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L’elezione di Papa Francesco, grande onore per i Piemontesi d’Argentina

ASSOCIAZIONI
Da “Piemontesi nel Mondo”
L’elezione di Papa Francesco, grande onore per i Piemontesi d’Argentina
TORINO – I mesi di febbraio e marzo di quest’anno sono stati particolarmente importanti per i “Piemontesi” argentini, per tali intendendosi i discendenti dei nostri emigranti, che da decenni sono stati scoperti, conosciuti e valorizzati dalla nostra associazione, per merito dell’intuito e lungimiranza del suo fondatore e da sempre presidente, Gr. Uff. Michele Colombino, dopo un oblio durato per troppo tempo. 
Innanzitutto, ovviamente, spicca l’elevazione al Soglio Pontificio del Cardinale Jorge Maria Bergoglio, i cui nonni, come oramai a tutti noto (prima, per la verità, solo pochi lo sapevano…) partirono da Portacomaro d’Asti, per l’esattezza da Portacomaro Stazione, com’era solito precisare Lui allorché ricordava le origini della sua famiglia. 
Chi scrive aveva avuto modo di conoscerlo e vederlo più volte in Argentina e ricorda in modo particolare un incontro di inizio aprile 2005, subito dopo la morte del papa Giovanni Paolo II, quando, andando a fargli visita in Arcivescovado, aveva portato con sé il giornale LA NACION, nella prima pagina del quale c’era una sua fotografia, con un articolo in cui lo si considerava come papabile nell’imminente Conclave. 
In tono scherzoso gli dissi che, se così fosse stato, per me sarebbe stato più difficile fargli visita, anche se le distanze si sarebbero accorciate. Mi ricordo la risposta: “Sicuramente non sarò papa, per tre ragioni: la prima perché si sa che chi entra in Conclave come Papa, se ne esce come Cardinale; la seconda perché Buenos Aires è troppo lontana da Roma, qui siamo alla fine del mondo; la terza erché io sono un Gesuita ed i tempi non sono ancora maturi per un Papa Gesuita”. 
Evidentemente la distanza tra le due capitali si è ridotta ed i tempi sono maturati. E se la fine si intravede dall’inizio, Papa Francesco, con le sue prime parole e azioni, ha già indicato la sua strada. 
Altro fatto, poco noto in Italia, ma diffusamente riportato dai giornali argenti, anche i più importanti, come il già ricordato LA NACION e il CLARIN e che ha toccato gli oriundi piemontesi, è stata la nomina di un nuovo vescovo argentino, fatta da Papa Benedetto XVI nell’ultimo giorno del suo pontificato, giovedì 28 febbraio: si tratta di Samuel Jofré Giraudo, 55 anni, attualmente parroco della chiesa del Santo Cristo di Cordoba, designato vescovo di Villa Maria (Cordoba), in sostituzione di monsignor José Angel Rovai, ritiratosi per raggiunti limiti di età. 
Il nuovo vescovo, il cui cognome inequivocabilmente conferma l’origine piemontese, è tornato in Argentina dopo aver conseguito una laurea in diritto canonico a Roma ed una in Spagna: materia di cui attualmente è professore, oltre che in teologia morale, al Seminario Mayor di Santiago del Estero. 
La curiosità mia e dell’amico Gian Franco Bianco, che mi aveva dato la notizia, mi ha spinto a cercarlo ed ho potuto parlargli per telefono, apprendendo da lui che i bisnonni erano di Savigliano, frazione la Cavallotta. Quando gli ho detto che anni fa mi ero interessato per far gemellare Villa Maria proprio con Savigliano, non poteva darsi pace per la casualità. (Ugo Bertello*-Piemontesi nel Mondo /Inform) 
* Vice presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo
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