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La Commissione Esteri esamina il bilancio di previsione dello Stato per il 2019 e il triennio 2019-2021

CAMERA DEI DEPUTATI

Illustra il provvedimento il relatore Alberto Ribolla. Tra le dichiarazioni di voto a favore, quella di Simone Billi (Lega, ripartizione Europa) che apprezza le norme relative all’assunzione di personale per la rete diplomatico-consolare. Approvata una relazione favorevole

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha esaminato e approvato nei giorni scorsi una relazione favorevole al bilancio di previsione dello Stato per il 2019 e per il triennio 2019-2021, così come modificato dal Senato, e la relativa Nota di variazioni.

Ad illustrare le materie di competenza della Commissione il relatore Alberto Ribolla, che ha evidenziato tra gli interventi di rilievo il rafforzamento della dotazione di personale amministrativo del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), che potrà assumere fino a 300 dipendenti, della III e della II area funzionale, con contratto a tempo indeterminato. Tale norma – segnala il relatore – va “nella direzione, in più occasioni auspicata dalla Commissione, da ultimo anche durante l’esame del provvedimento in prima lettura, di un rafforzamento delle strutture serventi la nostra rete diplomatico-consolare, destinato a dare ossigeno all’amministrazione degli affari esteri e a potenziare l’azione internazionale dell’Italia”. Nella medesima direzione si colloca la disposizione introdotta al Senato che incrementa di 50 unità il contingente di dipendenti, assunti con contratto locale, impiegati presso gli uffici della rete diplomatico-consolare, portandoli complessivamente a 2870 persone, nell’ottica di “assicurare un’evasione ordinata delle pratiche di riconoscimento della cittadinanza presentate soprattutto nelle sedi sudamericane, come più volte richiesto anche dai colleghi eletti nella circoscrizione Estero”.

Sul versante degli aiuti allo sviluppo, Ribolla sottolinea il particolare rilievo delle disposizioni volte al potenziamento del ruolo della Cassa depositi e prestiti quale istituzione finanziaria per la cooperazione internazionale allo sviluppo, “la cui mission è espressamente collegata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e che si affiancano alle misure finalizzate al rafforzamento dell’organico dell’Agenzia italiana per la cooperazione, già approvate in prima lettura”. In tal senso, per i profili finanziari, è stata introdotta la garanzia di ultima istanza dello Stato sulle esposizioni assunte dalla Cassa depositi e prestiti, autorizzando la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2019, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, ad incremento delle risorse destinate alle garanzie assunte dallo Stato. Un ulteriore intervento, introdotto durante l’esame al Senato, riguarda la disciplina in materia di erogazione, da parte del Maeci, di contributi a soggetti pubblici italiani, a Stati esteri, a organizzazioni internazionali e a soggetti privati, italiani e stranieri, aventi finalità di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e di attuazione d’iniziative umanitarie e di tutela dei diritti umani: a tal fine è stata prevista un’autorizzazione di spesa di 700 mila euro, a decorrere dal 2019 ed è stata disposta l’abrogazione della legge 6 febbraio 1992, 180, che regolava la materia. Tale riforma si affianca a quella che modifica il regime dei contributi agli enti internazionalistici e prevede che il Maeci possa erogare, a valere su un apposito stanziamento, contributi ad enti con personalità giuridica o ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale, impegnati da almeno tre anni continuativi nella formazione in campo internazionalistico o nella ricerca in materia di politica estera. Le erogazioni sono regolate da convenzioni, previa procedura pubblica, nel rispetto dei principi di trasparenza e di parità di trattamento.

Il relatore propone una relazione favorevole al provvedimento, cui si affianca quella presentata da presentata Lia Quartapelle (Pd), unitamente ai deputati del suo gruppo, contraria al testo.

Si esprime negativamente sul provvedimento anche Laura Boldrini (Leu) che critica merito e metodo con il quale esso è stato esaminato dal Parlamento. In particolare evidenzia la “debolezza della linea negoziale del Governo” emersa nel confronto con l’Europa, mentre il Parlamento – ricorda – ha dovuto attendere sino all’ultimo il maxi emendamento che ha modificato radicalmente i contenuti della manovra. Tra le misure ora previste contesta in particolare quella del raddoppio dell’aliquota Ires per le organizzazioni di volontariato, che – rileva, – “appare in netto contrasto con l’obiettivo del Governo di combattere la povertà”. Il dissenso riguarda anche la riduzione dei fondi destinati alle organizzazioni multilaterali, in primis l’Onu, il taglio delle risorse per la cooperazione allo sviluppo e per la rete diplomatico-consolare, l’aumento del costo dell’invio delle rimesse verso i Paesi di provenienza dei migranti l’acquisto degli F35.

Tra gli interventi degli esponenti della maggioranza, a favore della manovra, anche quello di Simone Billi (Lega, ripartizione Europa), che esprime gratitudine e apprezzamento per le norme relative all’assunzione di personale per potenziare la rete diplomatico-consolare, “una misura prevista dal ‘contratto di governo’ – ricorda – e realizzata grazie alla sollecitazione degli eletti all’estero e all’impegno del ‘Governo del cambiamento’”.

Sulla riduzione della risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo interviene il vice ministro degli Esteri, Emanuela Claudia Del Re, che riconosce come tale riduzione, pari a 40 milioni di euro, costituisca “una ferita, la quale tuttavia si inserisce in un quadro di razionalizzazione della spesa pubblica, che ha comportato tagli a tutte le amministrazioni pubbliche per complessivi 2 miliardi di euro”. “Si tratta di una misura dolorosa che, peraltro, viene parzialmente compensata dalle assunzioni previste nell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e dal nuovo ruolo attribuito alla Cassa depositi e prestiti quale istituzione finanziaria per promuovere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – afferma il vice ministro, auspicando che, con il sostegno della Commissione, il Governo possa promuovere le attività di cooperazione come strumento principale della politica estera del Paese, continuando a perseguire l’obiettivo di investire lo 0,7% del Pil in tale settore entro il 2030.

La presidente della Commissione Marta Grande sottopone quindi a votazione la proposta di relazione favorevole del relatore, che viene approvata. In essa si valutano positivamente “gli interventi per il rafforzamento delle strutture amministrative del Maeci che potrà servire, come più volte auspicato da questa Commissione, ad un potenziamento della nostra rete diplomatico-consolare” e si esprime apprezzamento per la misura intesa a migliorare il ruolo della società Cassa depositi e prestiti quale istituzione finanziaria per la cooperazione internazionale allo sviluppo anche in vista del raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile posti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

La relazione prende atto inoltre del “riassetto della disciplina, introdotta al Senato, dei contributi erogati dal Maeci a soggetti pubblici italiani, a Stati esteri, a organizzazioni internazionali e a soggetti privati, italiani e stranieri, aventi finalità di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e di attuazione d’iniziative umanitarie e di tutela dei diritti umani”, considerando che tale intervento contribuisce alla configurazione di un nuovo sistema di erogazione dei contributi agli enti internazionalistici.

La proposta di relazione presentata da Lia Quartapelle (Pd) viene comunque trasmessa, unitamente a quella approvata, alla Commissione Bilancio. (Inform)

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