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“Istria e Friuli Venezia Giulia: sviluppo e progettualità europea tra Comuni Gemellati”

INCONTRI

Convegno a Manzano patrocinato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia

 

Zanin: “Creare una rete tra realtà gemellate per costruire gli assi strategici della collaborazione transfrontaliera”

 

MANZANO (Udine) – I gemellaggi tra Comuni punto di forza nella progettualità europea. Se ne è parlato a Manzano al convegno “Istria e Friuli Venezia Giulia: sviluppo e progettualità europea tra Comuni Gemellati” organizzato dal Comune nell’antico Folledor Boschetti Della Torre, con la partecipazione della Commissione paritetica tra Manzano e l’istriana Albona/Labin, e con il patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia – rappresentato dal suo presidente Piero Mauro Zanin -, insieme con i Comuni di Aquileia, gemellato con Pirano/Piran, di Duino Aurisina con Buie/Buje e di Tricesimo con Pinguente/Bizet. Presenti anche i sindaci di Albona e di Dignano d’Istria /Vodnjan. A dare il benvenuto a tutti il sindaco Piero Furlani. Quella che si apre – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Zanin – è una prospettiva di collaborazione che parte dal basso, dai comuni gemellati, per poter mettere in campo progettualità comuni di sistema, non singole, che intercettino gli interessi delle strategie della prossima programmazione comunitaria 2021-2027.

Su questo ci sarà la regia della Regione Friuli Venezia Giulia che – ha ricordato Zanin – ha ricominciato a tessere i rapporti con la Regione Istriana anche nel recente viaggio di una delegazione del Consiglio regionale (lo scorso 15 luglio l’incontro a Pisino anche con il presidente della Regione Litoraneo-montana) trovando in quelle amministrazioni – ha spiegato –  grandissimo interesse a collaborare per creare sviluppo su territori che hanno storicamente un’appartenenza comune, che per centinaia d’anni fino alla seconda guerra mondiale hanno avuto consuetudini e relazioni costituendo un crocevia omogeneo. Un lavoro non finalizzato all’interesse puntuale delle due regioni, bensì a costruire progetti che abbiano la capacità di diffondere il benessere su ambedue le comunità regionali.

La sfida, allora, che viene dal convegno – secondo il presidente del Consiglio regionale Fvg – è proprio quella di creare una rete tra le realtà gemellate per costruire gli assi strategici della collaborazione transfrontaliera, e gli enti locali – ha sottolineato Zanin – vanno aiutati a superare la frammentazione della progettualità. La cerniera che unisce situazioni transfrontaliere facendone comunità potenzialmente unite è costituita – ha aggiunto – dalle minoranze presenti su ambedue i territori. E questa è anche la risposta per far sopravvivere questa Europa, che nella dimensione dei popoli e delle comunità trova la sua anima e funzione.

 

Così per Zanin occorre riconoscere la “reputazione” della capacità di collaborazione delle nostre genti, e lavorare in termini di “restituzione” sul lungo periodo del progresso potenziale dei progetti che si realizzano.

La riflessione che si è sviluppata durante il convegno ha potuto contare sui contributi tecnici del direttore di Iformest Ivan Curzolo e dell’esperto di Politiche Comunitarie Giorgio Tessarolo e sull’esperienza di chi vive il rapporto e la rappresentanza delle comunità locali, come Tamara Brussich vicepresidente e dell’Assemblea della Regione Istriana e Franco Brussa presidente dell’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa.

L’Istria, Regione a statuto bilingue, da quando nel 1998 ha firmato con il Friuli Venezia Giulia il Protocollo di collaborazione, ha realizzato in comune 50 progetti internazionali in un gran numero di settori diversi, ha spiegato Brussich facendo il punto della progettualità in corso e degli obiettivi futuri. Per Franco Brussa i gemellaggi sono base e ponte per costruire progetti la cui valenza è ben più ampia, e l’esperienza dei Comuni gemellati può ridare vigore all’idea su cui è nata l’Europa, come insieme di realtà e autonomie locali da cui ripartire per recuperare anche un’idea di servizio che la politica deve fare propria.

A partire da quanto fatto nella programmazione comunitaria del settennato 2014-2020 da Curzolo è venuta una serie di informazioni in merito all’impostazione della programmazione comunitaria per il periodo 2021-2027, per utilizzare la quale occorre cominciare a lavorare fin da subito, ha avvertito il direttore di Informest parlando di finanziamenti e interventi per responsabilizzare la partecipazione ai programmi. L’Agenzia si è anche dichiarata disponibile ad affiancare gli enti locali per supportarne la partecipazione ai vari tavoli, posto che essi sono l’osservatorio privilegiato per poter incidere a livello strategico nei programmi di cooperazione, e per questo un loro ruolo rafforzato risulta essenziale.

Sullo sfondo di una ricostruzione storica dell’andamento dello sviluppo della cooperazione e delle relazioni internazionali da parte della Regione, Giorgio Tessarolo ha analizzato contenuti e criticità. Per attuare una vera collaborazione fra realtà serve una reciproca conoscenza, ha detto, ed è importante non dimenticare le nostre radici. Da qui anche il suo auspico che imprenditori del Friuli Venezia Giulia investano in Istria, puntando non solo su progetti materiali, perché anche quelli immateriali possono avere concreti riverberi.(Inform)

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