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Le considerazioni del circolo Pd di Buenos Aires sull’elezione di Mauricio Macri a presidente della Repubblica Argentina

PARTITI

Per il circolo la vittoria di Macri rappresenta una rivoluzione conservatrice che solo una rinnovata unità del popolo potrà fermare  

 

BUENOS AIRES – “Le classi dominanti hanno convinto la maggior parte del popolo argentino che i loro interessi coincidono con quelli della società nel suo complesso, e la maggioranza ha dato loro la vittoria elettorale”: così il circolo del Partito democratico di Buenos Aires commenta in una nota l’elezione di Mauricio Macri a presidente della Repubblica Argentina.

Per il circolo si tratta invece di un errore e ritiene che questa nuova elezione comporterà “un grande trasferimento di reddito verso i settori economicamente più concentrati”, una riduzione dei diritti civili, sociali e politici dei lavoratori, una diminuita capacità di influenza dell’Argentina su tutto il mondo ed una sua maggiore vulnerabilità agli interessi stranieri e alle logiche del mercato liberista, con conseguente pericolo per l’industria nazionale, l’occupazione e l’integrazione regionale. “Tutto questo – prosegue la nota, – accompagnato dal canto delle sirene dei mezzi di comunicazione che corrispondono a tali interessi, e che insieme sono il potere reale”.

Il circolo ritiene dunque che siano finiti “gli anni di progresso economico, sociale e civile, che hanno avuto come risultato l’inclusione di molte persone”, ma “prima o poi il popolo argentino e le forze che lo rappresentano, tra cui il Pd – Buenos Aires, resisteranno all’avanzata della destra”, così come già accaduto in passato, così come è già accaduto – rileva la nota – che il Paese eleggesse un presidente di origine italiana. La “novità” segnalata è invece il raggiungimento da parte dell’unione dei diversi gruppi della sinistra al Congresso nazionale (parlamentari kirchneristi, Fit, UP, PSur, LdS) del quorum “giusto” “per votare un numero di leggi che tutelano gli interessi della gente”.

“Forse questa nuova unità di azione – si spiega nel comunicato – è un primo passo per raggiungere, sia in Parlamento che nelle strade, l’unità del popolo, l’unico mezzo in grado di fermare la rivoluzione conservatrice che la vittoria di Macri in Argentina significa”. (Inform)

 

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