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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Regione Lazio ricorda Padre Pino Puglisi

LOTTA ALLE MAFIE

A 25 anni dalla morte del sacerdote palermitano assassinato da Cosa nostra il 15 settembre 1993

L’appuntamento è per martedì 18 settembre alle ore 18, a Roma, nella Sala del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra

ROMA – Un ricordo di padre Pino Puglisi a 25 anni dal suo assassinio. La Regione Lazio sostiene un’iniziativa istituzionale in memoria del sacerdote palermitano assassinato da Cosa nostra il 15 settembre 1993. Con l’occasione sarà presentato il volume “Se ognuno fa qualcosa si può fare molto”, edito da BUR Rizzoli.

La manifestazione promossa dalla Regione Lazio avverrà all’indomani della visita di Papa Francesco a Palermo nella quale il Pontefice, come ha affermato l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice, “confermerà le Chiese siciliane come strumento di liberazione dalla mafia e verrà a dire ai mafiosi di convertirsi”

L’appuntamento è per martedì 18 settembre alle ore 18, a Roma, nella Sala del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra. Saranno presenti l’autore, Francesco Deliziosi, caporedattore del  Giornale di Sicilia,  dell’Arcivescovo di Palermo, Monsignor Corrado Lorefice, del Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone e del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. A coordinare il dibattito sarà il Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità Gianpiero Cioffredi.

“La Regione Lazio è impegnata senza sosta nel contrasto serrato a ogni forma di fenomeno mafioso nel proprio territorio. Oggi grazie a un’intensa attività legislativa e amministrativa, anche la Regione Lazio oggi può dirsi all’avanguardia sul terreno della trasparenza e della promozione della cultura della legalità” Così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: “ecco perché è fondamentale ricordare la figura di padre Pino Puglisi: il suo martirio, e soprattutto la sua vita, sono una delle più alte ed esigenti testimonianze di libertà e di coraggio mai ricevute dal nostro Paese e voci come la sua devono risuonare il più possibile nelle nostre coscienze ma anche nel dibattito pubblico”. (Inform)

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