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L’Ambasciata d’Italia in Uruguay aderisce al “Giorno del Patrimonio 2018”

EVENTI

Porte aperte a Casa Tower e promozione della pubblicazione, disponibile online, “La casa Towers, Residenza dell’Ambasciata d’Italia in Montevideo”

 

MONTEVIDEO – L’Ambasciata d’Italia a Montevideo ha aderito al “Giorno del Patrimonio 2018” aprendo ai visitatori le porte di Casa Tower, dal 1926 residenza dell’Ambasciata d’Italia a Montevideo, e rinnovando la segnalazione della disponibilità online della pubblicazione dedicata all’edificio promossa in occasione dei 100 anni di Casa Tower, nel 2013.

Il volume “La casa Towers, Residenza dell’Ambasciata d’Italia in Montevideo” è il frutto di un lavoro di ricerca realizzato dall’architetto Nery Gonzalez e dal fotografo Ramiro Rodriguez Barilari. La pubblicazione offre un’intoduzione al contesto storico-architettonico in cui si situa la costruzione dell’edificio, evidenziando – in modo emblematico – la figura di Pedro C. Towers, il suo primo proprietario. Dispone di importante materiale di archivio, tra cui i disegni originali del progetto e varie fotografie di altri edifici progettati dallo scozzese Arthr R. Inglis nella Regione del Rio de la Plata. Sono inoltre presenti fotografie attuali della casa, realizzate de Rodriguez Barilari. L’allegato “ Architettura e città: Pocitos come caso particolare”, curato dall’architetto Mariano Arana, completa la pubblicazione con cui l’Ambasciata d’Italia intende sostenere la preservazione della memoria della città e dei suoi abitanti.

Nel messaggio diffuso in occasione della pubblicazione online del libro, l’ambasciatore d’Italia Gianni Piccato aveva definito Casa Tower “un piccolo gioiello dell’architettura montevideana dell’inizio del Novecento e, nel contempo, un ulteriore esempio emblematico dei forti vincoli, artistici e culturali, che legano l’Italia alla storia dell’Uruguay e della sua città capitale”.

“Proprio la destinazione a Residenza di Capo Missione ha permesso di preservare questo magnifico esempio di architettura stile francese, dichiarato Bene di interesse municipale dal Comune di Montevideo nel 1993, mentre intorno cresceva il moderno quartiere residenziale di Pocitos. Fin dal 1926 la Residenza di Calle Ellauri è stata scenario di incontri ed eventi che hanno punteggiato le relazioni tra Uruguay e Italia. Essa ha accolto Capi di Stato e Membri del Governo, capitani d’industria e uomini d’affari, intellettuali ed artisti – scrive Piccato.

“Per l’Uruguay, paese in cui la componente italiana – ricorda l’Ambasciatore – non solo è sempre stata numericamente rilevante, ma si è affermata come elemento costitutivo della stessa identità nazionale, una Residenza che testimoni con tutta evidenza l’impegno italiano per salvaguardare l’eccellenza artistica, è diventata una straordinaria prova della decisione con cui l’Italia intende preservare la sua storica vocazione culturale”. (Inform)

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