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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Intervengono il Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo e il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali

CGIE

Ultima sessione Plenaria alla Farnesina

 

Fra i temi toccati il potenziamento della rete consolare anche con l’ausilio dei patronati e la messa in sicurezza del voto all’estero

 

ROMA – Nella giornata di venerdì 16 novembre, l’ultima del Cgie alla Farnesina, si è ripreso il discorso sulle modifiche del voto all’estero, lasciato in sospeso nella giornata precedente. Riprendendo il filo della lunga analisi il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, ha ricordato come questo diritto alla rappresentanza per i connazionali all’estero sia stato “figlio di un complesso travaglio istituzionale e politico”, prima di averlo potuto riaffermare nella Costituzione attraverso appunto il riconoscimento della partecipazione attiva, alle elezioni nazionali e ai referendum, per mezzo del voto per corrispondenza. “Prima del 2006 – ha aggiunto Merlo – era un altro mondo e gli italiani all’estero non avevano alternative se non quella di spostarsi fisicamente per esercitare questo diritto al voto. Tuttavia vorrei sottolineare che la nostra predisposizione a queste modifiche deve essere di carattere generale, partendo da alcuni principi. Sappiamo che la Costituzione parla di un diritto universale al voto” .

L’idea è quella di mantenere per il momento il voto per corrispondenza, pur con gli adeguamenti possibili per garantirne maggiore sicurezza, ma non si esclude a priori, per il futuro, la prospettiva di aprire al voto elettronico. Più complessa è parsa la questione dell’inversione dell’opzione e dell’eventuale iscrizione a registro, per gli italiani all’estero che esprimano l’intenzione di votare. Sul tema del voto all’estero è poi intervenuto il sottosegretario agli Esteri con delega per gli Italiani all’Estero, Ricardo Merlo che si è anche soffermato sulle questioni relative alla rete consolare e al Sistema Italia. Nei giorni scorsi il sottosegretario è stato in missione insieme al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Abbiamo avuto una riunione bilaterale con il Ministero degli Esteri della Svezia. Vi racconto questo per dirvi che loro hanno lo stesso nostro problema: centomila cittadini svedesi risiedono in Inghilterra, così come tantissimi italiani, e temono ora gli effetti della Brexit. Questo sarà un problema da affrontare per tutta l’Europa. Lavoreremo per curare i diritti dei nostri concittadini che sono già residenti in Inghilterra. Sono rimasto molto soddisfatto dalla recente conferenza dei consoli: ho avuto modo di parlare, faccia a faccia, coi consoli italiani di tutto il mondo, ai quali devono essere garantiti i mezzi necessari affinché possano lavorare al meglio”, ha affermato Merlo che poi a affrontato la questione del miglioramento della rete consolare.

“Sono favorevole alla collaborazione tra Maeci, patronati e associazioni, per potenziare la rete consolare. Credo che i patronati debbano avere un ruolo nel futuro e lo dice uno che non viene da quel mondo. Se questo tavolo andrà avanti, coinvolgendo patronati e associazioni di volontariato, questi organismi avranno un ruolo importante per informare ad esempio i cittadini prima di arrivare in consolato per una qualunque pratica. Sono totalmente favorevole a questo incontro, da fare al più presto possibile: ribadisco che è un modo per migliorare la rete consolare” ha evidenziato Merlo.  “Sono molto soddisfatto – ha proseguito il sottosegretario – per la passione e la qualità di questo dibattito e del lavoro che vede il Cgie come protagonista: mi riferisco al lavoro per le modifiche delle modalità di voto all’estero. Sono d’accordo con il consigliere Norberto Lombardi, quando dice che bisogna trovare un accordo che abbia una maggioranza forte. Non possiamo rischiare di far uscire da qui un documento, da proporre al Parlamento, con una maggioranza risicata. Abbiamo bisogno di avere, entro fine anno, un documento di proposta del Cgie”, ha proseguito Merlo.  Nel corso del dibattito il consigliere Lombardi (Pd) aveva infatti affermato: “Qualunque sia la maggioranza che approverà il documento, essa rischia di essere esigua e di avere un Cgie spaccato sulla questione dell’inversione dell’opzione. L’alternativa può essere quella di trovare un accordo sull’applicazione di metodologie informatiche, senza però penalizzare la partecipazione degli elettori alla vita politica italiana”. Il sottosegretario Merlo ha poi evidenziato come una volta trovata un’intesa sul testo relativo alla riforma del voto all’estero, il prossimo passo dovrà riguardare la legge sulla cittadinanza. “Non sia un tabù e una cosa che non si può toccare: spero che esca un documento, da parte vostra, anche su questo aspetto. Già dalla prossima plenaria bisognerà cominciare a lavorare su una possibile legge sulla cittadinanza”, ha aggiunto Ricardo Merlo.

Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’Estero e per le Politiche Migratorie del Maeci nel suo intervento ha voluto puntare l’attenzione su tre parole chiave, che riassumono la sua visione d’insieme sulla questione del voto all’estero. “Dobbiamo far ruotare il tutto attorno a tre concetti per noi fondamentali: la fermezza, la consapevolezza e la sicurezza. Con il termine ‘fermezza’ dobbiamo intendere la difesa e la tutela del voto all’estero. Con ‘consapevolezza’ dobbiamo invece fissare a mente che una riforma è necessaria e urgente. Infine nel concetto di ‘sicurezza’ deve confluire il diritto a un voto tutelato nella sua segretezza e regolarità, ben sapendo che l’attuale assetto normativo non è di fatto sufficiente. Posso garantirvi che questa amministrazione si farà trovare pronta”, ha spiegato Vignali. (Simone Sperduto-Inform)

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