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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’esame della relazione relativa a riforma degli IIC e interventi di promozione culturale

CAMERA DEI DEPUTATI

Al Comitato sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese

 

Numeri ed attività del 2017 contenuti nella relazione redatta dal Maeci per il Parlamento sono stati illustrati dalla relatrice Mirella Emiliozzi. Sono intervenuti anche gli eletti all’estero Angela Schirò (Pd), Elena Siragusa (M5S), Luis Roberto Di San Martino Lorenzato (Lega) e il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo

 

ROMA – Il Comitato sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei deputati ha avviato l’esame istruttorio della relazione sull’attività svolta per la riforma degli Istituti Italiani di Cultura e sugli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiane all’estero relativi al 2017.

Ad illustrare il documento, elaborato annualmente dal Maeci, la relatrice Mirella Emiliozzi, che ricorda come la rete diplomatico-consolare dipendente dal Ministero, di cui fanno parte gli IIC, svolge un ruolo cruciale nella “promozione integrata” del nostro Paese, cui anche il Comitato potrà fornire “un contributo qualificato e coerente”. A testimoniare, inoltre, la “potenza culturale” dell’Italia è il successo che lo studio della nostra lingua sta riscuotendo all’estero, quarta lingua più studiata al mondo anche nell’anno accademico 2016/17, con 2.145.093 studenti raggiunti in 115 Paesi tramite gli IIC. Emiliozzi rileva poi il ritorno economico della promozione della cultura italiana all’estero e richiama il reddito di circa 92 miliardi di euro l’anno che uno studio riconduce al sistema produttivo culturale e creativo, pari al 6% del Pil, per un numero di occupati quantificato in 1,5 milioni di persone, con un effetto indotto sul complesso dell’economia pari al 16,6% della ricchezza nazionale – un terzo del fatturato del settore turistico in Italia è attivato dalla cultura.

Di seguito si presentano, tra i dati della relazione, quelli relativi agli IIC, la cui missione istituzionale consiste proprio nella promozione e diffusione della cultura e della lingua italiana: 33 operanti negli Stati membri dell’Unione europea, 8 nei Paesi europei non membri all’Ue, 18 nelle Americhe, 12 in Asia ed Oceania, 10 nei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, 3 in Africa sub-sahariana. Il loro organico è di 101 funzionari e 7 dirigenti in servizio, con una riduzione rispetto alle previsioni legislative pari a, rispettivamente, 141 e 8 – segnala la relatrice, ricordando come in essi prestino anche servizio 317 unità di personale con contratto di diritto locale e assunto a tempo indeterminato – dati del 2017. In quanto alla dotazione finanziaria ministeriale, se la legge di bilancio per il 2017 ha previsto una dotazione complessiva di 16,82 milioni di euro, nella legge di bilancio per il 2019 tale dotazione ammonta a 20,79 milioni di euro – ricorda Emiliozzi, richiamando poi le risorse straordinarie – 150 milioni di euro per il quadriennio 2017-2020 – stanziate con il Piano di promozione integrata al fine di incrementare le iniziative promozionali organizzate dalla rete e di aumentare gli studenti di italiano all’estero e gli studenti stranieri presso le università italiane.

Tra gli attori della promozione culturale italiana all’estero vi sono poi le istituzioni scolastiche, che comprendono sia scuole statali con personale in prevalenza di ruolo ed assegnato dall’Italia, sia scuole private, paritarie e non paritarie. La rete delle scuole italiane all’estero nel 2017 risultava così articolata: 8 istituti statali onnicomprensivi (Addis Abeba, Asmara, Atene, Barcellona, Istanbul, Madrid, Parigi e Zurigo); 42 scuole italiane paritarie; 2 scuole italiane non paritarie (Basilea e Smirne). Ad esse si affiancano le sezioni italiane presso le scuole straniere: 79 sezioni italiane presso scuole straniere, bilingui o internazionali (di cui 63 nell’Unione Europea, 13 in Paesi europei non UE, una in Asia, una nelle Americhe e una in Oceania); 7 sezioni italiane presso le scuole europee (3 a Bruxelles e una rispettivamente a Lussemburgo, Francoforte, Monaco di Baviera e Varese). Gli alunni della scuole statali per l’anno scolastico 2016/2017 sono stati 4.208, di cui 1.361 italiani e 2.847 stranieri, mentre nelle scuole paritarie, cui il Maeci – ricorda la relatrice – eroga contributi e che in molti Paesi costituiscono l’unica forma di presenza scolastica italiana, si sono registrati 16.224 alunni, di cui 1.938 italiani e 14.286 stranieri. Gli alunni che hanno frequentato le sezioni italiane presso scuole straniere, bilingui e internazionali sono stati 8.644, di cui 2.152 italiani e 6.492 stranieri; quelli che hanno frequentato, nel medesimo anno scolastico, le sette sezioni italiane presenti nelle scuole europee sono stati 2.039. Vengono quindi richiamati i dati relativi al contingente del personale scolastico di ruolo, che ammonta a 624 unità, così distribuiti: 195 docenti nelle 8 scuole statali; 8 dirigenti scolastici presso le scuole statali; 34 dirigenti scolastici presso ambasciate e consolati; 19 unità di personale amministrativo; 26 docenti in scuole paritarie; 83 docenti in sezioni italiane presso scuole straniere, bilingui o internazionali; 110 lettori; 149 unità di personale scolastico presso gli Enti gestori. Ulteriori 110 unità sono distaccate presso le scuole europee.

 

I contributi destinati alle scuole italiane all’estero ammontano complessivamente a 2,92 milioni di euro, cui si aggiungono 520 mila euro per l’innovazione digitale; le spese di personale, che rappresentano la componente maggiore della spesa per le istituzioni scolastiche e dell’intero bilancio della Direzione generale per la Promozione del sistema Paese del Maeci, sono state nel 2017, 50 milioni di euro.

La relatrice richiama anche i dati relativi al lettori di italiano che operano nei dipartimenti d’italiano in atenei stranieri e che sono stati nell’anno accademico 2016-2017: sono 110, di cui 34 con incarichi extra-accademici. Gli studenti iscritti ai corsi ammontano a 23.734. Emiliozzi rileva inoltre che, in assenza di lettorati di ruolo, “viene in rilievo la funzione delle cattedre universitarie di italianistica, che si avvalgono di contributi finanziari del Maeci finalizzati alla copertura parziale o totale del costo per l’assunzione di lettori di italiano direttamente da parte degli atenei stranieri”. Nel 2017 ciò è avvenuto – ricorda – in particolare alle aree del Nord Africa e Medio Oriente (Marocco, Egitto, Israele) dei Balcani occidentali, della Cina e del Brasile. Il numero complessivo degli studenti iscritti a corsi universitari di lingua italiana per l’anno accademico 2016/17 è stato 234.082, inclusi gli studenti dei lettori di ruolo del Ministero e delle cattedre che ricevono contributi da parte del Maeci e all’insegnamento della lingua italiana nelle istituzioni universitarie straniere sono state destinate, nel 2017, risorse per 2,07 milioni di euro.

Vi sono poi nella rete di promozione culturale anche gli addetti scientifici, presenti presso le sedi diplomatiche o negli uffici consolari: sei in Europa (Belgrado, Berlino, sede Onu di Ginevra, Londra, Mosca, organizzazioni internazionali a Parigi; uno in Africa sub-sahariana (Pretoria); due in Medio Oriente (Tel Aviv e Il Cairo), otto nelle Americhe (Ottawa, tre a Washington, San Francisco, Città del Messico, Brasilia, Buenos Aires); otto in Asia ed Oceania (Canberra, Nuova Delhi, Seoul, Tokyo, Hanoi, Pechino, Shanghai e Chongqing). E i corsi di lingua e cultura italiana rivolti sia ai connazionali residenti all’estero sia a un’utenza straniera in quanto corsi inseriti nelle scuole straniere e finanziati dal Maeci attraverso la rete degli enti gestori. Essi sono tenuti da 149 docenti inviati all’estero nell’ambito del contingente Maeci-Miur e realizzati dai 95 enti gestori destinatari di contributi ministeriali: per entrambe le tipologie si contano 16.506 corsi circa per 299.994 alunni per uno stanziamento  di 11,99 milioni di euro.

La relazione presenta anche le attività messe in atto per la promozione culturale e tra esse la relatrice richiama l’iniziativa degli Stati generali della lingua italiana nel mondo, avviata nel 2014 e che ha prodotto anche il Libro bianco sulla situazione dell’italiano nel mondo, contenente la situazione aggiornata delle azioni di promozione e di insegnamento della nostra lingua e i dati più aggiornati sull’insegnamento dell’italiano nel mondo (oltre 2 milioni gli studenti di italiano nel mondo censiti nel 2017). Contiene poi una ricognizione delle relazioni culturali e scientifiche in ambito multilaterale, come le attività svolte in sede Unesco, e quelle in materia di ricerca, scienza e spazio. Un richiamo anche all’attività del Gruppo di lavoro consultivo per la promozione della lingua e della cultura italiana, organismo che ha sostituito la preesistente Commissione nazionale per la Promozione della cultura italiana all’estero.

Viene segnalato infine il contributo del Maeci alla Società Dante Alighieri, tra i principali partner del Ministero per la diffusione della lingua e della cultura italiane all’estero: 3,27 milioni di euro nel 2017 per oltre 63 mila corsi in tutto il mondo. La relatrice ricorda anche l’indagine conoscitiva sul tema condotta nella passata legislatura dalla Commissione Esteri della Camera congiuntamente alla Commissione Cultura e auspica che l’esame avviato ora possa rilanciare “una doverosa riflessione sul ruolo chiave del comparto “lingua e cultura italiana nel mondo” per tutte le ricadute significative: per il nostro sistema economico, per l’attrazione degli investimenti esteri, per l’incremento dei flussi turistici e per l’internazionalizzazione del sistema universitario nazionale”.

 

Di seguito all’illustrazione della relatrice interviene Angela Schirò, deputata eletta per il Pd nella ripartizione Europa, che segnala come la principale preoccupazione per il futuro della diffusione di lingua e cultura italiana sia “il tema delle risorse” e richiama a tale proposito l’importanza delle risorse aggiuntive stanziate con il Fondo quadriennale per il potenziamento della promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, istituito nella legge di bilancio per il 2017 con una dotazione di 150 milioni di euro. “In virtù di questo apporto straordinario di risorse, sono stati in parte compensati i tagli degli anni passati e potenziati gli interventi per i corsi di italiano di diverse tipologie, per le iniziative della Dante Alighieri, per l’attività degli Istituti di cultura, per l’istituzione e il funzionamento delle cattedre di italianistica in università straniere, per le borse di studio, per la promozione del nostro patrimonio artistico e culturale all’estero, nonché per il sostegno delle arti creative – segnala Schirò, rammaricandosi del fatto che l’attuale Governo non abbia previsto un rifinanziamento del Fondo per il 2021, e bocciato gli emendamenti presentati dagli eletti all’estero del Pd alla legge di bilancio 2019 orientati in tal senso, “il che – teme – comporterà una regressione della presenza culturale dell’Italia all’estero”. Per la deputata democratica il primo obiettivo è quindi “di assicurare la vita, oltre la scadenza fissata nel 2020, del Fondo per il sostegno della lingua e della cultura italiane nel mondo, che è diventato l’asse di rotazione dell’intero sistema di promozione culturale all’estero”. Richiama infine il fatto che ora anche la concessione della cittadinanza italiana è subordinata al possesso, da parte dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, e che tale requisito “farà aumentare le richieste di certificazioni all’estero con la conseguente necessità di dover prevedere un rafforzamento ed adeguamento dei servizi necessari e le relative risorse”.

Si associa ai rilievi di Schirò sulla necessità di una programmazione degli stanziamenti di più lungo periodo anche Laura Boldrini (Leu) che si rammarica anche per la conclusione della positiva esperienza delle trasmissioni radiofoniche rivolte alle comunità di italiani all’estero. Alla relatrice domanda dunque un “supplemento d’istruttoria che preveda il confronto con le strategie di altri partner europei, non a caso assai presenti a livello internazionale anche per il tramite di importanti reti televisive e radiofoniche, per valutare comparativamente gli investimenti che vengono effettuati nella diffusione della cultura e delle lingue nazionali”. Tale analisi potrebbe “consentire di inquadrare il tema in una prospettiva di investimento a medio termine, esercitando una sorta di moral suasion sulle forze di maggioranza e sull’Esecutivo, finalizzata ad aumentare le risorse finanziare destinate a questo settore di stretta pertinenza del nostro interesse nazionale – rileva Boldrini. Su quest’ultima proposta esprime apprezzamento il presidente del Comitato, Simone Billi, che propone lo svolgimento di audizioni sul tema successive a quella del rappresentante del Governo titolare di delega sull’oggetto della Relazione in esame.

Intervengono poi anche Luis Roberto Di San Martino Lorenzato di Ivrea (Lega, ripartizione America meridionale), che condivide la segnalazione sull’incremento della domanda di italiano per le novità introdotte sull’acquisizione della cittadinanza per matrimonio e propone l’attivazione di corsi online; ed Elisa Siragusa (M5S, ripartizione Europa) che ritiene invece non utile la comparazione con le misure adottate da altri Paesi perché “ciascuno Stato adotta strategie non replicabili in quanto parametrate alla propria identità e storia”, ritiene “prematuro esprimere riserve sul rifinanziamento per l’anno 2021 del fondo” prima menzionato e sottolinea che comunque “il tema dell’ammontare degli stanziamenti deve essere necessariamente valutato unitamente al tema dell’efficacia della loro gestione”.

In chiusura interviene anche il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo che condivide le osservazione formulate in merito al “valore della cultura come strumento di investimento e non come centro di costo” e  assicura “il massimo impegno del Governo ad accogliere le sollecitazioni pervenute”. Il Sottosegretario rinvia poi ad altra seduta i chiarimenti richiesti sul tema delle risorse e più nello specifico sul rifinanziamento del fondo di 150 milioni di euro su cui Schirò e Massimo Ungaro (Pd, ripartizione Europa) sollecitano un più chiaro impegno del Governo. (Inform)

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