direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione del Direttore Generale uscente del Maeci per la promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca

SENATO DELLA REPUBBLICA

Alla III Commissione l’indagine conoscitiva sulle condizioni e le esigenze delle comunità italiane nel mondo

 

Posti dai senatori Airola (M5S) e Garavini (Italia viva ) quesiti su scuole italiane all’estero , canale Rai in lingua inglese e enti gestori

 

ROMA – Nell’audizione tenutasi in Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni e le esigenze delle comunità italiane nel mondo, Vincenzo De Luca, Direttore Generale uscente per la Promozione del Sistema Paese del Maeci, si è soffermato sulla necessita di gestione integrata tra tutti gli attori coinvolti nella promozione del Sistema Paese. “Dal 2017 stiamo portando avanti lo sviluppo di un piano di promozione culturale integrato che coinvolge il Maeci, gli Istituti Italiani di Cultura, gli Enti gestori e promotori, la Dante Alighieri e la Rete diplomatico-consolare”, ha spiegato il direttore ricordando lo stanziamento di 150 milioni di euro per il quadriennio 2017-2020, che ha offerto per la prima volta la possibilità di una vera programmazione diluita nel tempo. Quindi si è parlato di ‘Made in Italy’, da coniugare come valore culturale aggiunto, per una promozione a tutto campo del ‘Sistema Paese’, che possa contare sulla condivisione di tutto il mondo politico italiano e di una rinnovata Rete diplomatico-consolare. “Quando si parla di industria culturale, si parla in realtà anche e soprattutto di economia: essa produce infatti 90 miliardi annui che corrispondono a circa il 6% di Pil e al 14% delle esportazioni. Abbiamo un nostro ‘soft power’ da poter esercitare all’estero, che ci fa apprezzare da partner importanti”, ha aggiunto De Luca analizzando infine il settore della formazione e della lingua italiana: un settore primario tra quelli in grado di produrre ben 9 mila eventi culturali ogni anno. “Possiamo contare su 84 Istituti Italiani di Cultura, di cui 2 nuovi inaugurati fuori dall’Europa, precisamente ad Abu Dhabi e Dakar. Abbiamo inoltre nel mondo ben 50 Scuole, di cui 42 paritarie e 8 statali; infine 406 Comitati della Dante Alighieri. Siamo riusciti a riunire in questo piano di sviluppo anche gli Enti gestori e promotori. La lingua è fondamentale come strumento di  divulgazione della nostra cultura”, ha precisato De Luca menzionando appuntamenti clou come la ‘Settimana della lingua italiana’ e gli ‘Stati generali della lingua italiana’.

 

Ha poi preso la parola il senatore Alberto Airola (M5S) che ha ricordato l’importanza delle scuole italiane soprattutto in zone come quella del Corno d’Africa. “In talune zone la presenza delle nostre scuole può rappresentare anche uno strumento a disposizione delle popolazioni locali per combattere al meglio il terrorismo: è importante che si diano alternative di formazione a tanti giovani. Per quanto riguarda invece il canale in lingua inglese della Rai, ritengo inaccettabile la non realizzazione del suddetto canale, non fatto partire per una mancanza di fondi benché richiesto dal contratto di servizio”, ha affermato Airola. De Luca ha rassicurato sul ruolo delle scuole nel Corno d’Africa, ricordando per esempio i due presidi scolastici di Addis Abeba e Asmara. “Teniamo molto a queste scuole statali, proprio per il significato che possono avere e quale punto di riferimento per i tanti giovani di questi Paesi. Condivido poi l’esigenza assoluta di avere questo canale Rai in inglese. Da parte nostra è sempre stato sollecitato e sostenuto: attendiamo il nuovo pano industriale dell’azienda e ne abbiamo già parlato con il presidente Foa in occasione della recente Conferenza degli Ambasciatori”, ha aggiunto De Luca.

 

La senatrice Laura Garavini (Italia Viva), eletta nella ripartizione Europa, si è detta soddisfatta per il netto miglioramento della nostra presenza culturale e per la proiezione economica-turistica dell’Italia nel mondo. “In particolare è da apprezzare il lavoro svolto dalle cosiddette ‘antenne’ che abbiamo sul territorio, con un plauso all’ottimo lavoro svolto dalla rete degli Istituti Italiani di Cultura anche se con mezzi spesso modesti.  Ritengo inoltre auspicabile da un lato l’apertura di nuove sedi nel mondo con un ruolo strategico, ma dall’altro lato sarà altresì importante che ciò non vada a penalizzare tutti quei punti di riferimento che abbiamo in Europa, perché ricordo che Paesi tradizionalmente amici e vicini come Francia e Germania continuano ad avere sete di lingua, cultura e Made in Italy”, ha spiegato Garavini parlando poi del Fondo cultura integrativo previsto dalla legge di bilancio del 2017 ma non reintegrato nella scorsa legge di bilancio: “un Fondo che va assolutamente rilanciato”, ha puntualizzato la senatrice analizzando poi l’aspetto del finanziamento degli Enti gestori e del problema relativo ai periodi di traslazione rispetto all’anno di bilancio. “Qual è lo stato dell’arte rispetto all’inizio dell’anno scolastico, soprattutto per l’arrivo degli insegnanti?”, è stata in ultimo la domanda della senatrice rivolta a De Luca che, in sede di replica, ha voluto rassicurare sul concetto che avere nuovi istituti non significhi indebolire quelli già esistenti. “Avremo a breve del nuovo personale da innestare in organico per un’ottimale stabilizzazione della rete degli Istituti di Cultura”, ha rilevato il direttore generale menzionando la questione del rinnovato assetto di competenze tra Maeci e Miur in ambito scolastico dove occorre un’ottimizzazione gestionale per quanto riguarda le graduatorie degli insegnanti. Infine De Luca è intervenuto sugli Enti gestori sottolineando problemi relativi spesso alla rendicontazione: “coinvolgiamo la nostra rete per aiutare quegli Enti in difficoltà, ma sulla rendicontazione deve però esserci trasparenza ed efficienza perché altrimenti non possiamo trasferire risorse; per poter divenire poi Ente promotore serve anche una certa capacità di svolgere attività autonome”, ha concluso De Luca. (Simone Sperduto/Inform)

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