasa Amiriya in Yemen, per il quale nel 2007 ha ricevuto l’Aga Kahn Award per l’Architettura Islamica. Ha pubblicato 80 articoli tecnici. E’ stato Kress Lecturer nel 2010/2011 per l’American Institute of Archaeology. E’ presidente della Fondazione ICCM (Comitato Internazionale per la Conservazione del Mosaico). Nel 2016-17 ha ricevuto i premi “Europa Nostra” e “The Best in Heritage” per il restauro delle sculture preistoriche di Mont’e Prama, in Sardegna. Roberto Nardi è professore presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ex ICR) e all’American University of Rome. (Inform)

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