direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“La Cucina Italiana Altrove”

ITALIANI ALL’ESTERO

Il Comune di Forlimpopoli e Casa Artusi chiamano le comunità degli emiliano-romagnoli nel mondo a contribuire alla realizzazione di un ricettario che includa le varianti locali e famigliari alle ricette tradizionali . Con il contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

 

 

FORLIMPOPOLI – Il Comune di Forlimpopoli e Casa Artusi chiamano le comunità degli emiliano-romagnoli nel mondo a contribuire alla realizzazione di un ricettario che includa le varianti locali e famigliari alle ricette tradizionali.

“Quella di fine ottocento e primi novecento era sicuramente migrazione verso il nuovo mondo per sfuggire alla fame e se si lasciava solo aglio e cipolla e basilico, erano proprio quegli ingredienti poveri ma sapidi a mantenere l’idea di radici, di sogno alimentare, un cordone ombelicale che non si recide. Ma anche il cibo propone, per il resto come ogni desiderio, un universo bipolare: quello evocativo e presente nella memoria anche olfattiva di uomini e soprattutto donne e quello reale e pragmatico. La cucina di casa si fa ovunque con quel che c’è e quando c’è”.

Il Comune di Forlimpopoli in partnership con Casa Artusi – in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari (Alma mater Studiorum, Università di Bologna), l’Università nazionale di Mar del Plata (Argentina) e 10 associazioni e federazioni di emiliano-romagnoli nel mondo –  e grazie al contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo – Assemblea legislativa regione Emilia-Romagna,  invitano a  contribuire ad un progetto collaborativo che mira a testimoniare e raccontare la cucina italica altrove. Cosa si mangia nelle famiglie di origine italiana per mantenere forte il senso identitario e cosa si offre agli ospiti sapendo che l’accettazione di una comunità è spesso certificata proprio dalla condivisione dello stesso cibo.

Il progetto porta avanti l’idea dell’ Artusi che, come è noto, non ha codificato la cucina italiana, l’ha raccontata, lasciando sempre ai propri lettori la libertà di apportare modifiche, senza mai abbandonare il buon gusto, il suo motto era “fatelo a piacer vostro”. Per l’Artusi la cucina è una pratica democratica, libera e partecipata; la bandiera che veleggia su questo progetto, che da una cucina italiana proposta in patria approda ad una cucina italiana proposta altrove, è la ricetta artusiana del minestrone, dice infatti Artusi: “ecco come l’avrei composto a gusto mio: padronissimi di modificarlo a modo vostro a seconda del gusto di ogni paese e degli ortaggi che vi si trovano”.

“La cucina italiana altrove” nasce in continuità con i due progetti precedenti:  nel 2017, “Tutto fa brodo?” si approfondiva la cucina italiana secondo le parole e le ricette di Artusi e nel 2018, “Un ricettario per amico” era un lavoro di contaminazione tra culture.

Il nuovo progetto vuole avviare una terza modalità operativa, che è quella della condivisione e confronto di ricette italiane, che si propongono altrove, sulla base di ricordi, appunti e prodotti disponibili. Un lavoro condiviso e partecipato dalle comunità italiane, per far riaffiorare una pratica soprattutto femminile, che tiene insieme, in nome dell’identità italiana, tradizione e innovazione.

I promotori dell’iniziativa invitano tutti coloro che vogliano unirsi al progetto ad inviare le loro ricette. Gli interessati possono inviare le seguenti informazioni a info@pellegrinoartusi. it : 1) Origine della famiglia in Italia; 2) Ricetta; 3) Storia dell’origine della ricetta e nome della persona che lo ha preparato e adattato e trasmesso ai suoi discendenti (Inform)

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes