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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La riflessione sul 2018 e sul nuovo anno della deputata del Pd Angela Schirò, eletta nella ripartizione Europa

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

ROMA – “Da dove è cominciato tutto. Quando, la notte del 4 marzo, ho partecipato allo spoglio delle schede elettorali arrivate da tutto il mondo, pensavo che sarebbe stato interessante vedere come si svolgevano le operazioni e vivere la conclusione di una campagna elettorale per me entusiasmante insieme ad altre persone che avevano condiviso questo percorso con me. Avevo girato molto la Germania e qualche pezzo di Europa, avevo parlato – dal vivo o tramite social network – con persone entusiaste e appassionate, avevo scelto di dedicare i miei sforzi a temi che trovavano poca attenzione (dal lavoro nero e irregolare, ai problemi di inserimento scolastico dei bambini, alla necessità di porre attenzione alle esigenze di tutti i tipi di italiani all’estero). Ero contenta del lavoro che avevo fatto, insieme alle persone che mi hanno accompagnato in quest’avventura, ed ero soddisfatta di come eravamo riusciti a portare avanti le nostre battaglie pur con poco tempo e pochi mezzi”. Inizia così la riflessione sull’anno appena passato e su quello che sta iniziando della deputata del Pd Angela Schirò, eletta nella ripartizione Europa. “A Castelnuovo – prosegue la deputata – ho iniziato a vedere il mio nome scritto su tante schede e ho provato una grande emozione, che aumentava di minuto in minuto man mano che diventava chiaro il risultato complessivo. E l’arrivo della notizia ufficiale della mia elezione, dopo qualche settimana di attesa, mi ha lasciato emozionata e senza parole (ma avreste dovuto vedere l’orgoglio nei volti dei miei genitori, un orgoglio che rivedo ogni volta che intervengo in Aula o porto avanti un progetto a cui tengo). È stato un anno di prime volte: la prima elezione, il primo ingresso alla Camera, cercando immediatamente e d’istinto l’emiciclo sinistro, il primo intervento in Commissione sul Reddito di Inclusione, il primo intervento in Aula a sera inoltrata, con il cuore che batteva all’impazzata e i colleghi che mi facevano coraggio, per parlare dei problemi legati ai corsi di lingua e cultura per i bambini degli italiani all’estero e dei tagli ai sussidi sociali nelle zone di crisi complessa”.

La deputata del Pd si sofferma anche sul primo impatto con i lavori dell’Aula Parlamentare. “L’Aula dall’interno. Vedere da vicino il funzionamento del Parlamento all’inizio mi ha intimidito. Ero abituata ad una giornata molto strutturata, a scuola, con la campanella che scandiva le ore e la consapevolezza chiara di cosa dovessi fare e quando farlo: in Parlamento tutto funziona in modo diverso e non esistono due giornate uguali. A volte non si ha letteralmente il tempo di andare in bagno per non rischiare di perdere una votazione, a volte le giornate sono un susseguirsi di incontri e appuntamenti istituzionali, a volte non si capisce quando si inizia e quando si finirà. Il fine settimana, per ora, ho sempre cercato di tornare in Germania dalla mia famiglia: penso che sia giusto che anche noi Parlamentari non perdiamo il contatto con la realtà delle persone a cui vogliamo bene (anche se naturalmente non sono mancati bellissimi weekend di politica, o estenuanti domeniche in Aula). In Parlamento ho conosciuto molte persone di valore: i colleghi e le colleghe con cui ho legato di più, persone vere e appassionate che ce la mettono tutta per fare del bene al Paese, e i tanti collaboratori della Camera che permettono a tutti i livelli che questa grande macchina funzioni al meglio. Dietro ogni proposta di legge, ogni emendamento, ad ogni interrogazione parlamentare si nasconde un grande lavoro di squadra”.

Angela Schirò parla poi dell’attività parlamentare: “Ciascuno di voi può guardare in ogni momento che cosa abbia fatto in Parlamento: le mie presenze (e le mie assenze), le proposte di legge che ho presentato o cofirmato, gli emendamenti e le interrogazioni parlamentari. Basta che clicchiate qui.

La Camera mette a disposizione di tutte le cittadine e tutti i cittadini l’intera documentazione di ciascun loro rappresentante. Alcuni interventi sono il frutto del lavoro di chi è venuto prima di me, che ho deciso di portare avanti, come ad esempio la proposta di Legge sull’inserimento del programma scolastico della storia delle migrazioni ; altri derivano dalle segnalazioni di alcuni di voi (soprattutto le interrogazioni parlamentari, ad es. quelle sui Consolati di Zurigo o Barcellona o quella sul geoblocking per il sito del Ministero degli Interni in Lituania); altri ancora derivano da mie convinzioni personali, come la proposta di legge sulla concessione di contributi previdenziali figurativi per maternità o adozione.

Insieme alle colleghe e ai colleghi eletti all’estero, poi, ho portato avanti una serie di emendamenti alla Legge di Bilancio e al Decreto cosiddetto Sicurezza – purtroppo tutti rifiutati – per evitare tagli che ci riguardano e per cercare di migliorare alcune misure da noi ritenute penalizzanti (un esempio su tutti: il prolungamento dei tempi per la concessione della cittadinanza italiana per matrimonio).

Siamo una bella squadra e ci impegniamo davvero al massimo per portare in Parlamento la vostra voce: purtroppo a volte non ce la facciamo, e anzi approfitto di questo momento per chiedere scusa a tutti coloro che hanno provato a contattarmi e non hanno ancora ricevuto una risposta. Faccio del mio meglio ma a volte non riesco a fare tutto quello che vorrei: per questo non demordete, e anzi continuate a inviarmi i vostri stimoli, le vostre preoccupazioni e le vostre richieste. Cercherò sempre di prendermi cura di ciascuno, anche se forse non riuscirò a farlo subito.

 La deputata Pd si sofferma poi sugli incontri che hanno caratterizzato il 2018. “Quest’anno è stato anche un anno di incontri. Ho avuto il privilegio di conoscere il Presidente Mattarella agli Stati Generali della Lingua Italiana; presso l’Ambasciata di Germania a Roma ho conosciuto Giovanna Di Lorenzo, mamma di Fabrizia, la giovane donna italiana uccisa nell’attentato di Berlino (e il pensiero, ora, non può non andare a lei e ad un altro europeo morto troppo presto per mano di un terrorista, Antonio Megalizzi); ho conosciuto colleghe e colleghi di tutti gli schieramenti; e soprattutto ho conosciuto, nei viaggi in giro per l’Europa o semplicemente sul treno, in aereo, sull’autobus o dietro a uno schermo, moltissime persone che mi hanno arricchito, facendomi sentire l’importanza del ruolo che mi è stato affidato. Ho cercato di parlare con tutti e soprattutto di mettermi in ascolto: ho imparato moltissimo, conosciuto storie incredibili e commoventi e cercato di portare ciascun incontro con me.

Per quanto poi riguarda i propositi per il 2019 Angela Schirò rileva la necessità “per me e per i miei colleghi, di fare del nostro meglio per il nostro Paese, in un momento storico pieno di incertezze. L’inizio di questa legislatura – aggiunge – non è stato semplice: il gruppo parlamentare del Pd si è dovuto riorganizzare dopo la pesante sconfitta elettorale, imparando ad interpretare il proprio ruolo di unico grande Partito di opposizione. Con il tempo posso dire che ce la stiamo facendo”. La deputata sottolinea inoltre come fuori dall’Aula esista un’Italia viva e coraggiosa che non la pensa come la maggioranza di governo, un’Italia che valorizza la diversità. “Nell’anno nuovo – conclude Schirò . voglio trovare nuove strade per valorizzare questa Italia anche nel mio piccolo. Voglio che troviamo un modo per far sentire di più la voce dei tanti che vorrebbero un’Italia migliore e non si sentono ascoltati”. (Inform)

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