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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione del sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola sulle conseguenze della Brexit per la collettività italiana residente nel Regno Unito

SENATO DELLA REPUBB,LICA

Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero

Per i nostri connazionali che hanno già diritti acquisiti  siamo fiduciosi, poiché non c’è solo una grande compattezza fra gli stati membri, ma anche una concreta volontà britannica di risolvere positivamente la questione… Vi è una crescita vertiginosa della domanda di servizi consolari dalla parte della nostra comunità… si sta valutando l’ipotesi di una riapertura dell’ufficio consolare di Manchester”

 

ROMA – Si è svolta, presso il Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero della Camera l’Audizione del sottosegretario agli Affari Esteri Vincenzo Amendola sulle conseguenze della Brexit per la collettività italiana residente nel Regno Unito. La seduta è stata introdotta dal presidente del Comitato Claudio Micheloni che ha evidenziato come questo lavoro conoscitivo si prefigga, attraverso varie audizioni, di dare risposte alle numerose richieste di informazione, relative all’incertezza sul futuro, sollevate dalla nostra collettività in Gran

“Dopo il rammarico iniziale per la Brexit – ha esordito il sottosegretario Amendola – l’obiettivo è quello di rilanciare l’Unione a 27 ..e assicurare un’uscita ordinata e senza strappi del Regno Unito dall’Ue. E’ un obiettivo che va perseguito su varie direttrici: l’unità dei 27 Paesi, l’indivisibilità del mercato unico, la garanzia dei diritti acquisiti dai cittadini dell’Unione Europea e il regolamento delle pendenze finanziarie, ..Crediamo  innanzitutto – ha proseguito Amendola – che, guardando anche le recenti elezioni in Francia, sia emerso come la maggioranza dei cittadini europei sia a favore di una società aperta e veda nell’Europa una comunità di stati e di popoli, una comunità che offre maggiori opportunità e sicurezza in un mondo sempre più stabile e soggetto a crisi di complessa risoluzione. Questo atteggiamento dovrà emergere con decisione anche nella fase negoziale della brexit…  Il Regno Unito – ha aggiunto – pur uscendo dall’Unione Europea continuerà ad essere un partner di primo piano per l’Ue e l’Italia. Con gli orientamenti negoziali adottati dal consiglio europeo del 29 aprile scorso – ha continuato Amendola –  l’Ue si è data delle priorità per affrontare i negoziati sulla brexit. La prima che ci interessa è quella di definire lo status dei cittadini dell’Unione Europea che risiedono in Gran Bretagna e dei cittadini britannici che risiedono nei paesi dell’Ue. E’ un punto importante ed è una priorità assoluta per il governo italiano. In attesa che inizino i negoziati io credo che vada messo in evidenza un aspetto rilevante. Nel negoziato brexit non siamo solo noi italiani o comunque noi europei a trovarci a chiedere qualcosa, ma anche il Regno Unito ha le sue richieste e i suoi problemi. Ad esempio il Regno Unito ha una comunità di britannici residenti nei paesi dell’Ue stimata intorno ad un milione di persone che vive questa fase di incertezza con analoga preoccupazione per il proprio status futuro… L’Italia pertanto non si trova in una situazione di debolezza nel negoziato, ma al contrario abbiamo dei punti di forza che intendiamo far valere”.

Dopo aver rilevato che il Governo italiano nella trattativa della Brexit abbia fra le sue priorità la tutela dei  diritti acquisiti dai nostri connazionali residenti nel Regno Unito, Amendola ha evidenziato come su questo punto non si accetteranno compromessi al ribasso. “Per i nostri connazionali che hanno già diritti acquisiti  siamo fiduciosi – ha precisato il sottosegretario – poiché non c’è solo una grande compattezza fra gli stati membri, ma anche una concreta volontà britannica di risolvere positivamente la questione”.

Il sottosegretario ha poi sottolineato come la Farnesina si sia attivata a tutela dei nostri connazionali sin dalla votazione del referendum tramite l’Ambasciata di Londra e gli uffici consolari del Regno Unito, approfondendo le possibili conseguenze della brexit per la comunità italiana residente, individuando una serie di misure a sostegno della comunità e informando i connazionali interessati con ogni strumento a disposizione.

Messa in campo dal ministero degli Esteri anche un’opera di monitoraggio volta a prevenire eventuali discriminazione ai danni dei cittadini italiani e a porre rimedio alle difficoltà burocratiche emerse all’indomani del referendum su brexit.

“Nel Regno Unito – ha inoltre ricordato Amendola – risiedono tre milioni e 200.000 cittadini europei di questi ben 600.000 sono italiani, anche se solo una parte dei nostri connazionali  sono registrati. E questo è un elemento di peculiarità della presenza della nostra comunità, anche rispetto ad altri Paesi Europei, I connazionali iscritti nello schedario del consolato generale a Londra sono ad oggi oltre 289.000, a fronte di una presenza reale stimata in circa mezzo milione di persone nella sola capitale. Il consolato generale a Londra processa mensilmente circa 3000 nuove notifiche di iscrizione all’Aire, quasi il doppio rispetto al 2012. Nella circoscrizione di Edimburgo in Scozia si trovano oltre 17.000 connazionali registrati e anche in questo contesto si è avuto un raddoppio delle domande di registrazione negli ultimi 10 anni… I timori che derivano dalla brexit – ha proseguito il sottosegretario – hanno prodotto degli aggravi per i servizi consolari,  ad esempio il numero dei passaporti rilasciati a Edimburgo nel primo trimestre del 2017 è esattamente doppio a quello dello stesso periodo del 2016. La crescita vertiginosa e repentina della domanda di servizi consolari dalla parte della nostra comunità in Regno unito, all’indomani del referendum sulla brexit, sta mettendo sotto pressione anche le nostre strutture consolari  stiamo facendo come Farnesina tutto il possibile per garantire le risorse umane e finanziarie necessarie alla piena operatività delle ambasciate e degli uffici consolari”.

Amendola ha quindi spiegato come, al fine di gestire l’impennata delle domande di iscrizione all’Aire, si stia lavorando per integrare il bilancio del Consolato generale di Londra, per permettere l’acquisizione di prestazione di lavoro interinale e l’assunzione di una unità a contratto temporaneo di sei mesi rinnovabile per altri sei.

Il sottosegretario ha poi rilevato come il numero degli italiani residenti nel Regno Unito sia in crescita non solo a Londra e dintorni ma anche, sia pure in proporzioni diverse nel nord dell’Inghilterra. Nella circoscrizione del consolato di Manchester, soppresso nel 2011, sono infatti ad oggi  residenti circa 50,000 connazionali a fronte dei 29.000 del 2010. Alla luce di questo aumento e dell’eccezionalità del  fatto che questo territorio diverrà presto extra Ue,  Amendola ha spiegato che si sta valutando l’ipotesi di una riapertura dell’ufficio consolare di Manchester che copra l’area del nord dell’Inghilterra.

Il sottosegretario ha inoltre evidenziato come la nuova emigrazione italiana in Inghilterra sia composta da giovani con meno di 35 anni di età (64%), in possesso di titoli di studio di alto livello (57%) e che spesso vantano inserimenti lavorativi di successo anche nei settori di punta dell’economia britannica e nel mondo accademico e universitario. Amendola ha anche ricordato il progetto “Primo Approdo”, realizzato dall’Ambasciata d’Italia a Londra, che fornisce ai nostri connazionali strumenti per risolvere i problemi pratici legati al primo inserimento nel Regno Unito, dall’inserimento nel sistema accademico locale a quello del mercato del lavoro all’assistenza sanitaria. Attivato inoltre sul sito web della nostra Ambasciata un’apposita pagina sulla brexit in cui sono fornite informazioni aggiornate sullo sviluppo del processo negoziale, i documenti pubblici più significativi, nonché gli interventi effettuati dai rappresentanti istituzionali italiani sul tema della protezione dello status dei cittadini.

Amedola ha poi sottolineato come il Governo , facendo leva anche sulle indicazioni dei rappresentanti eletti all’estero, sia disponibile a mettersi in ascolto rispetto alle domande dei cittadini e a ragionare su quelle che saranno le misure eccezionali e più urgenti per la nostra collettività nel percorso che si è avviato con il negoziato brexit,

“Il Governo italiano – ha concluso Amendola – intende monitorare con attenzione anche la situazione effettiva vissuta dai nostri  connazionali per prevenire forme striscianti di discriminazione di fatto ai loro danni. Proprio per questo il prossimo due giugno in occasione della Festa della Repubblica, il Governo assicurerà una qualificata presenza istituzionale a Londra per incontrare i nostri concittadini che vivono nel Regno Unito”.

A seguire ha preso la parola il senatore Aldo Di Biagio  (Ap) che ha rilevato come, sulla tutela dei cittadini italiani residenti nel Regno Unito, al di là dei buoni propositi del Governo britannico, condivisi in sede di bilaterale con il presidente Gentiloni, manchi un chiaro piano di salvaguardia dei diritti acquisiti dai cittadini dell’Unione europea. Lamentata inoltre dal senatore, eletto nella ripartizione Europa, la mancanza di direttive ed informazioni chiare da parte degli uffici amministrativi locali in materia e un eccesso di burocrazia da parte dell’Homeoffice britannico nel rilascio di certificazione e documentazione. Da Di Biagio è stato quindi chiesto

quali siano gli orientamenti del ministero per la tutela dei diritti acquisiti, se si intenda intervenire anche in sede di negoziato, affinché si impegni in tal senso il Regno Unito e se si preveda di offrire, attraverso il coinvolgimento attivo delle rappresentanze diplomatiche, informazioni e supporto ai cittadini italiani residenti. Per Di Biagio appare infine auspicabile che il tema della tutela dei diritti acquisiti dei connazionali e di altri cittadini non britannici residenti, così come quello della salvaguardia dei diritti dei cittadini britannici residenti in Unione europea, vada affrontato prioritariamente rispetto al negoziato di recesso al fine di evitare strumentalizzazioni o compromessi rispetto ad altri temi rilevanti del negoziato.

Dal canto suo il senatore Vito Rosario Petrocelli (M5S) ha invitato il Governo a fare in modo che la tutela dello status dei cittadini italiani sia condivisa con gli altri Paesi membri dell’Unione europea per dare risposte alle preoccupazioni di tutte le comunità Il senatore ha anche chiesto all’esecutivo di evitare singole prove muscolari o fughe in avanti che potrebbero soltanto danneggiare gli interessi degli stessi cittadini.

Dopo l’intervento del senatore Renato Turano (Pd), eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, che ha chiesto lumi su eventuali cambiamenti dal punto di vista dei permessi per chi intende andare oggi in Inghilterra, il presidente del Comitato Micheloni ha evidenziato la necessità di rilevare eventuali discrepanze fra i dati degli italiani in Inghilterra iscritti all’Aire, e quelli sulla nostra comunità in possesso degli uffici inglesi, al fine di capire se vi sia la necessità di avviare una riforma volta alla semplificazione dell’Aire. Micheloni ha anche parlato della possibilità di aprire una riflessione su come porre in essere nuove forme di servizi per le comunità che non siano i tradizionali uffici consolari . Il presidente ha infine proposto la ripetizione , al fine di affrontare la realtà della brexit, dell’iniziativa “Europei in movimento” , promossa in passato dallo stesso Comitato per le questioni degli italiani all’estero, per ascoltare i rappresentanti dei vari “Cgie” dei paesi dell’Unione Europea.

In sede di replica il sottosegretario ha sottolineato l’atteggiamento costruttivo del ministro degli Esteri britannico nell’affrontare le questioni più rilevanti poste dalla Brexit, ribadendo come in questo quadro non verrà fatta alcuna forzatura e non vi saranno scatti muscolari. “Sono escluse – ha precisato Amendola – scelte fatte da Paesi dell’Unione europea singolarmente, ma, al contrario, avrà luogo un percorso corale che, infine, sarà necessariamente condiviso da tutti i 27 Stati membri”. Il sottosegretario, dopo aver segnalato che non sono previste nuove procedure per l’ingresso dei cittadini italiani nel Regno Unito, ha evidenziato come una delle priorità del Maeci sia quella di effettuare una puntuale ricognizione dei dati Aire, un’attività che purtroppo deve scontare le ristrettezze di organico della Farnesina. Amendola si anche  detto d’accordo con il presidente Micheloni sulla eventualità che possano essere previste nuove forme di servizi diversi per i cittadini italiani residenti nel Regno Unito, anche al di fuori di quelli forniti dai consolati. Una soluzione che, fra l’altro, consentirebbe di far fronte alle limitazioni dovute alle carenze di personale. Il sottosegretario, nel dare la disponibilità a ripetere e a partecipare all’evento proposto da Micheloni, ha infine ribadito come il ministero stia valutando numeri e costi in relazione all’apertura del consolato a Manchester. (G.M./Inform)

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