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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La deputata del Pd Angela Schirò spiega le ragioni del suo voto di astensione alla riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari

ELETTI  CIRCOSCRIZIONE ESTERO

“Il mio dissenso sul taglio dei parlamentari è in difesa dei diritti di cittadinanza degli italiani all’estero e per la tutela degli interessi dell’Italia”

ROMA – La riduzione dei parlamentari è stata approvata l’8 ottobre in via definitiva a larghissima maggioranza; pur tuttavia, dagli stessi banchi della coalizione di Governo, non è mancata qualche voce fuori dal coro: come quella della deputata del Pd Angela Schirò, eletta nella ripartizione Europa, che ha spiegato in Aula le ragioni del proprio dissenso nei confronti della riduzione dei parlamentari. “Il mio dissenso sul taglio dei parlamentari è in difesa dei diritti di cittadinanza degli italiani all’estero e per la tutela degli interessi dell’Italia”, ha spiegato in una nota la deputata entrando quindi nel merito della questione.

“Non mi sono sentita di votare favorevolmente la legge costituzionale che riduce di un terzo il numero dei parlamentari, compresi quelli eletti nella Circoscrizione Estero. Per lealtà verso gli elettori all’estero e verso i circoli del Partito Democratico sui territori, con i quali ho condiviso questa scelta, e per coerenza con le dichiarazioni che in merito avevo già fatto nel precedente passaggio alla Camera. Con il mio voto di astensione – ha sottolineato Schirò – non ho potuto fare a meno di distinguermi per la prima volta da quando sono deputata e non senza disagio, dal mio gruppo, quello del Pd, che ha contribuito a vararla dopo gli accordi di Governo e dopo avere avuto le garanzie che richiedeva di altri provvedimenti di salvaguardia della rappresentatività democratica. La ragione che mi ha spinto a operare in questo senso è – ha aggiunto la deputata – che il taglio lineare dei parlamentari aggrava pesantemente uno squilibrio di rappresentatività della Circoscrizione Estero. Uno squilibrio già esistente al momento della sua costituzione e della sua organizzazione normativa”.

Schirò ha dunque illustrato anche alcuni dati per rimarcare le criticità che potrebbero crearsi con questa legge di riforma. “I dati di fatto, purtroppo, sono incontrovertibili. Il corpo elettorale degli iscritti all’Aire, da quando si vota per la Circoscrizione Estero, è cresciuto del 56%. Dopo questa riforma, invece, per eleggere un deputato in Italia ci vorranno poco più di 150.000 cittadini elettori, mentre per eleggerlo all’estero ce ne vorranno 688.000. Per eleggere un senatore in Italia ci vorranno 302.000 elettori, all’estero ce ne vorranno 1.375.000. Non ho accettato né potrò mai farlo – ha precisato Schirò – che siano fatte discriminazioni sul piano dei diritti di cittadinanza, distinguendo i cittadini sulla base della loro residenza, un criterio che non esiste in nessuna parte della Costituzione. Sono in Parlamento perché ho assunto di fronte ai miei elettori e, più in generale, al mio mondo di provenienza, un impegno preciso: difendere i diritti dei cittadini italiani all’estero che – lo ha ricordato ancora una volta la deputata – sono cittadini di pieno diritto, a tutti gli effetti”.

L’esponente del Pd tiene a precisare come non tratti di una presa di posizione corporativa, ma di un orientamento giusto e anche utile per il Paese. “Mentre l’emigrazione è ripresa seriamente e gli italiani regolarmente residenti all’estero stanno toccando i sei milioni, con questo provvedimento noi rischiamo di inviare un messaggio negativo, scoraggiante, proprio quando per il nostro Sistema Paese aumenta il bisogno di internazionalizzazione e di una forte proiezione a livello globale. Per questo – ha rimarcato Schirò – nella mia dichiarazione di voto alla Camera ho detto a tutti, parlamentari e Governo, di non considerare la mia posizione come un caso di coscienza, ma come un appello convinto e accorato affinché tutti, senza distinzione, considerino con maggiore lungimiranza e convinzione la presenza di milioni di italiani, di passaporto e di origine, disposti a sostenere il Paese. Un’opportunità di sviluppo e di proiezione nel mondo di oggi che può accompagnare l’Italia nel suo difficile cammino e aiutarla ad avere l’accreditamento internazionale di cui ha bisogno”. (Inform)

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