direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le relazioni delle Commissioni tematiche Cooperazione, Formazione, Impresa e Lavoro, Stato Regioni Province autonome e Cgie, Nuove mobilità e generazioni Nuove

ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Intervengono Franco Santellocco (Cooperazione), Nello Collevecchio (Stato Regioni Cgie), Mariano Gazzola (Nuove mobilità). Per il Gruppo Donne parla Anna Rudeberg

 

ROMA – Sono state illustrate nell’ultima giornata di lavori del Cgie le relazioni delle Commissioni tematiche ancora mancanti all’appello degli interventi di questa ultima plenaria: quella della Commissione V – Cooperazione, Formazione, Impresa e Lavoro, della Commissione VI – Stato Regioni Province autonome e Cgie e della Commissione VII – Nuove mobilità e generazioni Nuove.  Insieme ad esse anche l’intervento di Anna Rudeberg per il Gruppo Donne.

Sulla cooperazione allo sviluppo, l’internazionalizzazione e il lavoro necessario per rendere l’Italia un Paese maggiormente attrattivo per i giovani talenti si è soffermato il presidente della V Commissione, Franco Santellocco (vedi: http://comunicazioneinform.it/lavori-della-v-commissione-del-cgie-intervento-del-presidente-franco-santellocco/) che ha segnalato come il nostro Paese, rispetto ad altri partner europei, faccia fatica ad attirare “flussi di giovani qualificati”. Necessario fare di più anche per l’attrazione di capitale stranieri in Italia e l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese all’estero.

A riportare alla plenaria le conclusioni dell’ultima riunione della Commissione VI, Nello Collevecchio, che ha indicato quale unico punto all’ordine del giorno “il futuro di Comites e Cgie”. La Commissione ribadisce come sia necessario, in attesa del rinnovo dei Comites, che comunque si auspica avvenga nei tempi stabiliti, continuare a lavorare come Cgie. Questo vuole dire immaginare anche la convocazione di una nuova plenaria a dicembre, nel caso in cui non si procedesse con il rinnovo dell’organismo entro quella data, in contrasto a quanto annunciato dal segretario generale Elio Carozza nel suo intervento di apertura della plenaria (definita l’ultima plenaria di questo Cgie, vedi anche http://comunicazioneinform.it/cgie-la-relazione-del-comitato-di-presidenza-2/).

Anzi, “la Commissione – afferma Collevecchio – ritiene utile e opportuno, in questa particolare fase di attesa o transizione, convocare comunque una nuova plenaria, affinché possano essere delineate le linee guida per le politiche a favore degli italiani all’estero”.

Sulla proposta riguardante eventuali modifiche del Cgie, pur non entrando nel merito nella riduzione del numero dei consiglieri, che verrebbe giudicata comunque più opportuna se indirizzata a quelli di nomina governativa, non si condivide l’ipotesi di privilegiare le Commissioni continentali: “pur considerandole utili e importanti”, si deve rilevare come “il vero confronto avviene con la totalità di tutti i componenti del Cgie, quindi con la plenaria”. Sul fronte delle riforma istituzionali, viene auspicata una rappresentanza degli italiani all’estero anche in un futuro Senato delle Autonomie. “In piena solidarietà con gli amici del Venezuela” la Commissione propone inoltre alla plenaria di “prendere una preziosa posizione solidale perché possano emergere atti concreti proprio a loro favore”. “Cerchiamo di non essere e non dimostrarci smarriti, ma determinati – conclude Collevecchio – a chiedere il rinnovo di Comites e Cgie, e sino a quella data questo organismo rimanga in essere perché solo così diamo speranza alle nostre comunità” e “in difesa delle aspettative degli italiani all’estero”.

Intervenendo per il Gruppo Donne Anna Rudeberg ha auspicato che il prossimo Cgie possa annoverare una componente femminile, così che si possa rinnovare in esso anche il lavoro portato avanti all’interno del gruppo, magari trasformandolo in una vera e propria Commissione. Richiamata l’importanza quindi della partecipazione dei connazionali al rinnovo dei Comites, sulle cui modalità di voto auspica vi sia più informazione e la necessità continuare a dedicare attenzione alle fasce più deboli di connazionali, in particolare gli anziani privi di reti di sostegno familiare e la cui integrazione nei contesti in cui risiedono è resa più complessa dalla difficoltà linguistiche.

A leggere il documento della VII Commissione è stato invece Mariano Gazzola: in esso si evidenzia la complessità di tracciare un profilo delle nuove mobilità, il cui numero risulta difficilmente quantificabile anche analizzando i dati Aire (all’anagrafe dei residenti all’estero ci si iscrive solo una volta che si sia consolidato un progetto di vita in un Paese diverso dall’Italia). Eppure i nuovi flussi migratori dall’Italia continuano a crescere, come evidenziano i dati Istat, e, sebbene il livello di istruzione sia superiore a quello dei flussi “storici”, le difficoltà di insediamento sono in larga misura uguali e connesse al percorso lavorativo o alla difficoltà di integrazione dei familiari al seguito, alla copertura sanitaria o alle questioni contributive. “Non vi è segnale di interessamento su queste problematiche da noi segnalate da parte del Governo; abbiamo chiesto più volte – ricorda Gazzola – centri di informazione in vista della partenza e nelle principali località di arrivo, istanze cui hanno risposto solo alcuni Comites o associazioni di connazionali, mentre la rete consolare rimane in gran parte inerte”. La Commissione teme inoltre che il lavoro svolto sul tema in questi anni venga dimenticato e non ritiene che la sola esigenza di risparmio debba limitare le risposte ai fenomeni indicati. L’auspicio è una ripresa dei rapporti con le giovani generazioni in vista del rinnovo dei Comites, anche se la previsione non è ottimistica, mentre si ringrazia il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, per aver partecipato a più riprese ai lavori di questa plenaria. Al segretario generale viene inoltre chiesto di dare priorità, nella prossima assemblea, alla lettura delle risultanze della Commissione.

Sul tema delle nuove mobilità sono di seguito intervenuti Roberto Volpini (Italia), che chiede alla Commissione di “aprire una finestra” anche sul servizio civile volontario, che molti giovani faranno anche all’estero, Rodolfo Ricci (Italia), che segnala come, in mancanza di dati italiani, concorrano a far comprendere l’entità dei flussi in uscita i rilevamenti del flussi in entrata di alcuni Paesi europei (per esempio la Germania calcola un numero di italiani giunti negli ultimi anni 4 volte superiore a quelli effettivamente registrati dall’Aire, per una cifra che oltrepasserebbe nel solo 2013 le 40.000 unità), Silvia Bartolini, rappresentante delle Regioni italiane in seno al Cgie, che segnala come il tema sarà affrontato in un seminario in programma a fine giugno nell’ambito della riunione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e, infine, il sottosegretario Giro, che ribadisce come il tema non venga dimenticato dalle istituzioni. “I cervelli in fuga – dice – sono sicuramente aumentati in questi anni di crisi, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di un dato indotto dalla globalizzazione”. “Concordo su questo rilevato anche a proposito della carenza di capacità attrattiva del nostro Paese, anche rispetto a giovani talenti – conclude Giro. (V. P. – Inform)

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