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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La visita a Villa Rosa del presidente della provincia autonoma di Trento Fugatti e dell’assessore Segnana

SALUTE

TRENTO – La missione è quella di rendere i pazienti autonomi, una parola – l’autonomia – che una comunità come quella trentina conosce molto bene. Per raggiungere questi risultati scendono in campo tanta professionalità, investimenti in strutture e tecnologie, ma anche capacità di fare rete, con Università e Fondazione Bruno Kessler ad esempio, e una propensione all’innovazione che sta facendo decollare il progetto Nemo realizzato in collaborazione con la fondazione Telethon. Stiamo parlando di Villa Rosa, centro riabilitativo ad alta specializzazione che ieri è stato visitato dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e dall’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana.

“Siamo qui – ha detto Fugatti al termine degli interventi del sindaco, Roberto Oss Emer, del presidente della Comunità, Pierino Caresia, dell’assessore di Comunità, Alberto Frisanco – per confermare che la Provincia è vicina ad una comunità che crede nel suo ospedale. La sfida è cercare la migliore collaborazione fra pubblico e privato per il bene del sistema salute trentino”.

Sulla stessa linea l’assessore Stefania Segnana che ha ricordato come la Giunta provinciale abbia subito accolto con favore il progetto Nemo: “Lavorare – ha detto – per dare al Trentino e, nello specifico, alla Valsugana, un progetto di attrazione nazionale come quello nato assieme a Telethon, è un’opportunità da non lasciarsi sfuggire”.

Villa Rosa – ha ricordato il dottor Claudio Dario – è già pienamente inserita nel sistema sanitario provinciale come polo di riferimento per la riabilitazione ad alta specializzazione. Questo grazie anche ad una serie di collaborazioni con Università e FBK. In questa cornice è nata l’ipotesi di collaborazione con Nemo che è un braccio operativo della Fondazione Telethon, che sostiene la ricerca nel settore delle malattie genetiche rare. L’orizzonte di questo progetto va oltre i confini trentini perché potrebbe svilupparsi una realtà in grado di essere riferimento per tutto il Nord Est che porterebbe a Pergine competenze di livello internazionale. (gp-Inform)

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